L'Ing. Piero Ferrari
Ferretti, OPA KKCG: adesioni al 30,76%, ufficializzata la cessione Ferrari
L’offerta pubblica di acquisto promossa da KKCG Maritime su Ferretti Group registra un’accelerazione significativa: alla data dell’8 aprile le adesioni hanno raggiunto quota 16.035.119 azioni, pari al 30,76% delle azioni oggetto dell’offerta.
Si tratta però di un dato che va letto nel perimetro corretto: l’OPA riguarda infatti una quota pari al 15% del capitale Ferretti, il che significa che le adesioni raccolte finora equivalgono a poco più del 4,6% del capitale complessivo.
È proprio questo elemento a fornire la chiave di lettura del nuovo aggiornamento: il livello raggiunto dalle adesioni riflette sostanzialmente la consegna del pacchetto detenuto da Piero Ferrari, pari al 4,6%, che risulta quindi di fatto già confluito nell’offerta promossa da KKCG Maritime.
Un passaggio rilevante, perché ufficializza sul piano operativo una decisione già emersa nei giorni scorsi: Ferrari ha scelto di aderire all’OPA, cedendo integralmente la partecipazione detenuta tramite la holding F Investments.
Il salto rispetto al precedente 0,7% segna un cambio di passo nella fase finale dell’operazione, ma non consente ancora di trarre conclusioni definitive sull’esito complessivo dell’offerta, in scadenza il 13 aprile.
A influenzare le valutazioni degli azionisti ha contribuito anche il rialzo del corrispettivo da 3,50 a 3,90 euro per azione. In questo contesto si inserisce la posizione di Equita, banca d’investimento e società indipendente di ricerca finanziaria, che ha definito il nuovo prezzo «un’opportunità economica interessante», sottolineando al tempo stesso i rischi legati al contesto esterno.
La decisione di Ferrari si inserisce in una logica coerente con la natura della partecipazione, da sempre configurata come investimento a prevalente carattere finanziario. L’ingresso nel capitale risale infatti all’aprile 2016, quando attraverso un aumento di capitale aveva acquisito il 13,2% della società.
La cessione contribuisce ora a ridefinire gli equilibri azionari. KKCG Maritime, che partiva da una partecipazione del 14,5%, punta a portarsi a ridosso del 30%, rafforzando la propria posizione in vista dell’assemblea.
Sul fronte opposto resta però solida la posizione dell’azionista di controllo Weichai, che mantiene una quota pari al 39,25%, rafforzata nelle ultime settimane proprio per contenere l’avanzata del gruppo ceco guidato da Karel Komárek.
Classe 1969, Komárek è tra i principali imprenditori della Repubblica Ceca, con un patrimonio stimato da Forbes in oltre 10 miliardi di dollari. Negli ultimi anni ha sviluppato un rapporto diretto con il mondo della nautica, dichiarando di essere stato armatore di unità Pershing, Riva e Wally, oltre a essere attivo anche nel circuito velico internazionale.
In questo contesto si inserisce anche il recente annuncio della nascita di American Racing Challenger Team USA, challenger ufficiale della America’s Cup, progetto promosso dallo stesso Komárek insieme a Chris Welch. Il team parteciperà alla 38ª edizione della competizione, in programma nel 2027 nel Golfo di Napoli, segnando il ritorno di un challenger statunitense e confermando il crescente coinvolgimento dell’imprenditore ceco nel mondo della vela ad alto livello.
Al di là della dimensione finanziaria, resta aperto anche il tema industriale e strategico legato al ruolo di Piero Ferrari, che dal 2013 partecipa alla definizione delle linee di sviluppo dei brand del gruppo attraverso il Comitato Strategico di Prodotto. Un impegno che, secondo quanto emerso, potrebbe proseguire anche in futuro, eventualmente anche all’interno del Consiglio di Amministrazione.
La partita resta quindi aperta su più livelli. Da un lato l’evoluzione finale dell’OPA, ormai nelle sue fasi decisive; dall’altro la definizione degli equilibri di governance, con due scadenze chiave: il 17 aprile per la presentazione delle liste e il 14 maggio per l’assemblea degli azionisti.
Il nuovo dato sulle adesioni segna quindi un passaggio importante — perché rende effettiva la mossa di Ferrari — ma non ancora risolutivo per comprendere quale sarà l’assetto finale del gruppo.
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