TISG, patrimonio netto negativo a 423 milioni: la replica a Milano Finanza e i chiarimenti di Giovanni Costantino

Superyacht

23/10/2026 - 20:28

Abbiamo ricevuto da The Italian Sea Group un comunicato stampa diffuso oggi, 23 ottobre, in risposta all’articolo pubblicato da Milano Finanza sul peggioramento della situazione patrimoniale del gruppo, sui compensi degli amministratori e sui requisiti di indipendenza di due consiglieri. Considerata la delicatezza della fase che la società sta attraversando, pubblichiamo di seguito il documento nella sua versione integrale.

The Italian Sea Group: «La verità dei fatti, oltre le ricostruzioni. Nove mesi di impegno, 25 milioni immessi nell’azienda e una sola priorità: salvaguardare l’impresa e il lavoro»

Marina di Carrara, 23 ottobre 2026

In relazione all’articolo pubblicato oggi da Milano Finanza, dal titolo “Tisg, il patrimonio netto negativo sale a 423 milioni. Il Tribunale convoca la società il 28 ottobre”, The Italian Sea Group ritiene necessario fornire alcuni chiarimenti, affinché l’opinione pubblica, i lavoratori, i fornitori, i creditori e tutti gli interlocutori della Società possano disporre di una rappresentazione completa e corretta della situazione.

Dal 4 febbraio scorso, data in cui è emersa la gravissima frode che ha colpito The Italian Sea Group, il fondatore Giovanni Costantino, insieme al management di riferimento, è impegnato senza sosta in una straordinaria attività di tutela e salvaguardia dell’azienda.

Sono trascorsi quasi nove mesi durante i quali la priorità assoluta è stata quella di garantire un futuro alle oltre 500 famiglie dei dipendenti diretti, preservare il patrimonio industriale, tutelare i creditori, i fornitori e i clienti e impedire che venisse disperso quanto costruito in oltre diciassette anni di lavoro, investimenti e sacrifici.

Un impegno che Giovanni Costantino ha sostenuto non soltanto sul piano personale e professionale, ma anche su quello finanziario, immettendo nell’azienda 25 milioni di euro di proprie risorse, nella consapevolezza di non poterli recuperare in nessun caso.

Una scelta che testimonia, meglio di qualsiasi dichiarazione, quale sia stato e continui a essere il suo obiettivo: difendere l’impresa, i suoi lavoratori, il suo indotto, i suoi clienti e un patrimonio industriale che rappresenta un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale.

È proprio grazie a questo impegno che The Italian Sea Group è riuscita ad arrivare alla fase decisiva del percorso di soluzione della crisi.

Il processo competitivo ha infatti consentito di raccogliere cinque offerte vincolanti, attualmente oggetto delle valutazioni degli organi societari. Entro il prossimo il Consiglio di Amministrazione sarà chiamato a definire la strada da percorrere, individuando la soluzione più idonea a garantire la continuità industriale, la salvaguardia dell’occupazione e la migliore tutela possibile degli interessi coinvolti, nel rispetto della procedura in corso.

Sul tema dei compensi degli amministratori, richiamato nell’articolo di Milano Finanza, è indispensabile ristabilire alcuni elementi di verità.

Giovanni Costantino, per propria ed esclusiva scelta, ha deciso di non percepire alcun compenso a decorrere dal mese di gennaio 2026.

Da allora ha continuato a lavorare quotidianamente, spesso per oltre diciotto ore al giorno, senza risparmiarsi, senza interrompere la propria presenza in azienda, sabati e domeniche compresi.

Nessun compenso, dunque, per un’attività che continua a essere svolta con responsabilità e dedizione assolute, nella convinzione che in una fase così delicata ogni risorsa debba essere prioritariamente destinata alla salvaguardia dell’impresa e al rispetto degli impegni verso i creditori.

La medesima volontà è stata ribadita da Giovanni Costantino anche in occasione della prima riunione del nuovo Consiglio di Amministrazione del 9 Ottobre scorso, confermando espressamente la propria determinazione a non percepire alcun compenso.

Allo stesso modo, anche gli altri componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione hanno anticipato la volontà di rinunciare ai propri compensi, decisione che intendono formalizzare nella riunione del prossimo CDA.

