Simona Parravicini

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Sostenibilità ed economia circolare nel design: Simona Parravicini racconta l’esperienza Paola Lenti

Yacht Design

17/06/2026 - 11:20
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In occasione del panel "Redefining Luxury - Episode 2: From Ambition to Implementation", moderato da Smart Interiors Horizon durante Seaquip Milano 2026, abbiamo approfondito uno dei temi più discussi dell'evento: come trasformare gli obiettivi di sostenibilità in azioni concrete senza compromettere qualità ed eccellenza estetica.

Ne abbiamo parlato con Simona Parravicini di Paola Lenti, azienda che da anni integra la cultura progettuale della sostenibilità all'interno del proprio approccio.

PressMare - Durante il panel si è parlato molto di implementazione. Per Paola Lenti, cosa significa realmente progettare in modo sostenibile?

Simona Parravicini - Per noi la sostenibilità è omnicomprensiva e riguarda certamente l'utilizzo di materiali riciclati o riciclabili, ma anche la progettazione di prodotti che abbiano valore nel tempo.

Questo implica lavorare sulla qualità dei materiali, sulle performance e sulla durabilità e di progettare pensando già al fine vita del prodotto. Per esempio, privilegiamo sistemi di assemblaggio che facilitino il disassemblaggio futuro, riduciamo la componentistica dove possibile e cerchiamo di evitare soluzioni che possano rendere difficile il recupero dei materiali.

Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che il prodotto mantenga nel tempo anche il proprio valore estetico. Creare un design che non segue le mode passeggere contribuisce alla sua longevità e quindi alla sua sostenibilità.

Seascaping, Paola Lenti, ph.by Sergio Chimenti

PM - Uno dei temi emersi durante il panel riguarda proprio il fine vita. Quanto è importante considerarlo già in fase progettuale?

SP - È fondamentale; soprattutto se vogliamo davvero parlare di economia circolare, dobbiamo iniziare dal progetto.

Pensare al fine vita significa scegliere materiali che possano essere riconosciuti, separati, recuperati o trasformati una volta terminato il loro utilizzo.

Quindi bisogna realizzare un prodotto smontabile e allo stesso tempo evitare trattamenti o modifiche che alterino la natura dei materiali e ne impediscano il riutilizzo.

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di preservare le caratteristiche originarie dei materiali affinché possano continuare ad avere una vita anche dopo la conclusione del ciclo del prodotto.

PM - Questa visione si collega direttamente al progetto Metamorfosi, spesso citato come esempio virtuoso di economia circolare.

SP - Assolutamente sì perchè Metamorfosi nasce dalla volontà di valorizzare materiali che normalmente verrebbero considerati residui di produzione, che nel nostro caso includono soprattutto materiali tessili.

Il progetto è stato sviluppato insieme ai Fratelli Campana e successivamente si è ampliato con altre collaborazioni che hanno alla base un'idea molto semplice: ciò che per qualcuno è uno scarto può diventare una nuova opportunità progettuale.

Metamorfosi, PaolaLenti, ph.by Sergio Chimenti

Dietro questo risultato c'è però un lungo lavoro organizzativo. Abbiamo iniziato molti anni fa a catalogare e conservare i materiali avanzati, dividendoli per colore, consistenza e texture. Non è qualcosa che si improvvisa poiché ha richiesto visione, pianificazione e soprattutto la volontà di investire in un percorso che produce risultati nel lungo periodo.

PM - Durante il panel è emerso anche il tema dell'educazione del cliente proprio nel lungo periodo. Quanto è importante raccontare questi processi?

SP - Quando un cliente sceglie un prodotto, percepisce immediatamente la bellezza, i colori, il comfort e la qualità. Molto meno visibile è tutto il lavoro che c'è dietro che include la ricerca sui materiali, le scelte progettuali, l'attenzione all'ambiente e ai processi produttivi.

Per questo riteniamo fondamentale comunicare ciò che non si vede.

Un esempio concreto è il lavoro che stiamo portando avanti sul packaging con cui continuiamo a sostituire materiali già sostenibili con soluzioni ancora più efficienti dal punto di vista ambientale. Sono dettagli che spesso passano inosservati, ma che contribuiscono a ridurre l'impatto complessivo del prodotto.

PM - Uno degli aspetti più discussi a Seaquip Milano 2026 è stato il rapporto tra sostenibilità ed eccellenza. È possibile conciliare entrambe?

SP - Per noi è tanto possibile quanto necessario perchè la sostenibilità non è mai un compromesso rispetto alla qualità. Al contrario, richiede ancora più ricerca, più attenzione ai dettagli e una maggiore responsabilità progettuale.

Seascaping, Paola Lenti, ph.by Sergio Chimenti

Quindi il nostro virtuosismo si riflette nella creazione di prodotti che durino nel tempo, che mantengano la loro qualità estetica e funzionale e che possano essere tramandati anziché sostituiti.

Questa è una delle forme più concrete di sostenibilità.

PM - Guardando al futuro, quale ruolo avranno le nuove generazioni in questa trasformazione?

SP - Da anni collaboriamo con scuole professionali, università e istituti di design e accogliamo studenti all'interno dell'azienda perché crediamo che la trasmissione delle competenze sia fondamentale.

Molte delle lavorazioni che caratterizzano Paola Lenti, come intrecci, cuciture e lavorazioni artigianali, richiedono competenze che devono essere preservate e tramandate.

Quindi vogliamo collaborare con giovani designer che condividono la nostra filosofia e persone che credano nel valore della durata, della qualità e della progettazione responsabile. Non cerchiamo necessariamente nomi celebri.

La sostenibilità si costruisce attraverso decisioni quotidiane con ogni scelta progettuale, ogni materiale, ogni processo e ogni dettaglio che contribuiscono a costruire un prodotto più responsabile. L'ambizione è importante, ma è l'implementazione che fa davvero la differenza.

Rebecca Gabbi

©PressMare - riproduzione riservata

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