Antonio Luxardo

Antonio Luxardo

Antonio Luxardo per Cantieri di Pisa: tra heritage e nuove visioni di yacht design

Yacht Design

30/01/2026 - 10:00

Riprendiamo l’interessante chiacchierata con Antonio Luxardo, yacht designer ligure con base a La Spezia, per approfondire la sua filosofia progettuale e il suo impegno per due realtà importanti della cantieristica italiana. Nell’articolo pubblicato a dicembre infatti abbiamo ripercorso le tappe della sua formazione, i suoi ideali di yacht designer e gli attuali impegni sia con Amer Yacht sia con Cantieri di Pisa. Antonio Luxardo in entrambe i casi opera tramite il suo studio "Antonio Luxardo Design" per la parte creativa e con "Optima Engineering" (fondata a La Spezia nel 2004 insieme a Michele Zignego) per la parte di ingegnerizzazione e realizzabilità dei progetti.

PressMare - Antonio Luxardo, come riesce a lavorare per due Cantieri creando line così diverse tra loro senza imporre il suo proprio stile?

AL - È basilare mantenere distinte le singole identità. È necessario esaltare il "family feeling" di ogni cantiere. Per fare ciò, ho cercato al massimo di tenere separate mentalmente le due diverse filosofie. Ed ho creato due team di sviluppo 3D separati, evitando al massimo “contaminazioni” e che la nostra "firma" personale potesse appiattire le identità dei due marchi.

PM - c’è qualcosa che i due marchi però condividono?

AL - Certamente, è la centralità dell'uomo e dell'ambiente all’interno del progetto. Che personalmente condivido appieno come filosofia progettuale. È fondamentale massimizzare il contatto con il mare, integrando ampie superfici vetrate e spazi esterni per la fruizione massima delle diverse aree di bordo. Come detto, privilegio un approccio che parte dalla funzione e dalle esigenze dell'utente, per poi dedicarmi a sviluppare l'estetica.

PM - Se con Amer Yacht c’è un legame, diciamo, fondato sull’amicizia con la famiglia Amerio, con Cantieri di Pisa invece la collaborazione è nata con una competizione…

AL - Sì, come dicevo, la nuova proprietà dei Cantieri di Pisa (nel 2021 il cantiere viene acquistato e rilanciato da Enrico Gennasio, nda) aveva indetto un concorso tra designer per cercare di dare una nuova identità al cantiere, e creare una sinergia fra aziende, rivoluzionando l’attuale filosofia della nautica. La nuova proprietà ha individuato nelle mie idee questo nuovo corso. Il focus quindi era rilanciare il cantiere, interpretare l'heritage del marchio e la storia degli Akhir in chiave moderna. Pierluigi Spadolini l’ha progettato nel 1967 e io ho cercato di renderlo più attuale pur mantenendone l'essenza. Ma il lavoro non si è fermato lì, perché c’era l’esigenza di creare nuovi modelli che riflettono l'eleganza, la sportività e l'innovazione storiche del cantiere. Insomma l’impegno è stato grande; considerate che in contemporanea c’è anche l’impegno con Amer Yacht e le sue nuove line…

La flotta di Cantieri di Pisa
La flotta di Cantieri di Pisa

PM - Possiamo immaginarlo… Come siete riusciti a diversificare l’impegno così egregiamente, oltre ad aver creato due team di progettazione diversi?

AL - Amer è un cantiere relativamente giovane: ha 50 anni, e costruiscono le loro linee da circa 25; io dovevo creare qualcosa di totalmente nuovo. Si trattava di definire un'identità diversa, che rispecchiasse, però, le ideologie della famiglia Amerio. Il cantiere di Pisa, invece, ha 80 anni di storia (fondato nel 1945, nda), custode di una linea, l’Akhir, forse la più longeva del mercato. Quindi qui c'era una storia da considerare, c'era un heritage da rispettare. E non è stato così semplice. Ho dovuto trasferire in epoca moderna, e con regolamenti nuovi, tutta l'essenza Akhir.

PM - …È anche difficile mettersi in gioco e raccogliere un heritage creato da uno yacht designer così importante, no?

AL - Assolutamente! Spadolini ha creato Akhir verso la fine degli Anni 60. E ancora oggi è una linea attuale e moderna, quindi devo dire che il mio è stato un percorso complicato.

PM - Ma anche di grande responsabilità. Quanto ne ha sentito il peso?

AL - Tantissimo. Qualsiasi cosa fai, nuovo o rieditato, qualcuno contro, te lo trovi sempre. Ho cercato veramente di essere il tramite per poter arrivare a creare quel “qualcosa” che potesse far rivivere l’anima che ha caratterizzato il Cantiere di Pisa. E Akhir è proprio l'anima del cantiere.  La si legge nell'eleganza, nell’innovazione. Cantieri di Pisa hanno sempre fatto prodotti innovativi tecnologicamente. Ho dovuto studiare a lungo la filosofia di Spadolini e capire a fondo tutte le trasformazioni che lui ha apportato nello yacht design (le posizioni della timoneria, la creazione del salotto che prima non c'era, le finestre a nastro…)

Akhir 44
Akhir 44


PM - Per le nuove linee avete tenuto conto anche delle innovazioni apportate da Spadolini?

