Destriero, con Cesare Fiorio a trent'anni dal record

Sport

09/08/2022 - 06:14
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Alle 6h 14m 50 s del 9 agosto 1992, Destriero, battente il guidone dello Yacht Club Costa Smeralda, aveva percorso, con il tempo record di 58 ore, 34 minuti e 50 secondi e a una velocità media di 53,09 nodi, le 3106 miglia nautiche che separano il faro di Ambrose, New York, e il faro di Bishop Rock, sulle Isole Scilly in Inghilterra, percorso convenzionalmente utilizzato per il calcolo del tempo di traversata atlantica. Andando a vincere il “Nastro Azzurro”, record che tuttora detiene.

Con Cesare Fiorio, pilota dell'imbarcazione e tra i più noti direttori sportivi di motorsport, abbiamo voluto ricordare l'impresa del Destriero riavvolgendo il nastro della memoria.

Cesare Fiorio

Siamo nella sala dei ricordi, un posto d’onore lo occupa il modello in scala del Destriero, provi ancora emozione andando indietro di trent’anni?

Nella mia vita, alla guida del team rally Lancia, di emozioni ne ho provate tante. Vincere a Montecarlo era il non plus ultra, come lo era chiudere la stagione sportiva con un titolo mondiale in bacheca. Così come con le vittorie nei campionati mondiali Offshore con Dry Martini, senza dimenticare la mia prima vittoria in F1 a Rio de Janeiro, alla guida della Ferrari, con Nigel Mansell, ma il record conquistato con il Destriero ha un sapore tutto particolare. E' stato un successo di una squadra altamente professionale. Vero ad affrontare l’incognito dell’oceano Atlantico eravamo solo l’equipaggio ed io, ma è stato soprattutto il successo della cantieristica italiana e di una tecnologia nuova, sotto certi aspetti, avveniristica.

Proviamo a rivivere  quei mesi di attesa e quei giorni……

I mesi di preparazione, autunno-inverno ’91 e primavera ’92, sono stati snervanti. I test nel Mar Tirreno, tra Muggiano e Porto Cervo, ci davano riscontri  positivi ed erano anche momenti di “svago”. Però l’impresa richiedeva anche altri compiti, spesso meno divertenti, come il mese trascorso nei pressi di Pavia per impratichirci in tutte quelle procedure da attuare in caso di emergenze. Un vero tormento, che non auguro a nessuno. In fine il saluto a Porto Cervo, meta: New York, dove fu effettuata l’ultima messa a punto in attesa della “finestra” meteo favorevole.

Venne il giorno della partenza, sino a quel momento si era scherzato. Quando passammo davanti alla Statua della Libertà e poi sotto il ponte di Verrazzano, lo ricordo benissimo, all’interno del ponte di comando calò il silenzio. Eravamo tutti concentrati sulle ore che ci attendevano. Tanto che anche i turni di “lavoro” saltarono, nessuno osò parlare di riposo, tutti eravamo,  come si dice ora, “sul pezzo”. Destriero andava, tanto che già da subito rispettava una media ben oltre le più ottimistiche previsioni.  Nella notte precedente l’arrivo in acque britanniche, nel silenzio e nel buio, la tensione era palpabile. Ad un tratto diedi l’ordine al capo dei motoristi: “Massima potenza”. La risposta fu immediata: “E’ un rischio potremmo rompere…” Non diedi neppure il tempo di continuare: “Se record dev’essere, deve essere imbattibile, solo così Destriero entrerà nella storia”. Dagli 80km/h passammo ai 125km/h!

Un’impresa clamorosa la gente lo ha capito. I telegiornali dell’epoca aprirono con la notizia: “All’alba prima medaglia d’oro dell’Italia con Destriero” (domenica 9 agosto era la giornata di chiusura delle Olimpiadi di Barcellona).

Che avessimo fatto qualcosa di grande lo abbiamo intuito solo al nostro ritorno in Sardegna. Già nelle acque di Palau siamo stati accolti da decine e decine di barche di ogni genere che ci hanno accompagnato sino a Porto Cervo. Le ultime miglia sono state le più difficili navigando tra una vera e propria marea di imbarcazioni, poi l’entrata in porto accompagnata da tre elicotteri della Aeronautica Militare che hanno sommerso Destriero di fumogeni tricolori. Un’emozione difficile da scordare.

Ancora oggi devo dire grazie al Principe Aga Khan, presidente dello Yacht Club Costa Smeralda, e a tutto l’equipaggio, una grande squadra.

Equipaggio alla celebrazione del 30mo anniversario

Da chi  il primo messaggio di congratulazioni?

Dall’avv. Giovanni Agnelli che aveva seguito ogni fase della preparazione partecipando anche a un test, voleva sapere sempre tutto. Senza dubbio è stato il nostro primo tifoso come lo era anche ai tempi della Ferrari e dei rally, non mancava mai all’arrivo del Rally di Montecarlo. A sorpresa arrivò anche l’invito al Quirinale da parte del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro.

L' Avvocato Gianni Agnelli e S.A. l' Aga Khan

Nei mesi successivi si parlò anche di un giro del mondo a tempo di record

Sì fu un mio pensiero e lo studiammo pure in molti dettagli ma tutto finì in nulla, la situazione economica del Paese, non era certo il migliore viatico  per l’approccio ai potenziali  finanziatori. Così Destriero rimase per diversi mesi ormeggiato là dove era nato, nelle acque del Cantiere di Muggiano, per essere poi trasferito prima in Inghilterra e poi in Germania.

Si è parlato di un ritorno, con futuro museale, di Destriero in Italia

Vero. Destriero è stato, ed è tuttora, un simbolo dell’eccellenza italiana. So che sono in corso dei contatti con il Principe Aga Khan, che è pur sempre il proprietario della nave, per riportare Destriero in Italia e, credo, affidarlo a Fincantieri per un restauro per renderlo visitabile presso qualche sito museale nautico. Credo, avendolo conosciuto, che il Principe non opporrà ostacoli a questo progetto. Sarei il primo ad esserne lieto.

Franco Liistro

 Destriero mare
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