Ivo Rovira / America’s Cup

Ivo Rovira / America’s Cup

America's Cup, quale sarà il ruolo del quinto velista sugli AC75

Sport

15/10/2026 - 10:59

Con l'eliminazione dei cyclor e l'introduzione di sistemi idraulici alimentati da batterie, gli AC75 della prossima America's Cup avranno cinque velisti a bordo. Ma quale sarà il compito del quinto componente dell'equipaggio? Un approfondimento di Magnus Wheatley sul sito ufficiale dell'America's Cup analizza le diverse soluzioni allo studio dei team, dalle scelte tattiche alla gestione dei dati e dei sistemi di controllo.

La configurazione degli equipaggi degli AC75 per l'America's Cup del 2027 introduce una novità che potrebbe avere conseguenze importanti non soltanto sulla conduzione delle barche, ma anche sul modo di interpretare le regate. Rispetto all'edizione di Barcellona del 2024, quando a bordo erano presenti otto velisti, il nuovo regolamento ne prevede cinque, almeno uno dei quali dovrà essere una donna. La scomparsa dei quattro cyclor, sostituiti da sistemi idraulici alimentati da batterie, lascia apparentemente invariati i ruoli dei due timonieri e dei due regolatori delle vele. Resta però da definire quello del quinto velista, identificato per il momento con la sigla P5, una figura sulla quale i team potrebbero sviluppare interpretazioni tecniche e organizzative differenti.

Ivo Rovira / America’s Cup

È proprio questo l'argomento affrontato da Magnus Wheatley in un approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dell'America's Cup. Il giornalista britannico osserva come l'introduzione del quinto velista rappresenti una possibilità di sviluppo ancora largamente inesplorata. Non esiste infatti una mansione prestabilita e ciascun team potrà decidere come distribuire i compiti, cercando la combinazione più efficace tra conduzione, regolazioni, gestione del volo e scelte tattiche.

Una prima ipotesi è quella di affidare al P5 un ruolo prevalentemente tattico. Chi ha osservato da vicino gli AC75 sa quanto sia limitata la visibilità dai pozzetti, profondamente incassati nella coperta per ridurre la resistenza aerodinamica. La grande randa a doppia superficie ostacola la visuale verso il lato opposto della barca, mentre timonieri e regolatori sono impegnati nella gestione di numerosi parametri, spesso a velocità superiori ai 40 nodi. Disporre di una persona che possa concentrarsi sulla lettura del campo di regata, sull'evoluzione del vento, sulla corrente e sulle manovre dell'avversario potrebbe alleggerire sensibilmente il carico di lavoro dei timonieri. Una possibilità che assume ulteriore importanza considerando il ritorno delle regate di flotta nel programma della Louis Vuitton Cup, dove sarà necessario controllare contemporaneamente la posizione di più avversari.

Destinare uno dei cinque velisti esclusivamente alla tattica potrebbe tuttavia significare rinunciare a una risorsa preziosa per la gestione della barca. È quindi possibile che il P5 assuma contemporaneamente responsabilità strategiche e operative, intervenendo sui sistemi di controllo in determinate fasi della navigazione. Il passaggio all'alimentazione elettrica, con la gestione dei circuiti idraulici affidata anche a controllori logici programmabili, non rende necessariamente più semplice la conduzione degli AC75. Al contrario, libera risorse umane che possono essere impiegate per migliorare ulteriormente le prestazioni.

Un altro aspetto riguarda la quantità di informazioni prodotte dai sensori di bordo. Gli AC75 dispongono di sistemi elettronici estremamente sofisticati, in grado di rilevare e mettere in relazione un gran numero di parametri. Il problema, sottolinea Wheatley, non è tanto la disponibilità dei dati quanto la capacità di interpretarli rapidamente, distinguendo quelli realmente utili e traducendoli in indicazioni operative. Nathalie Brügger, velista di Tudor Team Alinghi, ha confermato come la capacità di analizzare le informazioni possa diventare una delle caratteristiche fondamentali del P5. A velocità prossime ai 50 nodi, anche pochi secondi di ritardo possono rendere inutile un'indicazione che sarebbe stata preziosa un istante prima.

