Cantiere delle Marche: quattro explorer yacht, quattro interpretazioni dello stesso DNA progettuale

Cantiere delle Marche: quattro explorer yacht, quattro interpretazioni dello stesso DNA progettuale

Cantiere delle Marche: quattro explorer yacht, quattro interpretazioni dello stesso DNA progettuale

Superyacht

05/08/2026 - 10:00
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Quattro yacht costruiti nello stesso arco temporale, con dimensioni molto vicine tra loro, ma profondamente differenti nell’organizzazione degli spazi e nella filosofia d’impiego. È questo il filo conduttore che emerge analizzando le ultime consegne di Cantiere delle Marche: il Deep Blue 115 Octopus, il Nauta Air 108 Tartaruga, il Nauta Air 110 Ammonite e l’RJ102 Mon Coeur. Tutte unità comprese tra 31 e 35 metri che condividono gli stessi principi di robustezza strutturale, autonomia e capacità di navigazione oceanica, ma che interpretano in modo diverso il programma di crociera dei rispettivi armatori.

L’elemento che accomuna i quattro explorer non è tanto l’estetica, quanto il metodo progettuale. Il cantiere sottolinea come ogni layout, soluzione tecnica e distribuzione degli spazi sia stata sviluppata a partire dalle richieste dell’armatore piuttosto che da uno schema standardizzato. È un approccio che trova particolare riscontro nel confronto tra i due modelli Nauta Air: pur appartenendo alla stessa famiglia, il 108 e il 110 sono stati progettati per programmi di navigazione differenti e presentano organizzazioni interne sostanzialmente diverse.
L’RJ102 Mon Coeur rappresenta l’ingresso della serie RJ nella fascia dei 31 metri. Lunga 31,66 metri, è stata sviluppata insieme a Francesco Paszkowski mantenendo le proporzioni e il carattere delle unità maggiori della gamma. L’assenza del sun deck costituisce una delle caratteristiche più originali del progetto: le funzioni normalmente concentrate sul ponte superiore sono state integrate nell’upper deck, che ospita zona pranzo, prendisole, bar e jacuzzi. Gli interni, firmati da Giorgio M. Cassetta, sono stati concepiti per un utilizzo prolungato da parte di una coppia, con ampi spazi dedicati a un numero limitato di ospiti. Lo yacht può accogliere fino a nove persone in quattro cabine e dispone di un’autonomia superiore alle 4.000 miglia nautiche a 10 nodi grazie ai due Caterpillar C18 IMO Tier III e a una capacità carburante di 37.000 litri.

Il Nauta Air 108 Tartaruga, lungo 32,6 metri, porta invece la firma di Nauta Design sia per gli esterni sia per gli interni, mentre l’architettura navale è di Hydro Tec. La configurazione privilegia ambienti luminosi e continuità tra spazi interni ed esterni, con cinque cabine per dieci ospiti, suite armatoriale a prua del main deck e un ampio sun deck. Tra le dotazioni tecniche figura anche un sistema Dynamic Positioning, pensato per mantenere automaticamente la posizione dello yacht nelle aree dove l’ancoraggio è limitato. L’autonomia supera le 4.000 miglia nautiche alla velocità economica di 10 nodi.

Con una lunghezza di 33,1 metri, il Nauta Air 110 Ammonite condivide con Tartaruga la stessa piattaforma tecnica, lo stesso dislocamento, il medesimo impianto propulsivo e prestazioni analoghe, ma propone una distribuzione degli spazi differente. Il salone del ponte principale è dedicato esclusivamente all’area lounge, mentre sull’upper deck trovano posto una palestra e uno skylounge panoramico. Anche in questo caso l’autonomia supera le 4.000 miglia nautiche, confermando la vocazione oceanica della serie.

Il più grande dei quattro è il Deep Blue 115 Octopus, lungo 35 metri, nato dall’evoluzione del progetto Acala. Secondo il cantiere, l’interesse suscitato da quel primo explorer ha portato allo sviluppo di una vera famiglia di yacht, della quale fanno parte anche due Deep Blue 141 attualmente in costruzione con consegna prevista nel 2027 e nel 2028. Disegnato da Horacio Bozzo con interni di Giorgio M. Cassetta, Octopus mantiene gli elementi distintivi della gamma Deep Blue, tra cui la prua svasata, le grandi superfici vetrate e gli ampi spazi esterni con piscina nel pozzetto, beach platform e garage dedicato al tender. Grazie ai 45.600 litri di carburante raggiunge un’autonomia di 4.500 miglia nautiche a 10 nodi e può ospitare dieci persone in cinque cabine, assistite da un equipaggio di sette membri.

Il confronto finale tra le quattro unità evidenzia come, pur condividendo architettura navale Hydro Tec, motorizzazioni Caterpillar C18 IMO Tier III, velocità di crociera economica di 10 nodi e una filosofia costruttiva orientata alle lunghe navigazioni, ogni explorer yacht sia stato sviluppato con una propria identità progettuale. Una dimostrazione concreta dell’approccio semi-custom che caratterizza la produzione di Cantiere delle Marche.

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