Michele Gavino, amministratore delegato del Gruppo Baglietto

Michele Gavino, amministratore delegato del Gruppo Baglietto

Baglietto e l'ambiente: PressMare intervista Michele Gavino

Superyacht

25/10/2019 - 16:34
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Nato a Roma, ingegnere aeronautico, Michele Gavino è un manager approdato alla nautica con una profonda conoscenza delle logiche aziendali e d’impresa, forte di un curriculum che lo ha visto impegnato con successo in settori diversi, spaziando dall’aeronautico – AgustaWestland – al beverage – Birra Peroni – fino ai caravan - Società Europea Autocaravan – e poi all’industria della gomma e della plastica. L'Ing. Gavino è entrato nella yachting industry nel 2015 come direttore generale del Gruppo Baglietto e poi, dal 2017, è divenuto amministratore delegato della holding stessa che ha come azionista di riferimento la famiglia Gavio, colosso finanziario/industriale italiano che spazia la sua attività su diversi asset: autostrade, imprese di costruzione e di logistica, società nell’ambito dell’energia oltre a partecipazioni varie in altri ambiti.

Del Gruppo Baglietto fanno parte oltre a Baglietto – fondato nel 1854, produce navi custom in metallo – anche CCN – prima acquisizione di Gavio nelle costruzioni nautiche, produce sia motoryacht in composito sia in metallo – Bertram Yacht – brand fondato da Richard Bertram nel 1960, specializzato nella costruzione di sport fisherman divenuti icona della nautica USA - oltre a Baglietto Navy, divisione del Gruppo dedicata alla produzione di unità militari.

Michele Gavino, che a  fine settembre è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di SYBAss - associazione che riunisce e rappresenta i costruttori di grandi yacht in tutto il mondo - in Baglietto ha focalizzato la propria attività in diversi ambiti: nuovi progetti da presentare al mercato, nuovi contratti stipulati per barche in costruzione, nuova organizzazione in termini di gestione aziendale, che ha avuto come obiettivo il raggiungimento di standard certificati anche in tema di sicurezza e salute sul lavoro, e per le normative ambientali.

PressMare - Michele Gavino a che punto è la nautica rispetto all’etica ambientale?

Michele Gavino - Avendo avuto esperienza in altri ambiti industriali, posso dire che la nautica produttiva ha acquisito sensibilità un po’ in ritardo, ma sta facendo grandi passi per interpretare nella giusta maniera il tema ambientale. In ogni grande azienda industriale, quello ambientale è divenuto un punto fondamentale sul quale sviluppare l’attività e questo sta divenendo un must anche nella yachting industry. Innanzi tutto, si sta lavorando in termini culturali, perché bisogna creare la base necessaria affinché tutti prendano consapevolezza delle problematiche legate all’ecosistema. La maggior parte dei convegni e di tutti i momenti d’incontro fra gli operatori del settore, ruotano attorno a questo tema, ma anche durante i saloni nautici, dove abbiamo contatto diretto con i nostri clienti e col mondo dei diportisti in senso lato, le tematiche ambientali sono sempre più comunicate. Oltre a ciò stiamo lavorando concretamente per ridurre quanto più possibile l’impatto sull’ambiente delle costruzioni navali e quello delle nostre barche una volta messe in acqua.

Ad esempio, attraverso SYBAss, associazione di cui facciamo parte assieme ai principali costruttori mondiali di superyacht, in questo momento stiamo portando avanti un’intensa attività volta all’abbattimento dei fumi nocivi, soprattutto ossidi di azoto – NOx – attraverso sistemi di filtri che complicano non poco la progettazione e la costruzione di una nave, ma lo dobbiamo e lo vogliamo fare. La tecnologia motoristica in questo senso ha già fatto passi da gigante, le unità termiche sono molto meno inquinanti di un tempo ma non basta, bisogna fare di più, ne abbiamo consapevolezza e ci stiamo lavorando. Anche le carene e i sistemi di propulsione che si progettano e si utilizzano oggi, portano sicuramente a migliorare l’efficienza delle unità, ma stiamo tutti spingendo per trovare nuove soluzioni in tutti gli ambiti che interessano la costruzione di una nave.

PM – Sulle navi commerciali si sta introducendo come carburante il GNL, Gas Naturale Liquido. Pensa che questa soluzione sarà presto utilizzabile anche per i grandi yacht?

MG – Nello shipping si fa molta ricerca volta a contenere i costi di esercizio delle navi commerciali, che sono sempre in movimento e dunque diminuirne i consumi oppure trovare delle alternative ai carburanti tradizionali, è una priorità. Vent’anni fa le navi hanno iniziato a utilizzare i sistemi ibridi diesel elettrici in luogo dei motori convenzionali, molto meno efficienti.

Nello yachting, invece, sono sistemi che stanno trovando diffusione da poco, ovviamente adattati alle caratteristiche delle nostre navi, più piccole, e alla diversa destinazione d’uso. Come CCN abbiamo varato un paio di mesi fa la quarta unità della nostra linea “Fuoriserie”, Vanadis di 31 metri, che rappresenta lo stato dell’arte in tema di soluzioni ibride per yacht. È dotata di due propulsioni azimutali Schottel comandate da un sistema ibrido che prevede sia i motori tradizionali diesel che quelli elettrici alimentati da generatori o da batterie. Con le batterie riusciamo a navigare a emissioni zero ad esempio per entrare in una riserva marina oppure per uscire dal porto senza disturbare nessuno. Tornando alla sua domanda, sicuramente il GNL oppure l’utilizzo dell’idrogeno come combustibile, sono soluzioni estremamente interessanti ma sicuramente di lungo termine, innanzi tutto perché manca una rete di distribuzione che li renda disponibili in un porto turistico, fino a quando non saranno attrezzati inutile parlarne. Bisogna invece puntare su ricerca e sviluppo di soluzioni attente all’ambiente ma che siano disponibili nell’immediato o a breve, stimolando le aziende che collaborano con noi, che installano i loro sistemi a bordo delle nostre barche per migliorarne l’efficienza.

 

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