Al timone dell' Excess 13 Performance

Barca a vela

17/01/2026 - 10:07

Arrivare in banchina ben prima dell’alba per una prova in mare non è cosa che capita spesso, ma c’è sempre una prima volta capace di rendere diversa un’esperienza che, per mestiere, si ripete da anni. A Port Ginesta, nei pressi di Barcellona, l’Excess 13 Performance ci attende ormeggiato con l’illuminazione interna accesa. Un colpo d’occhio che permette di valutare subito un aspetto tutt’altro che secondario nei multiscafi: come appaiono al buio e come è stata studiata la luce per valorizzare tanto gli ampi ambienti interni quanto il pozzetto, che di fatto prolunga il living della deck house.

Nel caso dell’Excess 13 si tratta di illuminazione a LED, a basso consumo, con tonalità calde e ben calibrate, capaci di restituire un’atmosfera accogliente senza risultare invadenti. Un dettaglio che racconta molto dell’approccio progettuale del cantiere.

Il concept Excess

Excess, brand del Gruppo Beneteau, ha il merito di aver creato una categoria a sé nel panorama dei catamarani da crociera. Non sono le classiche “villette sul mare”, ma nemmeno multiscafi sportivi estremi: sono barche pensate per chi cerca sensazioni di navigazione autentiche, senza inseguire velocità record. Un’impostazione che spiega perché circa l’80% del mercato Excess sia armatoriale, con una clientela che in larga parte proviene dal mondo delle barche a vela monoscafo, spesso da altri marchi del Gruppo come Jeanneau, noto per una marcata personalità.

Una breve uscita in mare

Saliti a bordo dell’Excess 13 – il numero indica la lunghezza in metri – molliamo gli ormeggi mentre inizia ad albeggiare. Il programma della giornata è serrato: il giorno precedente raffiche fino a 40 nodi avevano impedito di uscire in mare. Come spesso accade dopo una perturbazione intensa, troviamo condizioni di bonaccia: un nodo scarso d’aria e mare con onda morta non lasciano presagire di poter navigare a vela.

Ma ogni velista sa che bisogna farsi trovare pronti a sfruttare il primo refolo utile. Issiamo la randa con l’aiuto del winch elettrico e apriamo il Code 0, rollato sul bompresso che parte dalla coperta a piede d’albero e incrocia la traversa di prua, contribuendo così alla rigidità strutturale della piattaforma.

Ci dirigiamo verso una linea di brezza notturna ancora presente. Con soli due nodi d'aria il timone inizia a rispondere, poi la brezza impalpabile cresce leggermente, si crea un minimo di apparente e arriva il regalo inatteso: un piccolo rinforzo fino a 5–6 nodi. Il sole quasi estivo illumina una mattina di fine ottobre, regalando circa un’ora di navigazione piacevole e inaspettata.

Le sensazioni al timone sono familiari: è diretto, posizionato molto vicino all’acqua, all’estrema poppa, e restituisce un feeling che ricorda quello di una barca monoscafo, pur con un comportamento ovviamente diverso. Gli scafi hanno un profilo asimmetrico tra parte interna ed esterna e, su questo 13 metri, si è lavorato anche per ridurre la superficie bagnata. Il risultato sono virate più agili rispetto a un catamarano tradizionale, possibili anche con pochissimo vento.

Ottima la visibilità dalla timoneria, grazie al cavallino inverso più accentuato e al lavoro sulla finestratura della tuga, che consente al timoniere di vedere attraverso la struttura. Durante la prova, con il Code 0 a prua, abbiamo stretto fino a 41° di angolo apparente con 3,5 nodi di vento, raggiungendo una velocità di 5,5 nodi rilevata al GPS. Numeri interessanti, soprattutto considerando le condizioni marginali.

I tempi, purtroppo, sono tiranni e ci costringono a rientrare in banchina. A bordo con noi c’è Hervé Piveteau, product manager di Excess, che sottolinea come l’Excess 13 sia in grado di stringere la bolina in modo paragonabile a quello di un tradizionale monoscafo da crociera. Anche nelle manovre a motore la barca si dimostra immediata: i due Yanmar da 40 CV con saildrive, uno per scafo, rendono l’accosto all’inglese semplice e preciso.

La barca nel dettaglio

L’Excess 13 rappresenta un deciso passo avanti per il brand, non solo per le dimensioni, ma per la cura complessiva del progetto. Molti dettagli, visibili e meno visibili, contribuiscono a una percezione di maggiore maturità. In questo senso è interessante l’approccio del cantiere con l’iniziativa Excess Lab, una community di armatori che raccoglie suggerimenti da chi utilizza la barca in navigazioni lunghe, trasformandoli in miglioramenti concreti sul prodotto. Un dialogo continuo che rafforza il rapporto tra cantiere e cliente.

