America’s Cup, Checco Bruni nuovo skipper di Alinghi: Voglio costruire il sailing team più forte

Sport

07/11/2026 - 08:10

Francesco “Checco” Bruni ha incontrato oggi i giornalisti in collegamento dal Circolo Nautico Posillipo, nella sua nuova veste di skipper e timoniere di Tudor Team Alinghi. A poco più di dieci giorni dall'annuncio del suo passaggio da Luna Rossa al challenger svizzero, il velista palermitano ha raccontato come sia maturata la decisione, le prime impressioni sulla nuova squadra e gli obiettivi della campagna che porterà alla 38ª America's Cup di Napoli. Una sfida che affronta con grande motivazione e un'ambizione precisa: “Il mio sogno è costruire il sailing team più forte che ci sia in acqua”.

La trattativa per il suo trasferimento è nata poco dopo le regate preliminari di Napoli, con una telefonata di Giulio Bertelli, vicepresidente di Luna Rossa, successiva a un primo contatto del patron di Alinghi, Ernesto Bertarelli. “Mi è stato chiesto se questa opportunità potesse interessarmi. Ho riflettuto per alcuni giorni, perché non si trattava soltanto di scegliere tra il ruolo di allenatore e quello di timoniere, ma di prendere una decisione che aveva molte altre implicazioni”. Bruni non nasconde che tornare a bordo sia stata una delle ragioni principali della scelta: “L'esperienza da allenatore mi è piaciuta molto, soprattutto per il lavoro con i giovani, ma questo è un ruolo che mi piace di più”. Fondamentale anche il rapporto con Bertarelli, che ha individuato in lui una figura capace di portare esperienza e leadership, maturate soprattutto nelle ultime due campagne di Coppa con Luna Rossa.

La prima settimana a Napoli è stata particolarmente intensa, con numerose riunioni alle quali ha partecipato anche Bertarelli. “C'è molto lavoro da fare, sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano. L'atmosfera che ho trovato è di grande collaborazione, tutti ascoltano volentieri i miei consigli, anche nei dipartimenti che non sono direttamente di mia competenza”. Bruni considera il suo nuovo incarico probabilmente il più importante della carriera, soprattutto per le responsabilità che comporta. Il suo contributo non sarà limitato al timone, ma comprenderà le scelte sportive, tecniche e organizzative. Tra i motivi che lo hanno convinto ad accettare l'incarico c'è anche la possibilità di tornare a lavorare con Pietro Sibello, già suo compagno di squadra in Luna Rossa: “È stato uno dei motivi che mi hanno fatto accettare, non ve lo nascondo. Tornare a lavorare con Pietro ha per me un valore incredibile. È una persona che stimo moltissimo, che merita molto e che dà tantissimo alla squadra”.

Se il ruolo di skipper è definito, non altrettanto la composizione dell'equipaggio e la distribuzione dei timonieri a bordo. Bruni lavorerà a stretto contatto con Paul Goodison, un amico e velista molto stimato, figura fondamentale della sfida elvetica. “Condivideremo moltissime decisioni. Sono stato chiamato a guidare il gruppo, ma il lavoro sarà condiviso”. Attualmente i candidati ai due posti di timoniere sono tre e non ci sono posizioni assegnate: “Vogliamo costruire una squadra nella quale chiunque possa salire a bordo, a destra come a sinistra, senza perdere prestazioni. Sarà la barca, come spesso accade, a decidere chi funziona meglio in ogni posizione”. Lo stesso principio guiderà la scelta delle riserve, che dovranno essere in grado di sostituire immediatamente un titolare senza penalizzare il rendimento dell'AC75.

A proposito dell'età e del confronto con i giovani timonieri emergenti, Bruni ha risposto con una battuta: “È vero che i giovani hanno tempi di reazione più rapidi, ma quando si schiacciano i pulsanti è importante schiacciare quelli giusti. Magari essere un po' più lenti permette di scegliere meglio quelli da premere al momento giusto”. L'esperienza, a suo giudizio, resta una componente fondamentale, tanto più su imbarcazioni complesse come gli AC75.

Sul piano tecnico, l'AC75 di Alinghi è arrivato a Napoli dopo i lavori di modifica effettuati a Genova, che hanno riguardato soprattutto le strutture in composito, la chiusura dei pozzetti precedentemente occupati dai cyclor e la revisione delle parti interne. Restano da completare l'installazione e l'integrazione dei sistemi di bordo. L'obiettivo è mettere la barca in acqua entro la fine di novembre e iniziare le navigazioni nella prima settimana di dicembre. Checco preferisce attendere le prime uscite prima di esprimere giudizi sul potenziale dello scafo: “Guardando una barca da fuori non se ne apprezzano completamente pregi e difetti. Inoltre, le prestazioni della scorsa Coppa possono essere dipese da molti fattori, non soltanto dalla barca”. La configurazione per il 2027 sarà comunque sensibilmente diversa, con nuovi foil, timone, vele e albero.

Bruni riconosce che Luna Rossa e Team New Zealand, alla luce delle regate preliminari, sono attualmente i riferimenti, ma considera ancora aperti i giochi: “Le regate con gli AC40 rappresentano soltanto una piccola parte della preparazione. Noi dobbiamo ambire al massimo risultato, non possiamo partire pensando di accontentarci di un piazzamento”. Inevitabile pensare a quando si troverà a regatare in match race contro Luna Rossa, dopo tanti anni trascorsi all'interno della squadra italiana. “È ovvio che quando succederà ci sarà un aspetto emotivo diverso rispetto agli altri avversari, tuttavia mi sento abbastanza adulto da non subire pressioni psicologiche. Sono convinto di potermi concentrare bene, senza pensare a chi sia l'avversario”. Un altro vantaggio che Bruni, con una punta d'ironia, attribuisce all'esperienza accumulata negli anni.

La nuova sfida comporta anche una rinuncia agli altri programmi agonistici. Bruni ha già cancellato i futuri impegni 2027 nella 52 Super Series e sugli RC44, con un'unica eccezione: parteciperà alla tappa conclusiva della stagione RC44 a Cartagena, per non lasciare la squadra prima dell'ultima regata. Poi tutta l'attenzione sarà rivolta all'America's Cup.

Quanto all'accoglienza del pubblico italiano, Bruni non ha dubbi: “Sicuramente i napoletani e gli italiani tiferanno per Luna Rossa. Partecipare alla Coppa America qui in Italia è un sogno per tutti e continua a esserlo anche per me, anche se adesso sono con Tudor Team Alinghi. La cosa che mi ha fatto più piacere è che un numero incredibile di fan e amici mi abbia sostenuto in questa scelta. Sento che Alinghi avrà più sostenitori di prima”.

E a proposito di tifo, non poteva mancare una domanda sul fratello Gabriele, più conosciuto come Ganga, velista di grande esperienza, allenatore del team olimpico Nacra 17 - quello che ha portato due ori all'Italia con Tita-Banti, oltre che commentatore televisivo dell'America's Cup. Per chi farà il tifo quando Tudor Team Alinghi affronterà Luna Rossa? Checco sorridendo risponde: “Non gliel'ho ancora chiesto, ma voglio sperare che il legame di sangue significhi ancora qualcosa”.

Giuliano Luzzatto

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