Il CEO di Ferretti Group, Stassi Anastassov

Il CEO di Ferretti Group, Stassi Anastassov

Anastassov ai dipendenti di Ferretti Group: Non sono venuto per cambiare Ferretti, ma per renderla ancora più Ferretti

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15/07/2026 - 13:02

“Non sono venuto per cambiare Ferretti Group. Sono venuto per aiutare Ferretti Group a diventare ancora più Ferretti Group.” È questa la frase che sintetizza il messaggio che Stassi Anastassov ha voluto rivolgere ai circa 2.000 dipendenti del Gruppo con una lettera aperta diffusa oggi, a due mesi dal suo insediamento come amministratore delegato.

La comunicazione arriva in una fase particolarmente delicata per la governance della società. Il prossimo 23 luglio, infatti, il Tribunale di Bologna è chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da KKCG Maritime, società del gruppo industriale controllato dall’imprenditore ceco Karel Komárek, che ha chiesto la sospensione e l’annullamento delle deliberazioni assunte dall’assemblea degli azionisti del 14 maggio scorso, compresa la nomina dell’attuale Consiglio di Amministrazione, che ha poi nominato Anastassov amministratore delegato. Il ricorso è diretto contro il socio di maggioranza Ferretti International Holding, controllato dal gruppo cinese Weichai. L’udienza del 23 luglio rappresenta uno dei passaggi più attesi della vicenda societaria che negli ultimi mesi ha interessato il Gruppo e che continua a essere seguita con attenzione dagli operatori del settore.

In questo contesto, la lettera non contiene alcun riferimento alle vicende societarie né anticipa cambiamenti organizzativi. Anastassov chiarisce fin dalle prime righe che l’obiettivo è semplicemente condividere le convinzioni maturate durante i suoi primi due mesi di lavoro, trascorsi visitando i cantieri del Gruppo e incontrando armatori, comandanti, dealer, fornitori, designer, ingegneri, artigiani e dipendenti. Da questi incontri è nata una domanda che il nuovo CEO racconta di aver posto a tutti: “Che cosa non deve mai cambiare?”. La risposta è stata sempre la stessa: i marchi del Gruppo, l’artigianalità che caratterizza ogni imbarcazione e l’anima italiana che costituisce l’identità di Ferretti. Sono questi, secondo Anastassov, gli elementi che rappresentano il vero vantaggio competitivo dell’azienda e che dovranno continuare a guidarne lo sviluppo.

Più che una comunicazione interna, la lettera assume così i contorni di un manifesto strategico. Anastassov afferma che il proprio compito non è lasciare un’impronta personale sul Gruppo, ma preservare e valorizzare quella costruita nel tempo dai fondatori dei sette marchi, dai progettisti e dagli artigiani. Da qui deriva anche una precisa impostazione industriale: la risposta alle sfide del mercato non consiste nel modificare l’identità di Ferretti Group, ma nel renderla ancora più riconoscibile. Coerentemente con quanto già dichiarato agli investitori nelle scorse settimane, il CEO ribadisce inoltre che il Gruppo non intende inseguire i volumi attraverso politiche di sconto, ma continuare a “meritare il premium” grazie alla qualità delle proprie imbarcazioni, perché proprio quel valore aggiunto tutela il lavoro, l’artigianalità e l’orgoglio delle persone che operano nei cantieri.

Un passaggio centrale della lettera è dedicato ai sette marchi del Gruppo — Riva, Pershing, Itama, Wally, Ferretti Yachts, Custom Line e CRN — definiti non semplicemente un portafoglio di brand, ma un patrimonio costruito in oltre 180 anni di storia. “Il Made in Italy non è il nostro marketing. È la nostra identità”, scrive Anastassov, sottolineando come proprio questa eredità rappresenti un vantaggio competitivo che nessun concorrente può replicare. Lo sguardo è quindi rivolto ai prossimi appuntamenti della stagione nautica internazionale — Cannes, Monaco, Genova e Fort Lauderdale, oltre ai Global Dealer Meeting e alla Private Preview di Monte Carlo — indicati come il primo banco di prova della visione delineata nella lettera. Saranno le nuove imbarcazioni, la qualità del prodotto e l’esperienza offerta agli armatori, osserva il CEO, a dimostrare concretamente la direzione intrapresa dal Gruppo.

Pur essendo formalmente indirizzata ai dipendenti, la lettera sembra parlare anche all’esterno dell’azienda. I continui richiami ai sette marchi, al Made in Italy, alla centralità dell’artigianalità, alla qualità come fattore distintivo e alla volontà di non sacrificare il valore del prodotto per inseguire i volumi rappresentano infatti un messaggio rivolto anche ad armatori, dealer, broker, investitori e all’intera industria nautica. Un messaggio che arriva a poche settimane dall’apertura dei principali saloni internazionali e che contribuisce a delineare l’identità con cui il nuovo management intende guidare Ferretti Group nei prossimi anni.

In allegato a questo articolo, scaricabile, PressMare mette a disposizione dei propri lettori il testo integrale della lettera inviata da Stassi Anastassov ai dipendenti di Ferretti Group il 15 luglio 2026.

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