Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica

Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica

SATEC 2026, Confindustria Nautica: export record, AI e geopolitica ridisegnano il futuro del settore

Istituzioni

05/06/2026 - 16:51
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La nautica italiana guarda alle sfide globali puntando su export, innovazione tecnologica, competenze e competitività industriale. È questo il quadro emerso dalla Convention SATEC 2026 di Confindustria Nautica, svoltasi a Borgo Egnazia, in Puglia, con la sessione pubblica intitolata “Venti Globali e Correnti Digitali: il futuro dell’industria nautica. Strategie e scenari per il comparto nell’era delle tensioni globali e dei dati”, realizzata con il contributo scientifico di The European House – Ambrosetti. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, economisti e stakeholder della filiera nautica per analizzare gli effetti che geopolitica, commercio internazionale, trasformazione digitale e intelligenza artificiale stanno avendo sull’industria nautica italiana, uno dei comparti più internazionalizzati del Made in Italy.

Ad aprire i lavori è stato il videomessaggio del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la nautica “una delle espressioni più avanzate del Made in Italy”, sottolineando come il Governo abbia scelto di considerare il mare un asset strategico nazionale attraverso la recente legge sulla valorizzazione della risorsa mare approvata dal Parlamento. Secondo Meloni, il settore nautico rappresenta una componente fondamentale di questa strategia e dovrà essere sostenuto attraverso semplificazione normativa, innovazione, internazionalizzazione e rafforzamento delle competenze professionali.

Nel suo intervento introduttivo, il Presidente di Confindustria Nautica ha evidenziato come il comparto si trovi oggi a operare in uno scenario in cui competizione industriale, commercio internazionale, innovazione tecnologica e politica economica siano sempre più interconnessi, rendendo decisiva la capacità di anticipare i cambiamenti. Tra gli interventi istituzionali anche quelli di Matteo Zoppas, del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e della Vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera Ilaria Cavo.

Zoppas ha sottolineato il ruolo dell’industria nautica come eccellenza riconosciuta del Made in Italy, evidenziando come le tensioni geopolitiche e le nuove barriere commerciali rendano sempre più importante il sostegno del Sistema Paese ai processi di internazionalizzazione delle imprese. Parallelamente, ha indicato intelligenza artificiale e trasformazione digitale come leve competitive già determinanti per innovare i processi produttivi e mantenere la leadership internazionale.

Rixi ha invece richiamato il tema delle infrastrutture e della portualità turistica, indicando nella semplificazione normativa e negli investimenti in cantieristica e marina un passaggio essenziale per consolidare il ruolo dell’Italia come piattaforma naturale della nautica nel Mediterraneo.

Sul fronte tecnologico, Sisto ha evidenziato il legame crescente tra diritto, innovazione e sviluppo economico, sottolineando come l’intelligenza artificiale stia aprendo nuove opportunità per nautica, portualità e logistica marittima, imponendo però la necessità di costruire un quadro normativo in grado di garantire sicurezza e responsabilità nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Ilaria Cavo ha invece posto l’accento sul superamento della visione della nautica come comparto di nicchia, definendola una componente strategica dell’economia del mare italiana. Tra i temi indicati come prioritari per il futuro del settore figurano formazione, energia, innovazione, infrastrutture e intelligenza artificiale.

Nel messaggio inviato alla Convention, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha ricordato come nel 2025 le esportazioni italiane della nautica abbiano raggiunto i 4,5 miliardi di euro, consolidando la leadership mondiale del comparto. Tajani ha inoltre confermato il sostegno del Ministero all’internazionalizzazione delle imprese e alle attività promozionali sui mercati ad alto potenziale, dall’India al Golfo, dall’Africa all’America Latina.

La prima parte della Convention, moderata da Andrea Bignami, è stata dedicata all’analisi degli scenari geopolitici e tecnologici che stanno trasformando l’economia globale.

Andrew Spannaus ha approfondito l’evoluzione della competizione internazionale, caratterizzata dal ritorno delle politiche industriali e dalla ridefinizione delle filiere strategiche, sottolineando la necessità per l’Europa di adottare maggiore flessibilità nelle politiche economiche e industriali.

Successivamente Corrado Panzeri ha affrontato il tema della nuova rivoluzione industriale guidata dall’intelligenza artificiale, definendola una necessità strutturale per un Paese destinato a perdere milioni di lavoratori per ragioni demografiche. Panzeri ha inoltre richiamato il tema del deficit di competenze digitali avanzate, individuandolo come uno dei principali colli di bottiglia per la competitività futura.

La seconda parte dei lavori ha visto la tavola rotonda moderata da Stefania Pinna, con la partecipazione di Piero Formenti, Susanna Vitulano, Alessandro Plateroti, Andrew Spannaus e Corrado Panzeri. Nel dibattito è emersa la necessità per la nautica italiana di affrontare una fase caratterizzata da instabilità geopolitica, nuove regolazioni e trasformazione digitale mantenendo al contempo la propria leadership internazionale.

Formenti ha ricordato che circa il 90% della produzione nautica nazionale è destinato ai mercati esteri e che nel 2025 l’export di unità da diporto ha sfiorato i 4,4 miliardi di euro, evidenziando la necessità di rafforzare la resilienza delle filiere e investire in innovazione e competenze.

Susanna Vitulano ha posto l’attenzione sull’importanza della formazione e della capacità di attrarre nuove professionalità, sottolineando come il futuro della competitività dipenderà da competenze ibride in grado di unire artigianalità, tecnica, digitale, sostenibilità e intelligenza artificiale.

Plateroti ha infine analizzato l’attrattività finanziaria del comparto nautico, osservando come gli investitori valutino sempre più le aziende in funzione della loro capacità di innovare, digitalizzare i processi, sviluppare tecnologie e costruire filiere resilienti.

Nel corso della Convention sono stati inoltre diffusi alcuni dati aggiornati sull’industria nautica italiana. Nel 2024 il fatturato del comparto ha raggiunto il massimo storico di 8,60 miliardi di euro (+3,2%), mentre l’export 2025 ha sfiorato i 4,4 miliardi di euro, confermando l’Italia come primo esportatore mondiale nella cantieristica nautica. L’Italia detiene inoltre circa il 18% della produzione nautica mondiale e mantiene la leadership globale nel segmento dei superyacht, con il 56% degli ordini mondiali per unità e il 36% del valore globale del mercato. Secondo il Global Order Book 2026, i cantieri italiani hanno attualmente in costruzione 568 superyacht, pari al 52% degli ordini mondiali. La filiera nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. Secondo i dati illustrati durante la Convention, ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto nell’economia italiana e ogni addetto del comparto genera 7,1 posti di lavoro lungo la filiera.

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