Blue Capital Forum: Finanza e industria si incontrano a Milano
Blue Capital Forum: Finanza e industria si incontrano a Milano
Si è tenuto questa mattina il “Blue Capital Forum – Finanza e industria, patto per disegnare il futuro della Blue Economy”: la tappa milanese del roadshow nazionale “Road to BEST”.
Una filiera sempre più strategica per il Paese, un dialogo ormai imprescindibile tra industria e capitale, e nuovi modelli di finanziamento pronti a ridisegnare lo shipping: sono questi i principali temi emersi durante l’incontro che ha riunito nel cuore finanziario italiano i protagonisti dell’economia del mare.
La mattinata si è aperta con gli interventi introduttivi, che hanno sottolineato il ruolo crescente della Blue Economy come infrastruttura economica essenziale, oltre che leva di sviluppo industriale e finanziario.
“Questo incontro è nato con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo industria e finanza per costruire un patto a sostegno della Blue Economy e incentivare un dialogo concreto e continuativo tra i diversi attori del settore. Oggi più che mai, infatti, questo comparto rappresenta un’infrastruttura strategica per il Paese: attrarre capitali, sviluppare nuovi modelli di investimento e favorire la collaborazione è la chiave per sostenerne la crescita e rafforzarne la competitività a livello internazionale” – ha dichiarato Maurizio Introna, direttore generale di Blue Media. Introna ha poi concluso: "Ciascun appuntamento del percorso ‘Road to BEST’ nasce proprio per dare voce alle comunità portuali e ai territori, favorire il networking con gli stakeholder e stimolare la nascita di alleanze strategiche lungo tutta la filiera".
Ad entrare nel vivo del confronto è stato Fabrizio Vettosi, Managing Director di VSL Club, che ha posto al centro del dibattito il tema dell’evoluzione del rapporto tra credito bancario e capitale privato nello shipping: “Per la prima volta l’intero cluster marittimo si è confrontato con il mercato dei capitali. L’apertura di un dialogo con tutti i Capital Providers - Fondi Infrastrutturali, Fondi di Private Equity e Private Debt, Family Office attraverso Club Deals, Mercato Pubblico dei Capitali, Investitori Istituzionali e Sistemici - è prodromica alla realizzazione di strumenti dedicati a questa infrastruttura vitale per il nostro Paese che, oltre a rappresentare una delle maggiori manifatture al mondo, gode del maggior tasso di risparmio pro-capite in Europa, risparmio che necessariamente può e deve essere canalizzato in maniera professionale verso la Blue Economy, vero e proprio backbone del sistema produttivo nazionale.”
La prima sessione, “Impresa e capitale: crescere nell’economia del mare”, ha evidenziato il dinamismo del settore e la crescente necessità di attrarre capitali per sostenere sviluppo e competitività.
In questo contesto, Riccardo Pompili, CEO di De Wave, ha sottolineato: "I fondi non sono solamente uno strumento finanziario fondamentale per la crescita di un'azienda, ma sono un partner affidabile che consente lo sviluppo del gruppo anche grazie all'esperienza e al know how acquisiti sul mercato. Per De Wave la partnership con Platinum, primario fondo Usa, è stata decisiva per il percorso di crescita che il Gruppo ha intrapreso soprattutto per linee esterne. Le acquisizioni effettuate sono un perfetto esempio di cosa si possa fare con il partner giusto: abbiamo unito, in una strategia vincente, la potenza di fuoco del fondo con la visione e le intuizioni dei manager del nostro gruppo. Per sua natura, però, questa straordinaria cavalcata è limitata nel tempo. Per questo è necessario che i manager di un gruppo siano in grado di gestire anche il "secondo tempo", quello che permette di cogliere i frutti della fase espansiva. E De Wave si è già preparata a questa nuova partita, grazie alla qualità della sua governance."
Il dialogo è proseguito con un approfondimento sui mercati dei capitali e sul loro ruolo nel supportare la crescita della Blue Economy, rafforzando la visione del settore come asset sempre più rilevante anche per gli investitori.
Attilio Ievoli, CEO di Marnavi e Presidente di NextGeo, nel suo intervento, ha dichiarato: “Il settore dello shipping è storicamente un mondo piuttosto riservato, con modelli consolidati che ne hanno sostenuto la crescita nel tempo. In questo contesto, la Borsa può rappresentare un’importante opportunità: non solo per accedere a capitali, ma anche per accompagnare un’evoluzione organizzativa e manageriale in linea con le sfide attuali. L’esperienza di NextGeo dimostra come la quotazione possa accelerare questo percorso, rafforzando la struttura aziendale, la credibilità verso il mercato e la capacità di dialogare con grandi player internazionali. Allo stesso tempo, si tratta di un fattore sempre più rilevante per attrarre talenti. In una fase di trasformazione come quella che stiamo vivendo, il mercato dei capitali può diventare un alleato strategico per la crescita dello shipping e dell’intera Blue Economy”.
