Career Day a Genova organizzato da Genova for Yachting
Career Day, a Genova la nautica che crea occupazione (anche se non tutti lo sanno)
GENOVA – Il successo della quarta edizione del Career Day è andata anche al di là delle aspettative, per bocca degli stessi organizzatori, vale a dire il consorzio Genova for Yachting, che con questo evento vuole mettere insieme domanda e offerta di lavoro nel settore della nautica e della Blue economy.
L’iniziativa fa parte del più ampio progetto Blue Skills Village, che coinvolge una rete di istituzioni, tra cui Regione Liguria con i Centri per l’Impiego, agenzie formative quali Università, Accademia della Marina Mercantile e Istituto Nautico e varie associazioni di categoria del settore.
Durante il Career Day, tenuto al Blue District di via del Molo, studenti, neodiplomati, neolaureati e professionisti hanno avuto l’occasione di incontrare, spesso nel corso di colloqui one-to-one, ventidue realtà economiche di Genova for Yachting, oltre ad Assagenti, Confindustria Nautica e Spediporto.

Per la parte formativa dedicata al personale di bordo, erano presenti AMADI-Associazione Marittimi Diporto, Italian Yacht Master e Genova Superyacht Hub Training, oltre ad alcune scuole cittadine con sette classi di studenti.
La sensazione emersa dialogando con gli operatori è che, al di là dei numeri dell’evento che sono molto incoraggianti, la nautica in generale faccia ancora fatica a far comprendere bene alle nuove generazioni le grandi opportunità occupazionali del settore, specie per i profili di bordo.
Ad esempio permane una carenza quasi cronica di marinai e hostess, nonostante stipendi interessanti che si aggirano attorno, o poco sotto, i 2 mila euro al mese anche per i primi imbarchi.
Un po’ meglio la situazione man mano che si sale nella scala gerarchica di bordo, con comandanti e direttori di macchina di superyacht piuttosto ben piazzati, sia come livello di stipendi che come garanzie di impiego.
Ancora pochi giovani insomma conoscono il mondo del diporto, ancora meno, almeno inizialmente, sono disponibili a imbarcarsi e navigare, paradossalmente anche fra gli studenti degli istituti nautici, la cui maggioranza sembra prediligere impieghi nel settore marittimo ma a terra.

PressMare ha incontrato Attilio Bruno, responsabile formazione di Genova for Yachting.
PM - Com'è andata quest'anno? Che sensazioni avete ricevuto, sia dalle aziende che dai candidati?
AB – I numeri sono importantissimi: solo i candidati preregistrati sono oltre 300, ma ci aspettiamo un aumento fisiologico, nel senso che molti non si sono prenotati online ma si presentano magari per accompagnare un amico. Dalle aziende i riscontri sono ottimi come al solito, è la prima volta che occupiamo l’edificio intero del Blue District invece che due sole aule: riuscire a riempirlo e a gestirlo è una responsabilità ma se accogliamo così tanti giovani significa che l'interesse c'è.
PM - Quali sono i profili che le vostre aziende cercano di più o che danno più opportunità per i candidati?
AB - Questo è il lato più positivo, perchè ci sono possibilità chiunque, sia per chi voglia stare seduto a una scrivania che chi desideri imbarcarsi. Sicuramente il fulcro delle richieste è dato dalle maestranze: artigiani, falegnami, saldatori, idraulici, elettricisti, che restano la grande carenza nel nostro settore.
PM – Li cercano i cantieri nautici di nuova costruzione e quelli di refit?
AB – Sì, ma anche aziende specializzate, per esempio quelle che si occupano di meccanica, di carpenteria, che hanno bisogno di tutte queste figure e che sono un po' il motore trainante. Naturalmente se il settore tecnico e della cantieristica va avanti poi si trascina dietro quello dei servizi.
PM – Quanto vale la presenza femminile?
AB – La presenza delle donne è trasversale in maniera totale, nel senso che quello della nautica è un mondo che dai giovani, e non solo, è ancora poco considerato. Il problema numero uno quindi resta quello di farlo conoscere, poi all’interno del settore in realtà la divisione quote rosa/non rosa è simile, nel senso che ci sono tantissime aziende a stampo completamente femminile, specie fra i servizi. L'assistenza a bordo, dove è richiesta organizzazione, precisione e bravura soprattutto nel rapporto col cliente, vede una forte presenza di donne, ma ci sono tantissime ragazze anche negli studi legali o di commercialisti.
PM - Cosa deve fare un candidato per valutare le opportunità di lavoro nella nautica?
AB – Visitare il nostro portale Job Click for Yachting, uno strumento fondamentale. Siamo l'unica associazione ad aver fatto un progetto del genere in Italia. Il candidato anche se non trova nell'immediato una posizione aperta, può e anzi deve caricare il curriculum: molti nostri associati infatti per accorciare i tempi vanno a pescare direttamente dal database del portale, senza nemmeno aprire una selezione pubblica. Come l'associazione poi pubblichiamo spesso selezioni posizioni sui nostri canali social.
Paolo Blaffard, presidente di AMADI, associazione che conta circa trecento soci, certifica invece il buono stato di salute del settore dei superyacht visto dalla categoria dei comandanti: “Ci prepariamo ad una stagione che ha tutte le premesse per essere positiva. Purtroppo nel nostro settore manca un po’ un percorso formativo ad hoc e molti ragazzi non conoscono le possibilità che la nautica offre. L’obiettivo, per noi comandanti più esperti, è formare una nuova generazione di marittimi italiani che poi contribuiscano a tenere gli yacht da noi anche durante la stagione invernale, generando un indotto positivo sui territori. In Liguria nello specifico le strutture sono di altissimo livello, e parlo di cantieri e marina, ma anche i servizi a terra sono ottimi: dobbiamo lavorare tutti insieme per trattenere qui barche ed equipaggi il più a lungo possibile”.
Riccardo Masnata
©PressMare - riproduzione riservata

