Bellini Astor 68: debutta a Cannes con una presentazione firmata dall'artista digitale Andrés Reisinger
Bellini Group amplia la propria gamma con l'Astor 68, un progetto che unisce design thinking, architettura multilivello e una nuova interpretazione dell'esperienza di bordo. Il debutto mondiale sarà al Cannes Yachting Festival, preceduto da una presentazione digitale realizzata dall'artista Andrés Reisinger.

C'è un elemento che distingue immediatamente il nuovo Bellini Astor 68 da molti dei lanci più recenti nel settore nautico: prima ancora di essere presentato in banchina, lo yacht viene raccontato attraverso una narrazione digitale affidata a uno degli artisti visivi più riconosciuti della scena contemporanea, Andrés Reisinger. È una scelta che dice qualcosa di più ampio sul modo in cui Bellini Group intende collocarsi nel panorama nautico attuale: non basta più mostrare un'imbarcazione, occorre prima farla immaginare. In un mercato dove la componente emotiva pesa quanto le specifiche tecniche, anticipare il prodotto con un racconto visivo significa parlare a un pubblico che acquista non solo uno scafo, ma uno stile di vita.
Bellini Group ha presentato l'Astor 68, nuovo modello destinato ad ampliare la gamma Bellini Yacht e secondo yacht lanciato dal gruppo nel 2026. Il progetto conferma la fase di sviluppo del cantiere di Clusane d'Iseo, già rafforzata dalla vendita della prima unità prima della presentazione ufficiale: un dettaglio che racconta, più di tante dichiarazioni, la fiducia che il mercato ripone già nel marchio.

L'anteprima mondiale dell'Astor 68 è prevista al Cannes Yachting Festival, in programma dall'8 al 13 settembre. Prima del debutto al pubblico, il modello sarà introdotto attraverso una presentazione digitale realizzata in collaborazione con Reisinger, artista visivo e designer argentino, oggi residente in Spagna tra Madrid e Barcellona, noto per un linguaggio che attraversa la dimensione fisica e quella digitale con naturalezza, senza che l'una sembri mai un compromesso rispetto all'altra.
Il contributo di Reisinger non riguarda il design industriale o navale dello yacht, ma la costruzione di una narrazione immersiva ed evocativa attorno al progetto. L'Astor 68 viene così interpretato come oggetto reale e, allo stesso tempo, come idea: una destinazione fisica e una rappresentazione emotiva del vivere il mare. È un confine sottile, quello tra il prodotto e la sua proiezione immaginativa, e proprio in quello spazio Reisinger sembra muoversi con maggiore agio.

Sono parole che danno la misura di questa operazione quelle dell'artista, secondo cui il proprio interesse non sta nel rappresentare un oggetto, ma nel creare uno spazio emotivo attorno ad esso: con l'Astor 68 l'esplorazione riguarda il modo in cui uno yacht possa esistere insieme come destinazione fisica e come idea, capace di evocare libertà, quiete e aspirazione ancora prima di essere vissuto nella realtà. Una collaborazione, sottolinea Reisinger, che ha permesso di costruire una narrazione in cui tecnologia e poesia coesistono, ampliando il modo in cui si immagina lo yachting contemporaneo.
Sul piano progettuale, l'Astor 68 nasce da un approccio di design thinking basato sull'analisi delle tendenze lifestyle attuali e sulla visione dei futuri modi di vivere il mare. Tre principi guidano lo sviluppo del modello: connessione, flessibilità e trasparenza. Non sono semplici parole d'ordine da comunicato stampa, ma concetti che informano sia l'architettura dello yacht sia l'esperienza a bordo, con l'obiettivo di costruire un rapporto più diretto tra spazi, persone e ambiente marino.

Questa impostazione prende forma concreta attraverso un layout multilivello chiaramente definito. L'area beach, estesa su oltre 37 metri quadrati, è posizionata sul ponte inferiore a meno di un metro dall'acqua: una scelta che riduce quasi a zero la distanza percepita tra chi è a bordo e il mare stesso. La configurazione aperta e terrazzata è pensata per creare una relazione immediata e immersiva con l'elemento marino, trasformando la zona poppiera in uno spazio di contatto diretto con l'ambiente esterno, più vicino a una terrazza sull'acqua che a un semplice ponte di poppa.
A un livello superiore si sviluppano il salone e gli spazi conviviali di prua, in un ambiente più protetto che però non interrompe mai la continuità tra interno ed esterno. Il risultato è una distribuzione che separa le funzioni senza frammentare la percezione complessiva dello yacht, restando coerente con i principi di trasparenza e connessione dichiarati fin dall'inizio del progetto.

Martina Bellini, Head of Marketing & Communication di Bellini Group, descrive l'Astor 68 come un nuovo passo nell'evoluzione della gamma, frutto della combinazione tra ricerca, innovazione e una forte sensibilità verso il modo in cui le persone vivono la vita a bordo. Un progetto, spiega, che riflette l'impegno del gruppo verso un approccio orientato al futuro, dove design, funzionalità e storytelling convergono, e in cui la collaborazione con Reisinger aggiunge un livello contemporaneo e per certi versi inatteso al modo in cui lo yacht viene presentato al mondo.
Con l'Astor 68, Bellini Group prosegue la costruzione di una flotta orientata a un'identità coerente, dove cultura del design ed esperienza nautica vengono messe costantemente in relazione. Il nuovo modello si inserisce nel percorso avviato da Bellini Yacht, società del gruppo fondata nel 2023 e quotata sul segmento Euronext Growth Milan, specializzata nella progettazione, sviluppo, produzione, promozione e vendita degli yacht Bellini.

Bellini Yacht interpreta la propria produzione attraverso una sintesi tra funzionalità, razionalità degli spazi e purezza del design minimalista, una cifra stilistica che nasce dalla collaborazione con Brunello Acampora e Norberto Ferretti e che prevede uno sviluppo fino a 24 metri. I primi modelli realizzati sono stati l'Astor 36 e l'Astor 58, varati rispettivamente nel 2024 e nel 2025, tappe di un percorso di crescita che l'Astor 68 si propone ora di proseguire.

Il nuovo Astor 68 conferma anche il legame del gruppo con il mondo dell'arte e del design, già parte integrante dell'identità Bellini, e che trova qui un'ulteriore espressione nella collaborazione con un artista capace di muoversi tra istituzioni come Moco Museum, Palazzo Strozzi, Design Museum Gent, Nilufar, Faena Art, MAK Museum of Applied Arts, Christie's, Vitra Design Museum e W1 Curates. Non è un dettaglio marginale: scegliere un nome con un curriculum espositivo di questo livello significa voler associare il prodotto nautico a un linguaggio culturale riconosciuto ben oltre il settore della nautica.
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