Cuore del confronto è stata la seconda sessione, “Shipping Finance: capitali, debito e nuovi modelli di investimento”, che ha messo in luce un cambiamento strutturale nel finanziamento del settore: il progressivo affiancamento del credito bancario da parte del private debt. È emersa in particolare la necessità di un approccio integrato, in cui banche e fondi possano operare in modo complementare, condividendo rischi e opportunità.
Dal lato bancario, Nicola Porcari, Head of Structured Finance di BPER Banca, ha presentato il report “Blue Economy: una leva strategica per la crescita dell’economia italiana” curato dall’Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di BPER Banca secondo cui al settore appartengono 232.841 imprese, 1,09 milioni di occupati per 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto (circa il 4% del totale nazionale). L’Italia si colloca al 3° posto per valore aggiunto ed occupazione distinguendosi per un modello ibrido e diversificato che integra turismo, logistica e industria. Porcari ha inoltre evidenziato il ruolo degli istituti nel nuovo contesto competitivo: “Vediamo dal nostro osservatorio del Blue Economy Desk un crescente interesse di investitori istituzionali nel settore dello shipping e della Blue Economy in generale e soluzioni innovative di capital structure. Il mix è tra investitori con competenze specialistiche e risorse per finanziare investimenti a lungo termine (porti cantieristica, energie marine) e capitale privato con diversi target e modalità di investimento: fondi di Private Equity, fondi specializzati in Sale e Lease Back (soprattutto asiatici), assicurazioni per copertura rischio credito e Corporate & Investment Banking come BPER per fornire servizi a tutto tondo comprensivi di consulenza M&A, export finance, project finance e GTB. Nei finanziamenti asset based vediamo la possibilità di cooperare anche con soggetti del private debt per soluzioni di capital structure evolute che allocano i rischi di crediti a diversi livelli. BPER ha un rapporto consolidato con il mondo della Blue Economy, ambito in cui è attiva da oltre 15 anni. Con la nascita del Corporate & Investment Banking, che offre servizi integrati di finanza evoluta e risposte adeguate alle complessità con cui il settore si sta confrontando, il perimetro e la scala dimensionale dei nostri interventi si sono ulteriormente ampliati. Per BPER il settore dello shipping è caratterizzato e all’avanguardia per tematiche di transizione energetica per noi molto rilevanti che guidano anche importanti investimenti sia nelle flotte che nelle infrastrutture di supporto.”
La terza sessione, “Porti, infrastrutture e servizi marittimi: dove si muove il capitale”, ha spostato l’attenzione sugli investimenti infrastrutturali e sul ruolo degli investitori istituzionali nello sviluppo del settore.
In questo scenario, Andrea Nuzzi, Chief Business Officer di CDP, Cassa Depositi e Prestiti, ha richiamato il ruolo strategico del capitale pubblico e istituzionale: “Gli investimenti infrastrutturali rappresentano da sempre un elemento centrale delle strategie di intervento da parte di Cassa Depositi e Prestiti. Con il Piano strategico 2025-2027, Cassa ha ampliato gli strumenti di supporto nella prospettiva di potenziare le attività di finanziamento a lungo termine, assumere un ruolo sempre più proattivo nella strutturazione di operazioni complesse, anche in qualità di promotore di Partenariati Pubblico Privati, e adottare modelli di risk-sharing in complementarietà e sinergia con gli operatori di mercato. Grazie a un approccio ormai consolidato di “investitore paziente”, CDP intende accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture portuali e marittime italiane, elemento determinante per il rafforzamento della competitività del nostro Paese”
Nel corso dell’intera mattinata è emersa con forza la necessità di sviluppare un ecosistema finanziario evoluto a sostegno della Blue Economy, capace di attrarre capitali privati e istituzionali e di valorizzare il ruolo dello shipping come infrastruttura fondamentale per il Paese.
Il Blue Capital Forum si inserisce nel percorso “Road to BEST”, il tour nazionale promosso da Blue Media in vista di BEST – The Blue Economy Summit & Trade Show, in programma a Genova dal 16 al 19 novembre 2026: la prima edizione di un evento biennale che nasce con l’obiettivo di consolidare un dialogo strutturato tra imprese, istituzioni e investitori della Blue Economy a livello globale.
Il percorso proseguirà con la prossima tappa del roadshow, in programma il 15 maggio a Civitavecchia, uno dei principali hub portuali del Mediterraneo, con l’evento “Civitavecchia Gateway Mediterraneo – Autostrade del mare, merci e traffico passeggeri: strategie per la portualità del futuro”.
