The Italian Sea Group, bilancio 2025: perdita consolidata di 170,9 milioni

Superyacht

02/10/2026 - 12:35
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The Italian Sea Group chiude il 2025 con una perdita consolidata di 170,9 milioni di euro, ricavi totali per 295,1 milioni e patrimonio netto negativo per 388,1 milioni. Sui conti pesano il calo dell’attività, l’aumento dei costi delle commesse e gli effetti della revisione contabile avviata dopo le presunte irregolarità emerse nel febbraio 2026.

Il bilancio 2025 di The Italian Sea Group fotografa un esercizio di forte discontinuità rispetto all’anno precedente. L’assemblea degli azionisti del 30 settembre ha approvato il bilancio separato della capogruppo, chiuso con una perdita di 157,8 milioni di euro, mentre a livello consolidato il risultato netto negativo sale a 170,9 milioni, contro un utile di 33,9 milioni nel 2024.

I ricavi totali consolidati si sono attestati a 295,1 milioni di euro, in calo del 27% rispetto ai 404,4 milioni dell’esercizio precedente. I ricavi operativi sono scesi a 282 milioni, mentre l’EBITDA è passato da +70,3 milioni a -99,2 milioni. L’EBIT è sceso da 57,7 milioni a -141,2 milioni.

Sul risultato non pesa soltanto la riduzione dei ricavi. Nel corso della revisione delle commesse, avviata dopo le presunte irregolarità emerse nel febbraio 2026, la società ha ricostruito lo stato di avanzamento dei lavori e aggiornato i costi necessari al completamento degli yacht e delle attività di refit. I costi diretti sono così saliti a circa 393 milioni di euro, circa 59 milioni in più rispetto al 2024, nonostante la diminuzione del volume d’affari.

Secondo la ricostruzione della società, l’incremento è legato a extra-costi maturati sulle commesse, dovuti anche a inefficienze operative e a presunti comportamenti impropri attribuiti a ex manager. Dalle verifiche condotte da TISG è inoltre emerso che le commesse oggetto di revisione presentavano una marginalità negativa, circostanza che ha reso necessario contabilizzare fondi relativi ai cosiddetti “loss contract”, cioè contratti nei quali i costi stimati per il completamento risultano superiori ai ricavi previsti.

Sul risultato operativo hanno inciso anche altre poste, tra cui circa 10 milioni di euro di svalutazioni di crediti verso clienti e circa 22 milioni legati alla svalutazione del marchio Perini Navi a seguito dell’impairment test.

Particolarmente rilevante è il dato patrimoniale. Al 31 dicembre 2025 il patrimonio netto consolidato di The Italian Sea Group risulta negativo per 388,1 milioni di euro, mentre a fine 2024 era positivo per circa 145 milioni. La variazione non deriva però soltanto dalla perdita dell’esercizio. La società ha effettuato una riesposizione dei valori al 1° gennaio 2025 secondo il principio contabile IAS 8, collegata alla contabilizzazione delle commesse e dei fondi per contratti onerosi. La rettifica ha prodotto un impatto negativo di circa 399,6 milioni sulle perdite portate a nuovo.

Peggiora anche la posizione finanziaria netta, negativa per 129,6 milioni di euro a fine 2025 contro -12,5 milioni nel 2024. Sul fronte commerciale, l’order book lordo si attesta a circa 1,03 miliardi di euro, rispetto a 1,24 miliardi dell’anno precedente, mentre il net backlog scende da 433,4 a 349,5 milioni.

Nel quadro complessivo assume rilievo anche la posizione dei revisori. BDO Audit Services ha dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio d’esercizio e sul consolidato 2025. Non si tratta tecnicamente di un giudizio negativo, ma di una diversa fattispecie prevista dai principi di revisione. Anche il Collegio Sindacale, alla luce delle significative incertezze sulla continuità aziendale e delle osservazioni formulate dal revisore, si è astenuto dal formulare una proposta all’assemblea sull’approvazione del bilancio.

L’assemblea del 30 settembre ha comunque approvato il bilancio separato di The Italian Sea Group S.p.A. e deliberato di riportare integralmente a nuovo la perdita di 157,8 milioni di euro. Nella stessa sede l’assemblea straordinaria ha attribuito al Consiglio di amministrazione la facoltà di procedere, se necessario, con aumenti di capitale fino a 140 milioni di euro e con l’emissione di strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni.

Il quadro che emerge dal bilancio 2025 mette quindi insieme due elementi: il peggioramento della gestione dell’esercizio, con ricavi in calo, costi in aumento ed EBITDA negativo, e gli effetti della revisione contabile delle commesse, che hanno inciso in misura rilevante sulla struttura patrimoniale del gruppo. Sullo sfondo resta il processo competitivo avviato per l’ingresso di nuovi investitori.

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