Le linee d’acqua dell’Excess 13 portano la firma di Eric Levet per Marc Lombard Yacht Design Group, che ha affinato il concept comune alle piattaforme Excess. Gli interni sono opera di Jean-Marc Piaton, con un design originale, sobrio e marino, ma tutt’altro che povero. Una semplicità che valorizza l’insieme e dialoga coerentemente con l’estetica esterna, esprimendo quella cultura progettuale francese riconoscibile anche in altri settori.

L’Excess 13 è disponibile in configurazione a tre o quattro cabine. Nella versione da noi provata, a tre cabine, lo scafo di dritta è interamente dedicato all’armatore: a poppa la cabina con letto a “mezza isola”, al centro un piccolo ufficio, a prua una cabina armadio e un bagno di dimensioni generose che occupa tutta la sezione prodiera. Lo scafo opposto ospita due cabine doppie con due bagni, mentre nel salone la cucina a L funge da cerniera tra interno e pozzetto.

Molto curato e sobrio l'interno. In foto un pensile della cucina

Da segnalare l’efficace sistema di ventilazione naturale, che rende superfluo l’uso dell’aria condizionata, e le porte delle cabine a doppia funzione, studiate per ottimizzare gli spazi di passaggio. Piccoli accorgimenti che, nell’uso quotidiano, fanno la differenza.

All’esterno si apprezza l’attenzione all’ergonomia del piano di coperta, sia per le manovre sia per il comfort degli ospiti. La versione Performance dispone di un albero maggiorato di un metro, timoni arancioni a contrasto e solidi tientibene in tubolare nero opaco che supportano i tettucci sopra le due timonerie, ciascuna con una superficie di circa 2 mq. Soluzioni forse un po’ impattanti dal punto di vista estetico, ma comunque attentamente studiate ed efficaci nella protezione dal sole e dalla pioggia.

Il pozzetto è ben riparato e rifinito con un rivestimento in sughero, isolante e piacevole sotto i piedi. Comode le sedute a poppa tra le due timonerie e pratico il portavivande esterno, collegato alla cucina interna tramite una finestra scorrevole. Interessanti anche i convettori d’aria laterali richiudibili, che garantiscono ventilazione sia in navigazione sia alla fonda.

Ben studiata la vaschetta di scolo dell’acqua davanti all’ingresso del salone, così come la posizione centrale della zattera di salvataggio sulla traversa di poppa. Sempre a poppa trovano posto il trasto della randa – in posizione ottimale per la regolazione – e i bracci della gruetta per il tender.

Chiudiamo con due dettagli che raccontano l’attenzione progettuale del cantiere. Il tetto della deck house, calpestabile ma non concepito come flying bridge, integra un sistema di recupero dell’acqua piovana convogliata in un serbatoio centrale: non è potabile, ma utile per risparmiare acqua dolce durante lunghe navigazioni. Infine, un elemento strutturale perfettamente integrato e  fondamentale: una paratia centrale unica, laminata a scafo e coperta, che sostiene la deck house e prosegue sottocoperta, contribuendo alla rigidità complessiva della barca.

Un’ulteriore conferma che l’Excess 13 non è solo un esercizio di stile, ma un progetto pensato per navigare davvero.

Dati Tecnici 
Cantiere: Excess Catamarans – Groupe Beneteau
Architettura navale: Marc Lombard Yacht Design Group
Design interni: Piaton Yacht Design
Tipologia: Catamarano a vela da crociera
Lunghezza fuori tutto: 12,99 m (fino 15,30 m con bompresso) 
Lunghezza scafo: 12,37 m 
Baglio massimo: 7,25 m 
Pescaggio: 1,48 m 
Dislocamento a vuoto: 10,6 t 
Materiale scafo e coperta: pelli di vetroresina in matrice di resina poliestere antiosmosi infusa sottovuoto, sandwich con anima di balsa e PET
Materiale albero e boma: alluminio anodizzato y
Motorizzazione standard: 2 × Yanmar 40 CV con saildrive 
Capacità carburante: 2 × 200 l 
Capacità acqua dolce: 300 l 
Configurazioni cabine: 3 cabine / 2 bagni – 4 cabine / 4 bagni 
Superficie velica (standard):

Randa square-top 71 m²
Genoa 42 m²
Code 0 (opzionale) 76 m² 
Categoria CE: A – Oceano

 

Giuliano Luzzatto

©PressMare - riproduzione riservata

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