Sprint transatlantico aperto a ogni risultato: i venti leggeri ricompattano la flotta di The Ocean Race Atlantic

Sport

07/09/2026 - 20:46
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La battaglia già serrata per la testa della corsa in The Ocean Race Atlantic si è fatta ancora più intensa nelle ultime 24 ore: il gruppo di testa si è ricompattato a causa del calo del vento in vista dell'ingresso in un promontorio di alta pressione che sbarra la strada verso il traguardo di Lorient, in Francia.

Questo pomeriggio i primi tre team erano separati da meno di 11 miglia nautiche in termini di distanza all'arrivo, impegnati in una navigazione di bolina con venti da sud-est tra i 10 e i 15 nodi. Più avanti li attende una zona instabile di arie leggere, che i primi dovranno interpretare con estrema cautela prima di agganciare nuovamente le andature portanti più veloci.

Alle 12:00 UTC / 14:00 CEST di oggi, DMG MORI Global One (JPN) di Kojiro Shiraishi guidava la classifica con 1.203 miglia ancora da percorrere. In seconda posizione figurava United by the Ocean (FRA) di Paul Meilhat a 1.210 miglia dal traguardo, mentre 11th Hour Racing (USA) di Francesca Clapcich occupava il terzo posto a 1.214 miglia da Lorient. Nel frattempo, Team Malizia (GER) di Boris Herrmann, in quarta posizione, resta pienamente in corsa per il podio, nonostante un distacco di 52 miglia dalla testa.

Il miglioramento delle condizioni meteo nel Nord Atlantico, arrivato dopo diversi giorni di ritmi forsennati per gli equipaggi degli IMOCA da 60 piedi dotati di foil, ha concesso ai velisti una preziosa opportunità per mangiare, dormire e ricaricare le batterie sia fisicamente che mentalmente.

Arisa Moriya, membro dell'equipaggio di DMG MORI Global One, ha riassunto così il quadro meteorologico:

«Negli ultimi due giorni il mare è stato molto duro sotto un vento fortissimo, ma ora l'aria sta calando», ha spiegato. «I prossimi due giorni saranno caratterizzati da una situazione molto mutevole e complessa.

Abbiamo navigato al seguito di una depressione, ma ora stiamo uscendo dalla sua parte più violenta e a breve attraverseremo un sistema di alta pressione. Troveremo quindi arie leggere di bolina, a cui seguiranno andature al traverso e al lasco. In pratica affronteremo ogni tipo di condizione nei prossimi giorni: dovremo andare veloci, azzeccare le scelte delle vele e continuare a spingere».

Nonostante il pesante ritardo accumulato domenica sera a causa di una bolla di bonaccia imprevista, la barca giapponese è rientrata in corsa durante la notte grazie a una posizione più a sud, che le ha permesso di tracciare una rotta più diretta verso est rispetto ai rivali francesi e americani posizionati più a nord.

A bordo di 11th Hour Racing, a lungo al comando della regata, la skipper Francesca Clapcich ha dichiarato che il team sta cercando di tenere duro nel gruppo di testa, anche se le nuove condizioni non sono ideali per l'imbarcazione americana:

«Questa bolina con vento medio-leggero non è decisamente il nostro forte», ha ammesso. «L'alta pressione si sta spostando, ma non sappiamo quanto velocemente. La speranza è di agganciare presto più vento per impostare un'andatura al traverso fino alle coste della Bretagna, o quasi».

Da bordo di United by the Ocean, lo skipper Paul Meilhat si è detto convinto che la fase finale della regata riserverà condizioni più agevoli rispetto a quelle affrontate finora, prefigurando un serrato testa a testa tra i primi tre fino all'arrivo:

«Un mare più piatto potrebbe significare velocità medie più alte», ha osservato. «La regata è ancora apertissima: ci stiamo scontrando con questo dorsale di bonaccia, ma poi la depressione che ci ha accompagnato finora tornerà a spingerci verso il traguardo. Molto probabilmente arriveremo tutti insieme, il che è fantastico per il pubblico che segue la corsa! Abbiamo anche visto che Malizia a volte sa essere velocissima, quindi non è escluso che riescano a riagganciarci prima della fine».

A bordo dell'imbarcazione svizzera Embrace the Challenge, in quinta posizione, Oliver Heer ha rivolto parole d'incoraggiamento al suo equipaggio dopo il completamento della complessa riparazione alla randa, durata quasi tutta la giornata di ieri. Alle 12:00 UTC / 14:00 CEST la barca svizzera navigava al lasco a 18 nodi, staccata di 340 miglia dai leader.

«So che siamo tutti stanchi», ha detto Heer ai suoi. «Gli ultimi due giorni non sono stati facili: sono stati stressanti ed estenuanti. Ma come squadra dobbiamo stringere i denti. Siamo tutti professionisti e, alla fine, stiamo facendo ciò che amiamo: navigare. Le condizioni ora sono bellissime, quindi navighiamo di squadra, comunichiamo, ascoltamoci a vicenda, conduciamo la barca insieme e godiamoci le ultime 2.000 miglia».

In sesta posizione, il sorriso è tornato sui volti dell'equipaggio neozelandese di Conrad Colman a bordo di MSIG Europe: l'imbarcazione a deriva tradizionale si è finalmente lasciata alle spalle i venti leggeri del giorno precedente, agganciando andature portanti più sostenute. Lunedì pomeriggio la barca neozelandese avanzava a 12 nodi, a 440 miglia dai primi.

Sfruttando le condizioni meno favorevoli incontrate dal terzetto di testa, nella Super Sprint di lunedì Embrace the Challenge ha conquistato la sua prima vittoria nella serie davanti a Team Malizia, con MSIG Europe a completare il podio in seconda posizione.

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