AL - Assolutamente. Le abbiamo raccolte come heritage e le abbiamo rielaborate per creare un prodotto inedito. Polaris ne è l’esempio. Forse è un po' troppo futuribile, però secondo me ci voleva qualcosa che non fosse presente nella gamma e parlasse il linguaggio del futuro. E di questo aspetto sono contento perché fa parte di quella ricerca di cui parlavo (vedi prima puntata, ndr)… per portare dei cambiamenti nello yacht design.

PM - Così a fianco del nuovo Akhir, sono nati Saturno (motor yacht elegante e sportivo) e Polaris (innovativo e futuristico, pensato per anticipare le tendenze) ...

AL - Sì e oltre a ciò vi sono altre barche di Cantieri di Pisa: modelli nuovi, nei quali ho trasferito stilemi e caratteristiche per accomunarli, in modo da richiamare il cantiere di Pisa.

PM - Ci parla delle loro singole caratteristiche?

AL - Il concetto delle linee di Cantieri di Pisa nasce per definire tre “personalità” di prodotto, capaci di ispirare l’armatore e guidarlo in una scelta più immediata e personale della propria barca. Si tratta di tre linee con caratteristiche distintive, pensate per essere sviluppate poi nella metratura più adatta alle esigenze del cliente, indicativamente dai 40 ai 100+ metri. La linea Polaris (attualmente con il 48, il 38 e il 60 metri) comprende voyager in acciaio, alluminio e sovrastruttura in composito, con carena dislocante per navigazioni di lungo raggio e consumi ridotti. È una linea composta da imbarcazioni di tipologie e materiali diversi rispetto alla produzione storica del brand ma con linee immediatamente riconducibili alla sua tradizione. In particolare, il Polaris 48, riprende l’autonomia degli explorer e vi aggiunge spazi esterni versatili e grande raffinatezza degli ambienti interni. La principale peculiarità è nella vivibilità di upper e main deck, che dispongono di due grandi terrazze sul mare, utilizzabili in modi diversi e in comunicazione tra loro. Sono circa 200 metri quadrati di spazi dedicati alla convivialità, di cui 50 destinati a una lounge interna e ben 150 all’aperto. L’ingegnerizzazione è stata affidata a Optima Design con una carena progettata per garantire buone performance e una riduzione dei consumi.

Polaris 48
Polaris 48

PM - E Saturno?

AL - Saturno è una linea pensata come una vera e propria personalità di prodotto, anch’essa sviluppabile nella metratura più adatta alle esigenze del cliente (indicativamente tra i 38 e i 90 metri) . È contraddistinta dagli storici stilemi del Cantiere come le linee laterali bianche e nere, le ampie finestrature “a nastro” e una poppa dal design tradizionale reinterpretati in chiave moderna. Ha un design elegante contemporaneo ed è pensato per una vita a bordo.

PM - Cantieri di Pisa ha di recente avviato i lavori di costruzione di uno yacht full custom di 40 metri con l’affascinante rito di antica tradizione marinara della “cerimonia della moneta”. Anche questo a sua firma?

AL - Sì, il comparto Custom ha venduto e iniziato la costruzione di un superyacht di 40 metri con stazza lorda inferiore ai 500 GT. È caratterizzato da linee esterne slanciate che richiamano i classici stilemi dei modelli più iconici del cantiere, come le griglie bianche e nere delle prese d’aria, la fascia nera che attraversa lo scafo e i corrimani che diventano elementi di design. Dispone anche di un layout inedito su un’imbarcazione di queste dimensioni, a cominciare dalle sei cabine per gli ospiti, tra cui una raffinata owner suite a prua del main deck con terrazza privata.

Custom 40
Custom 40

PM - E Akhir?

AL - Come dicevo, Cantieri di Pisa ha deciso di dare vita a linee dalla personalità distintiva, ma caratterizzate dalla medesima riconoscibilità e identità, per dare continuità al legame tra passato e futuro. Nel pieno rispetto del DNA del Cantiere, Akhir è rinato, mantenendo alcuni tratti distintivi tipici della linea storica, come le linee tese della tuga, la finestratura a nastro che caratterizza il profilo, il fregio frontale detto “squalo” per la sua forma caratteristica, le prese d’aria con griglie a linee orizzontali e la coloratura bianca e nera che identifica e valorizza le forme. In pratica, la linea è stata ridisegnata per rispondere alle esigenze degli armatori moderni, nel rispetto della sua storia.

Désirée Sormani

©PressMare - riproduzione riservata

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