Rapporto OsserMare 2026: la Blue Economy vale 224,9 miliardi e supera l'11% del PIL italiano

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08/07/2026 - 14:19

L'economia del mare continua a consolidare il proprio ruolo all'interno del sistema produttivo italiano. È quanto emerge dal XIV Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare 2026, presentato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell'ambito del Blue Forum 2026 e realizzato da OsserMare, Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere, Informare, Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network.

Secondo il Rapporto, la Blue Economy conta 253.599 imprese e 1.133.949 occupati, generando un valore aggiunto diretto di 78,9 miliardi di euro che, considerando gli effetti sull'intero sistema economico, raggiunge 224,9 miliardi di euro, equivalenti all'11,4% del PIL nazionale. Il valore aggiunto diretto cresce del 3,8%, a fronte del 2,1% registrato dall'economia italiana nel suo complesso, mentre l'occupazione aumenta del 4,2%, con un ritmo quasi triplo rispetto alla media nazionale. Rimane stabile anche l'effetto moltiplicatore della filiera: ogni euro prodotto dall'economia del mare ne attiva altri 1,8 nel resto dell'economia. L'analisi prende in esame l'intero ecosistema della Blue Economy, comprendendo cantieristica, pesca, trasporto marittimo di merci e passeggeri, turismo, servizi di alloggio e ristorazione, attività sportive e ricreative, estrazioni marine, ricerca e tutela ambientale. L'edizione 2026 introduce inoltre un approfondimento dedicato al capitale umano e alle competenze richieste alle imprese del settore nella transizione digitale e ambientale.

Dal punto di vista territoriale, la Liguria è la regione con la maggiore incidenza del valore aggiunto della Blue Economy sul totale dell'economia regionale, con il 14,4%, seguita da Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Sicilia e Lazio. Tra le province spiccano Trieste (21,4%), Livorno (19,4%), La Spezia (17,1%), Genova (16,2%), Rimini (12,7%) e Venezia (12,3%). Nel complesso, il Mezzogiorno concentra il 34,2% del valore aggiunto e quasi il 40% dell'occupazione dell'intero sistema mare italiano.

Il Rapporto dedica ampio spazio anche al tema delle competenze. Sebbene il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro continui a rappresentare una criticità, le imprese della Blue Economy mostrano una maggiore capacità di reperire figure professionali rispetto alla media nazionale. Le difficoltà risultano infatti inferiori sia per le competenze green, sia per quelle STEM e digitali, mentre restano più elevate per le competenze amministrativo-contabili e per alcune soft skill.

Nel corso della presentazione è stata inoltre annunciata la pubblicazione del Primo Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, realizzato in collaborazione con il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, che sarà presentato al Senato il prossimo 16 luglio.

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