Ivo Rovira / America’s Cup

Il quinto velista potrebbe quindi rappresentare un collegamento tra i sistemi elettronici e chi conduce materialmente la barca, interpretando gli scostamenti rispetto ai parametri di prestazione previsti e suggerendo eventuali correzioni senza distogliere timonieri e regolatori dalle rispettive mansioni. Un ruolo che richiede non soltanto competenze tecniche, ma anche sensibilità velica ed estrema rapidità nelle decisioni.

La distribuzione dei compiti potrebbe inoltre cambiare durante le manovre, quando il carico di lavoro aumenta considerevolmente. In virata e in strambata, il passaggio da un foil all'altro, le variazioni dell'assetto aerodinamico, il trasferimento del controllo del timone e la necessità di mantenere il volo devono essere coordinati in pochissimi secondi. Il P5 potrebbe assumere temporaneamente alcune funzioni normalmente affidate ai regolatori o ai timonieri, consentendo loro di concentrarsi sulle operazioni più delicate. Non è escluso che un ruolo relativamente marginale durante la navigazione in rettilineo diventi determinante proprio nelle manovre, dove si possono guadagnare o perdere distanze importanti.

David Endean, del team svizzero Tudor Team Alinghi, ha riconosciuto che la distribuzione definitiva delle responsabilità è ancora oggetto di studio. L'automazione permette infatti di ripartire il lavoro in modi diversi rispetto al passato, aprendo possibilità che i team stanno valutando attraverso la simulazione e le prove in acqua.

Un'indicazione interessante arriva anche da Emirates Team New Zealand. Jo Aleh, due volte medagliata olimpica, ha descritto il proprio contributo come quello di un'ulteriore coppia di mani e di occhi a disposizione dell'equipaggio. Una definizione volutamente ampia, che lascia intendere come il Defender non abbia ancora cristallizzato il ruolo in una mansione specifica.

Sam Thom / America's Cup

Per quanto riguarda Luna Rossa, Wheatley richiama l'attenzione sulle prestazioni di Maria Giubilei durante la Preliminary Regatta di Napoli. La velista italiana, che ha già dimostrato le proprie capacità nella conduzione dei catamarani foiling, viene indicata come una possibile interprete di un ruolo che potrebbe combinare regolazioni, analisi dei dati e gestione dei sistemi di bordo, intervenendo su più aspetti della conduzione secondo le necessità del momento.

La presenza obbligatoria di almeno una donna nell'equipaggio costituisce un'altra novità importante, ma sarebbe sbagliato considerare automaticamente il P5 come una posizione riservata alle veliste. Il regolamento non stabilisce alcuna corrispondenza tra genere e mansione: una donna potrà essere timoniera, regolatrice delle vele o responsabile del controllo del volo, esattamente come gli altri componenti dell'equipaggio. Saranno le scelte dei team e le caratteristiche individuali a determinare la distribuzione dei ruoli.

Le prime prove mostrano già soluzioni differenti anche nella collocazione fisica del quinto velista. Jo Aleh opera sul lato di dritta dell'AC75 neozelandese, mentre Maria Giubilei su Luna Rossa e Maëlenn Lemaitre sullo scafo francese di La Roche-Posay Racing Team occupano una posizione sul lato di sinistra. Una differenza che potrebbe riflettere modalità diverse di organizzazione del lavoro e di gestione dei controlli.

Ivo Rovira / America’s Cup

Nei prossimi mesi, con gli AC75 progressivamente riportati in navigazione nella nuova configurazione di coperta, che prevede sei postazioni complessive, cinque per i velisti e una per il Guest Racer, sarà possibile comprendere meglio le scelte effettuate dai progettisti e dagli equipaggi. La soluzione più efficace potrebbe non essere necessariamente quella di attribuire una mansione specifica al quinto velista, quanto piuttosto di ripensare l'intera distribuzione delle responsabilità a bordo. Anche l'organizzazione dell'equipaggio è ormai diventata parte integrante dello sviluppo degli AC75 e non è detto che tutti i team arrivino alla stessa conclusione.

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