SES Yachts lancia EPOQ 36, il gentleman’s yacht si rinnova in chiave contemporanea
SES Yachts lancia EPOQ 36, il gentleman’s yacht si rinnova in chiave contemporanea
C’è un filo sottile che lega gli eleganti gentleman’s yacht del passato alle esigenze degli armatori di oggi. SES Yachts ne propone una nuova rappresentazione con EPOQ 36, il primo modello di una nuova serie destinata a segnare l’evoluzione del cantiere turco dopo oltre cinquant’anni di attività. Il progetto nasce dalla collaborazione con Ocean Independence, Sturge & Toth per il design e Van Oossanen Naval Architects per l’architettura navale, con l’obiettivo di proporre non un esercizio di stile nostalgico, ma una nuova interpretazione di un classico della nautica.

Lungo 36 metri e caratterizzato da uno scafo dislocante in acciaio, EPOQ 36 prende ispirazione dalla Belle Époque, non per riproporne il linguaggio estetico, ma per trasferirne i valori di eleganza, cultura del mare e piacere della navigazione in uno yacht contemporaneo. L’idea è quella di rivolgersi a un armatore che ricerca autenticità, qualità costruttiva e comfort piuttosto che elementi pensati esclusivamente per stupire.
Anche il design segue questa filosofia. Lo studio Sturge & Toth ha ripreso alcuni richiami ai classici yacht britannici, reinterpretandoli attraverso proporzioni moderne, superfici pulite e linee essenziali. Gli spazi esterni sono progettati per vivere il mare con ritmi rilassati, privilegiando la convivialità e la permanenza all’ancora, mentre il salone principale utilizza arredi indipendenti che consentono una configurazione più flessibile degli ambienti. Gli interni combinano la tradizionale lavorazione del legno, da sempre uno dei punti di forza di SES Yachts, con materiali e tessuti contemporanei, lasciando ampio spazio alla personalizzazione anche nelle fasi avanzate della costruzione.

Fra gli elementi più caratterizzanti del progetto figura la vasca idromassaggio collocata sul sun deck. Il fondo in vetro si affaccia direttamente sulla zona pranzo esterna sottostante, trasformandosi in un lucernario che lascia filtrare luce naturale e riflessi dell’acqua. Grazie a una tecnologia a cristalli liquidi, il vetro può diventare trasparente oppure opaco, una soluzione che introduce innovazione senza alterare il carattere sobrio dell’imbarcazione.
Sotto il profilo tecnico, EPOQ 36 è stato sviluppato pensando soprattutto alla navigazione reale. Lo scafo dislocante è progettato per offrire affidabilità, semplicità gestionale ed efficienza nei lunghi trasferimenti. La propulsione impiega motori a basso regime di rotazione, scelti per garantire navigazione silenziosa e autonomie elevate, mentre gli impianti di bordo sono stati volutamente mantenuti essenziali per facilitare la manutenzione e ridurre la complessità operativa anche lontano dai principali centri di assistenza.

La configurazione del ponte inferiore è stata standardizzata per ottimizzare la qualità costruttiva, mantenendo però la possibilità di adattare numerosi dettagli alle richieste dell’armatore. Secondo il designer Benjamin Toth, ogni scelta progettuale è stata valutata partendo dall’utilizzo concreto dello yacht, privilegiando funzionalità e durata nel tempo rispetto a soluzioni dettate dalle mode.
A sostenere queste caratteristiche contribuisce anche il Fast Displacement Hull Form (FDHF) sviluppato da Van Oossanen Naval Architects. Questa architettura navale, dichiara lo studio olandese, combina l’efficienza tipica degli scafi dislocanti con alcune caratteristiche prestazionali delle carene semi-dislocanti, riducendo la resistenza all’avanzamento lungo tutto il campo di velocità. Il risultato, secondo i progettisti, è una maggiore efficienza nei consumi, una navigazione più confortevole e una migliore tenuta di mare, grazie anche alla riduzione del beccheggio.

©PressMare - riproduzione riservata


