The Grand Tour Sailing 2026: la vela come strumento per leggere il tempo

Sport

06/01/2026 - 16:57

Non è una regata tradizionale, né una semplice spedizione sportiva. Con la quinta edizione di The Grand Tour Sailing, Manuel Vlacich e Franco Deganutti rinnovano un progetto che utilizza la vela come mezzo di esplorazione culturale, ambientale e simbolica. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è il tempo, inteso non come parametro cronologico ma come dimensione da attraversare, interpretare e mettere in relazione con i luoghi e con il mare.

Un’impostazione coerente con la filosofia che accompagna il progetto sin dalle origini: tre tappe nello stesso anno, la stessa barca trasportata fisicamente dagli atleti in ogni angolo del pianeta, e un approccio che unisce performance, sostenibilità e narrazione territoriale. Un moderno “Grand Tour” che prende ispirazione dai viaggi formativi europei tra XVII e XIX secolo, riletti oggi in chiave sportiva e ambientale, con partenza e rientro sempre da Monfalcone.

Il percorso di Vlacich e Deganutti non nasce nel 2026. Le precedenti edizioni hanno portato i due velisti a confrontarsi con contesti estremi e non convenzionali per la vela: dal Guinness World Record del 2022 alla navigazione sul Lago Titicaca, a oltre 3.800 metri di quota, fino alle regate tra i ghiacci della Groenlandia e nei laghi sotterranei svizzeri. Un cammino che è valso loro riconoscimenti sportivi internazionali, tra cui il titolo di “Velisti dell’Anno” nella categoria Passion e risultati di rilievo anche nel circuito lacustre europeo.

Queste esperienze hanno contribuito a definire il profilo del Grand Tour Sailing come iniziativa con una forte componente di sensibilizzazione ambientale, tanto da ottenere il patrocinio di One Ocean Foundation. Un impegno che nel 2026 viene ulteriormente rafforzato, con i due atleti nel ruolo di ambasciatori della fondazione, a sottolineare il potenziale della vela come piattaforma di comunicazione per la tutela degli ecosistemi marini e delle acque interne.

Il tema del tempo trova espressione concreta nelle tre tappe previste per il 2026, scelte non solo per la loro valenza geografica ma soprattutto per il significato simbolico che attribuiscono allo scorrere del tempo.

La prima tappa conduce a Varanasi, sulle rive del Gange. Qui il tempo appare immobile, stratificato in oltre 3.500 anni di storia e ritualità. In questo contesto, Vlacich e Deganutti daranno vita a un match race con i loro Tiwal, piccola deriva pneumatica smontabile e dal facile trasporto in due borse, navigando tra i ghat della città sacra, in un’area che rappresenta al tempo stesso una delle culle spirituali dell’India e uno degli ambienti più compromessi dal punto di vista ambientale. Una scelta che rafforza il messaggio ecologico del progetto.

La seconda tappa si sposta a Greenwich, lungo il Tamigi, nel cuore di Londra. Qui il tempo non si ferma, ma scorre e viene misurato: il passaggio sul meridiano zero diventa una regata urbana ad alto impatto simbolico, in cui la vela si inserisce in un contesto metropolitano denso e dinamico. È il tempo che unisce e divide, che sincronizza il mondo e ne scandisce i ritmi.

La terza tappa rappresenta il punto più estremo del progetto: le Isole Diomede, nello stretto di Bering, tra Alaska e Russia. Qui la Linea del Cambio di Data separa due isole distanti solo due miglia nautiche ma collocate in giorni diversi. Il match race previsto sfida la logica temporale stessa, con una partenza in un giorno e un arrivo nel giorno precedente. Un’impresa che comporta complessità operative elevate, tra permessi internazionali, condizioni meteo severe e una logistica particolarmente articolata.

Nel Grand Tour Sailing la dimensione tecnica non si esaurisce in acqua. Il trasporto della stessa imbarcazione su tre continenti, in contesti urbani e remoti, è parte strutturale del progetto. Dogane, voli, autorizzazioni locali e adattamento a condizioni operative estreme diventano elementi della competizione tanto quanto la conduzione dello scafo.

È proprio questa complessità, affrontata senza cambiare mezzo e senza semplificazioni, a distinguere il Grand Tour nel panorama della vela internazionale, trasformandolo in un laboratorio itinerante di resilienza, pianificazione e adattamento.

Con l’edizione 2026, The Grand Tour Sailing conferma la propria identità: non una sequenza di imprese scollegate, ma un percorso coerente che intreccia sport, cultura e ambiente. Un progetto che utilizza la vela non solo come disciplina competitiva, ma come strumento di racconto e di riflessione, capace di attraversare confini geografici e temporali mantenendo saldo il legame con il mare e con le proprie radici.

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