Boero Yacht Coatings
Boero Yacht Coatings punta sull’alto di gamma e continua a investire in R&D
RIVALTA SCRIVIA (AL) – Il lancio di ChallengerPro, vernice per yacht e superyacht che si posiziona nell’alto di gamma, è stata l’occasione per fare il punto sui piani di sviluppo di Boero nel settore della nautica.
L’azienda ha aperto le porte del suo stabilimento di Rivalta Scrivia, che si estende su 120 mila mq, con circa 140 persone impiegate, per ripercorrere una storia iniziata nel 1831, anno di fondazione e illustrare le sue strategie di crescita.
Dal 2021 Boero, un marchio storico dell’industria genovese, fa parte del gruppo portoghese CIN, già azionista di minoranza, una realtà che nel 2025 ha chiuso con 447 milioni di fatturato (+11,8% sul 2024), frutto di una forte presenza soprattutto nell’edilizia (58%) e nel settore industriale (23%): la nautica vale il 7% dei ricavi complessivi.
Restando sui numeri, il Gruppo Boero dichiara invece di essere la decima azienda in Europa e la trentatreesima nel mondo: 140 milioni il fatturato (+20% sul 2024), 500 i collaboratori, 3 mila i clienti e 50 i paesi in cui è presente. Ma è la spinta per l’innovazione soprattutto a colpire, sia considerando che il 3% del fatturato viene destinato alla ricerca ma anche semplicemente girando fra i capannoni e i laboratori di Rivalta, dove giovani ricercatori e macchinari moderni convivono armonicamente.
Quasi tutta questa attività viene gestita internamente, ma non mancano le collaborazioni con enti di prestigio, come CNR, Politecnico di Milano e Università di Genova: fondamentale, spiega l’azienda, l’interazione continua con gli stakeholder esterni, dai cantieri agli armatori, ai comandanti.
Da gennaio 2025 il sito di Rivalta comprende anche una Academy, destinata prevalentemente alla formazione sia del personale interno che delle squadre di clienti che poi usano i prodotti, in primis gli applicatori. Ma sono più spesso i tecnici di Boero a “spostarsi” nei vari cantieri per formare direttamente in loco gli addetti di altre aziende.
Sono due i marchi commerciali per lo yachting del gruppo: Boero Yacht Coatings, che “firma” prodotti per uso professionale e navale e copre il 50% del mercato italiano, e Veneziani, dedicato invece prevalentemente a vela e nautica.
Per yacht e superyacht, indipendentemente dal tipo di materiale con cui sono costruiti (vetroresina, acciaio o alluminio) resta invariato lo schema di protezione e verniciatura: gli strati di prodotti da applicare sulle carene restano infatti quattro e cioè primer-stucco-primer-top coat. Questo schema è stato applicato sugli oltre mille yacht che Boero ha oggi come referenza nel settore: fra questi il veliero Caoz 14, usato come test per vedere la resistenza della vernice a distanza di sei anni dal completamento del refit, avvenuto nel 2019, e l’IMOCA 11th Hour Racing di Francesca Clapcich, che a sua volta ha rappresentato una bella sfida da risolvere per l’azienda, con gli undici colori da riprodurre sulla barca.

Di rilievo e prestigio anche la collaborazione col progetto Ferrari Hypersail, di cui Boero è technical partner.
“I nostri mercati chiave oggi sono Italia, Turchia, Paesi Bassi e Medio Oriente, ma nell’immediato futuro guardiamo con interesse anche a quello americano” spiega Riccardo Carpanese, direttore marketing. “Preferiamo fornire soluzioni complete, dallo stucco alla vernice, in modo da avere il controllo su tutto il processo”, aggiunge il manager, sottolineando come il mercato del nuovo per Boero sia più importante di quello del refit, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.
ChallengerPro è il frutto dello sviluppo lungo quindici anni di un prodotto già a catalogo: si tratta in pratica di una gamma di sistemi che integra materiali avanzati, dal primer al top coat, e vuole collocarsi sul mercato come massima espressione dei rivestimenti destinati agli yacht più prestigiosi.
Riccardo Masnata
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