Alberto Galassi

Alberto Galassi

Ferretti, Galassi al Sole 24 Ore: difesa, M&A e il ruolo di KKCG nella sfida per il controllo

Editoriale

30/04/2026 - 09:04
advertising

 

In vista dell’assemblea del 14 maggio, che dovrà rinnovare il consiglio di amministrazione di Ferretti Group, il confronto tra i principali azionisti entra in una fase decisiva. In questo contesto, l’amministratore delegato Alberto Galassi ha scelto Il Sole 24 Ore, principale quotidiano economico nazionale, per spiegare le ragioni della propria posizione. L’intervista, firmata da Raoul de Forcade, rappresenta un passaggio rilevante nel dibattito in corso sulla governance e sulle prospettive strategiche del gruppo.

Ferretti FSD 195

Dalle dichiarazioni emerge una linea di sviluppo articolata su più direttrici. Da un lato, il rafforzamento del core business nella produzione di yacht di alta gamma; dall’altro, l’apertura verso nuovi ambiti applicativi, in particolare la difesa, attraverso la divisione Ferretti Security Division. In questo quadro, considerando il contesto geopolitico attuale e il rinnovato interesse a livello internazionale per le tecnologie dual use e militari, il ritorno a un presidio più deciso di questo segmento può rappresentare per il gruppo una leva di sviluppo con prospettive rilevanti. Si inserisce inoltre la possibilità di operazioni di crescita per linee esterne e il ricorso a strumenti finanziari come il buyback, ossia il riacquisto di azioni proprie da parte della società, operazione che può contribuire a sostenere il valore del titolo e a ottimizzare la struttura del capitale, nell’ottica di una gestione più attiva delle risorse finanziarie.

Galassi sottolinea come il gruppo operi in un contesto industriale complesso, caratterizzato da una forte componente relazionale e da una clientela internazionale altamente selettiva. In tale prospettiva, la continuità gestionale viene indicata come elemento funzionale alla stabilità del percorso intrapreso negli ultimi anni.

Il tema centrale resta però quello del confronto tra gli azionisti. Da un lato Weichai, azionista storico con una quota rilevante; dall’altro KKCG Maritime, che ha progressivamente costruito la propria posizione fino a superare il 23% del capitale. Secondo quanto emerge dall’intervista, il dialogo con la componente cinese si sarebbe progressivamente ridotto, mentre KKCG avrebbe espresso un sostegno esplicito all’attuale management e al piano industriale.

Per comprendere la natura di questo confronto è utile analizzare il profilo di KKCG Maritime. Non si tratta di un operatore cantieristico né di un soggetto attivo direttamente nella costruzione o gestione di yacht, ma di una piattaforma di investimento attraverso cui il gruppo KKCG presidia il settore marittimo. KKCG Maritime rappresenta quindi un investitore con un’impostazione finanziario-industriale, orientato alla creazione di valore nel lungo periodo. L’approccio si basa sull’utilizzo di competenze trasversali maturate in altri settori, su un network internazionale e su una capacità strutturata di operare in contesti complessi, anche attraverso operazioni di M&A.

Karel Komárek

Il riferimento è la holding KKCG, fondata da Karel Komárek nel 1995 e oggi attiva in ambiti che spaziano dall’energia alla tecnologia, fino all’entertainment e al real estate. All’interno di questo perimetro, la divisione maritime trasferisce nel comparto nautico un modello già consolidato: crescita per acquisizioni, integrazione delle competenze e sviluppo internazionale. Nel caso di Ferretti, questo si traduce in una visione che individua margini di sviluppo non tanto nel prodotto – considerato solido – quanto nella governance e nella capacità di attivare nuove leve strategiche. Da qui la proposta di rafforzamento del consiglio di amministrazione e di una gestione più dinamica del capitale, con particolare attenzione a operazioni di espansione e consolidamento.

In questa lettura, KKCG Maritime si configura come uno strumento per operazioni di investimento e sviluppo, piuttosto che come un attore operativo della filiera nautica. Non costruisce yacht né gestisce flotte, ma interviene nel capitale delle aziende con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento competitivo e la scala industriale. Il confronto in corso su Ferretti assume quindi un significato che va oltre la semplice contesa assembleare. Da una parte si colloca una governance con impronta più istituzionale e di controllo; dall’altra una proposta che combina continuità manageriale e maggiore attivazione delle leve finanziarie e industriali.

L’esito dell’assemblea definirà non solo gli equilibri azionari, ma anche il modello di sviluppo futuro del gruppo. In questo scenario, il ruolo di KKCG Maritime introduce una variabile nuova: quella di un investitore europeo orientato al consolidamento del settore, in una fase in cui la nautica di alta gamma appare sempre più influenzata dall’integrazione tra capitale, governance e strategia industriale.

©PressMare - riproduzione riservata

PREVIOS POST
Garmin Q1 2026: ricavi record e margini in crescita, la divisione marine conferma il trend positivo
NEXT POST
Incidente aereo per Sandro Veronesi: illeso il presidente di Oniverse, attivo anche nella nautica con Cantiere del Pardo