Risulta pertanto evidente quanto sia fuorviante confondere le previsioni contenute in un documento di pianificazione finanziaria con compensi effettivamente deliberati, per altro in linea con quelli precedenti, attribuiti o percepiti.

Quanto alle osservazioni relative alla presunta mancanza dei requisiti di indipendenza dei consiglieri Sabrina Bruno e Massimo Mallegni, The Italian Sea Group respinge fermamente ogni rappresentazione che possa metterne in dubbio la posizione senza adeguati riscontri.

La sussistenza dei requisiti di indipendenza è stata già verificata dal Consiglio di Amministrazione e ulteriori approfondimenti tecnico-giuridici ne confermano la piena sussistenza.

Pertanto, rappresentare come accertate eventuali situazioni di non indipendenza costituisce una ricostruzione fuorviante, che rischia di alimentare una disinformazione tanto ingiustificata quanto dannosa in una fase particolarmente delicata della vita aziendale societaria.

Anche relativamente al peggioramento della situazione patrimoniale, indicato nell’articolo in circa 30 milioni di euro rispetto al mese di giugno, è necessario distinguere con precisione la natura delle diverse componenti contabili.

Di tale importo, circa 24 milioni di euro sono riconducibili a partite contabili maturate in esercizi e periodi precedenti, la cui rilevazione non rappresenta dunque un costo generato dall’attuale gestione corrente.

I restanti circa 6 milioni di euro sono invece riconducibili ai costi indispensabili per assicurare la gestione minima di una struttura industriale delle dimensioni di The Italian Sea Group: energia elettrica, acqua, gas, servizi essenziali, stipendi, manutenzioni e ulteriori oneri necessari alla conservazione e alla tutela del patrimonio aziendale.

Costi che non possono essere arbitrariamente eliminati senza mettere a rischio la sicurezza, la conservazione degli impianti, il valore degli asset e la stessa possibilità di riprendere pienamente le attività produttive.

Attribuire indistintamente questi importi a un peggioramento generato dall’attuale gestione, senza distinguere tra componenti contabili pregresse e costi di conservazione dell’attività industriale, restituisce un quadro incompleto e potenzialmente fuorviante.

The Italian Sea Group non intende sottrarsi ad alcuna verifica. Al contrario, sta operando con il massimo rispetto nei confronti del Tribunale di Firenze, dei commissari giudiziali, dei creditori e di tutti gli organi coinvolti nella procedura, ai quali continuerà a fornire i chiarimenti e gli elementi necessari nella massima trasparenza.

La Società è perfettamente consapevole della delicatezza della situazione, ma rivendica con altrettanta determinazione il lavoro straordinario compiuto in questi mesi per evitare la dispersione di un patrimonio industriale, professionale e umano costruito in oltre diciassette anni.

Non si tratta soltanto di difendere una società, ma di tutelare centinaia di lavoratori, migliaia di persone che operano nell’indotto, un sistema di fornitori altamente specializzati, i rapporti con gli armatori e, soprattutto, una capacità produttiva che costituisce un valore per il territorio e per l’intera industria nautica italiana.

L’obiettivo di The Italian Sea Group è consentire una nuova prosecuzione nel costruire le navi più belle del mondo, garantire un futuro ai propri lavoratori, onorare nella massima misura possibile gli impegni verso i creditori e preservare il prestigio dell’industria italiana.

Giovanni Costantino e il management continueranno a lavorare con la stessa determinazione, senza risparmiarsi e senza lasciarsi distogliere da ricostruzioni che non tengano adeguatamente conto dei fatti e degli sforzi compiuti.

In questo momento servono responsabilità, serietà, equilibrio e rispetto per un percorso di risanamento complesso, condotto nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti.

Chi oggi non riesce a cogliere il valore di questo impegno, di queste risorse e dei sacrifici sostenuti, o non ha compreso la portata del lavoro svolto oppure sceglie consapevolmente di ignorarlo.

The Italian Sea Group continuerà a rispondere con i fatti, con il lavoro e con la determinazione per consentire un nuovo futuro a una delle più importanti realtà industriali della nautica italiana.

 

©PressMare - riproduzione riservata

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