Confindustria Nautica: nautica italiana a 13 miliardi di valore aggiunto, export a 4 miliardi e 52% dei superyacht mondiali

Confindustria Nautica: nautica italiana a 13 miliardi di valore aggiunto, export a 4 miliardi e 52% dei superyacht mondiali

Confindustria Nautica: nautica italiana a 13 miliardi di valore aggiunto, export a 4 miliardi e 52% dei superyacht mondiali

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06/03/2026 - 14:31

Milano. Nel 2024 l'industria nautica italiana ha generato oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell'occupazione del 5,6%. Sono i dati principali emersi dalla presentazione, avvenuta a Milano presso Palazzo Edison, di due rapporti: "La Nautica in Cifre Monitor – Trend di mercato 2025/2026", realizzato dall'Ufficio Studi di Confindustria Nautica e Fondazione Edison, e "Geografie della Filiera Nautica Italiana 2026", a cura di Fondazione Symbola.

Il settore superyacht ha chiuso positivamente il 2025, con il 50% delle aziende che ha registrato un aumento di fatturato rispetto all'anno precedente e il 25% una stabilità. Il portafoglio ordini attuale segnala una stabilizzazione dei tassi di crescita: metà dei cantieri mantiene il proprio order book ai livelli di 12 mesi fa, mentre un quarto registra dati in crescita. Il dato è confermato da Boat International nel Superyacht Global Order Book 2026: a fronte di una riduzione degli ordini mondiali di circa il 4% (da 1.138 a 1.093 unità), la quota italiana cresce di 2 punti, raggiungendo il 52%, con 568 ordini.

La voce di Confindustria Nautica

"L'appuntamento di oggi segna l'avvio del percorso annuale di iniziative con cui Confindustria Nautica intende offrire al settore analisi e indirizzo strategico. In un contesto globale caratterizzato da cambiamenti economici e geopolitici rilevanti, la nautica da diporto italiana continua a dimostrare solidità, capacità di adattamento e visione strategica. Le dinamiche restano differenziate tra i segmenti: la grande nautica cresce, la fascia media tiene, mentre la piccola nautica risente maggiormente della consumer confidence attualmente attenuata da complesse condizioni congiunturali. I dati del nostro Ufficio Studi rappresentano uno strumento fondamentale per imprese e istituzioni per interpretare queste evoluzioni e orientare le strategie del comparto." Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica


I segmenti produttivi

Per la produzione cantieristica fino ai 24 metri, le stime di chiusura del 2025 indicavano una contrazione generalizzata. Le rilevazioni sull'anno nautico 2025/2026 mostrano tuttavia un'inversione: la quota di imprese che prevede una crescita del volume di affari passa dal 23% al 46%, mentre quella che ipotizza una flessione scende a meno di un quarto del campione.

Anche il comparto degli accessori e degli equipaggiamenti registra un miglioramento: le stime positive sull'anno nautico 2025/2026 salgono dal 30% al 39%. Per i motori marini, la quota di aziende che stima una crescita del fatturato sale dal 25% al 38%, con il 50% che prevede stabilità. Le imprese di locazione e noleggio mostrano risultati particolarmente positivi: il 57% segnala una crescita del fatturato nel 2025, e il 64% prevede ulteriore crescita per l'anno nautico in corso. Nel turismo nautico, porti e servizi, il 75% delle aziende stima una crescita del fatturato per il 2025/2026, in aumento del 25% rispetto alle aspettative di chiusura del 2025.

L'export

"La nautica da diporto italiana si posiziona sul podio più alto tra gli esportatori a livello mondiale e si configura sempre più come una delle punte di diamante del nostro commercio estero: nell'ultimo anno scorrevole (novembre 2024-ottobre 2025) l'export ha raggiunto e superato i 4 miliardi di euro, registrando uno dei migliori risultati di sempre e confermandosi uno dei settori con i maggiori tassi di crescita dell'ultimo decennio (il quinto in assoluto, considerando i settori Ateco a 4 cifre e aventi un export nel 2024 superiore ai 2 miliardi di euro)." Marco Fortis, Vicepresidente di Fondazione Edison

Fortis ha sottolineato che, nell'attuale contesto geopolitico, l'industria nautica deve salvaguardare le proprie quote di mercato puntando sul mantenimento dell'eccellenza qualitativa, leva che ha consentito all'Italia di detenere oltre il 50% del mercato globale nel segmento di riferimento.

La filiera e il moltiplicatore economico

"Il sistema nautico rappresenta uno dei segmenti più dinamici dell'economia ed è tra le filiere manifatturiere più rilevanti del Made in Italy per impatto economico e capacità di attivazione lungo la catena del valore. Una leadership costruita grazie a una rete produttiva di prim'ordine, diffusa sul territorio e integrata a monte e a valle della filiera. La nautica si conferma un potente moltiplicatore economico: per ogni euro prodotto dai cantieri si attivano complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto e, per ogni addetto impiegato nel core, si generano 7,1 posti di lavoro lungo l'intera catena." Domenico Sturabotti, Direttore di Fondazione Symbola

La cantieristica è concentrata in regioni chiave — Toscana, Lombardia, Marche, Liguria, Campania, Piemonte, Sicilia e Lazio — che costituiscono poli di specializzazione. Lo studio di Symbola evidenzia una crescente concentrazione del valore nella cantieristica rispetto al resto della filiera, riconducibile al rafforzamento strutturale del comparto, alla concentrazione selettiva degli operatori e alla progressiva internalizzazione di funzioni ad alto valore aggiunto.

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