Innovazione e materia: la partnership tra Supermateria e Tedx Forte dei Marmi 2026

Accessorio

25/08/2026 - 13:34
advertising

Innovazione, materia, artigianalità e capacità di trasformare ciò che sembra impossibile in qualcosa di concreto. È su questa affinità di valori che nasce la partnership tra Supermateria by Musilli e Tedx Forte dei Marmi 2026.

Nata dall’esperienza di Musilli nel mondo della falegnameria e degli interni su misura, Supermateria rappresenta la dimensione più creativa dell’azienda: un laboratorio di ricerca dedicato a superfici, texture e finiture artistiche pensate per yacht, residenze e progetti hospitality di lusso.

Ne abbiamo parlato con Francesco M. Musilli.

PressMare - Il tema del TEDx di quest’anno è “Dreams to Design”. Qual è il momento in cui un’idea smette di essere un sogno e diventa un progetto reale?

Francesco Musilli - Credo che la differenza stia nell’azione. Finché un progetto, un oggetto o un materiale rimangono soltanto nella nostra testa, sono un sogno. Nel momento in cui iniziamo a fare qualcosa per realizzarli, tra cui disegnarli, descriverli a qualcuno, studiarli, lavorarci o anche semplicemente cominciare a parlarne concretamente, quel sogno diventa un obiettivo.

Nel nostro settore questo passaggio è particolarmente evidente. Musilli realizza arredi e interni su misura di alta gamma, mentre con Supermateria by Musilli sviluppiamo pannelli, texture e finiture artistiche destinate all’arredo ed interni del mondo dello yachting, del residenziale e dell’hospitality di lusso.

Nel corso degli anni abbiamo creato arredi e interni che inizialmente potevano sembrare quasi impossibili, perché ogni progetto è diverso, unico e porta con sé nuove complessità.

La tecnica, però, trasforma l’impossibile in una sfida concreta. Non ci sono più sogni: ci sono obiettivi che mettono alla prova competenza, esperienza e creatività. Ed è proprio questo il tipo di sfida in cui siamo specializzati.

Francesco Musilli al Tdex Forte dei Marmi 2026

PM - Perché avete scelto di essere partner di Tedx Forte dei Marmi?

FM - Per Supermateria by Musilli Tedx Forte dei Marmi ha rappresentato un'opportunità particolare, difficile da ritrovare in altri format. Il networking è fondamentale per qualsiasi azienda: relazioni e contatti sono spesso importanti quanto il prodotto che si porta sul mercato. Ma non basta esserci, bisogna trovarsi nel luogo giusto e incontrare le persone giuste.

È proprio questo uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente dell’evento: un contesto selezionato, composto da aziende e persone interessanti per il nostro settore, che ha favorito conversazioni autentiche e occasioni di confronto concrete.

Essere partner ci ha inoltre permesso di presentare Supermateria in un ambiente rilassato ma allo stesso tempo elegante e di entrare in contatto con imprenditori e aziende che, probabilmente, in altri contesti sarebbe stato più difficile incontrare.

Tedx ha una caratteristica che trovo unica: riesce a creare rapidamente sintonia tra persone abituate a fare impresa e guardare oltre ciò che esiste già. C’è una sorta di linguaggio comune, alimentato dalla curiosità e dalla voglia di confrontarsi.

Supermateria nasce esattamente con lo stesso spirito: creare materiali, superfici e soluzioni capaci di uscire dagli schemi. Era quindi un contesto nel quale ci siamo riconosciuti immediatamente.

PM - Più la tecnologia diventa potente, più aumenta anche il valore delle competenze umane. Qual è una qualità che nessuna macchina riuscirà mai a sostituire nel vostro lavoro?

FM - La capacità di adattarsi agli imprevisti e di pensare fuori dagli schemi per trovare una soluzione.

Mi viene in mente un episodio accaduto durante uno dei nostri cantieri. Stavamo montando una creazione di falegnameria Musilli con finiture speciali di Supermateria particolarmente importante, uno degli ultimi elementi da installare, quando ci siamo accorti di un problema dimensionale dovuto a circostanze indipendenti dal nostro lavoro. Il progetto doveva essere completato e il tempo a disposizione era ormai pochissimo.

A quel punto l’esperienza dei nostri falegnami ha fatto la differenza. Abbiamo studiato una soluzione direttamente sul posto e modificato alcuni elementi utilizzando pialle, seghe a mano e altri strumenti. Era un intervento tecnicamente complesso, ma alla fine il risultato è stato perfetto e la modifica completamente invisibile.

È in situazioni come questa che emerge il valore dell’intelligenza umana. L'intelligenza Artificiale può mettere a disposizione una quantità straordinaria di informazioni e suggerire soluzioni, ma quando ci si trova davanti a un problema nuovo e non previsto dal “manuale”, entrano in gioco esperienza, intuizione e capacità di adattamento.

È qui che il sapere dei nostri artigiani e dei nostri project manager diventa insostituibile. La grande tradizione artigianale italiana nasce anche da questa capacità: trovare una strada dove apparentemente non c’è e trasformare un problema in una soluzione.

PM - Qual è il limite dell’industria tradizionale che avete deciso di sfidare quando avete creato Supermateria?

FM - Quando abbiamo iniziato a sviluppare quello che sarebbe diventato Supermateria by Musilli, quasi vent’anni fa, il mondo dell’arredo e dell’interior design ruotava prevalentemente intorno ad alcuni codici consolidati, in particolare legno e marmo.

Materiali straordinari, naturalmente, ma sentivamo il bisogno di introdurre un linguaggio differente, capace di rompere gli schemi senza perdere eleganza e raffinatezza.

Con Supermateria abbiamo cercato di fare proprio questo: interpretare la materia in una forma nuova, più creativa e sperimentale. L’idea di partenza era semplice ma ambiziosa: partire da materiali ispirati o derivati dalla natura e portarli nell’arredo e negli interni di lusso attraverso lavorazioni e combinazioni inedite.

Sono nate così superfici capaci di catturare lo sguardo e suscitare curiosità quando vengono osservate o toccate, mantenendo allo stesso tempo equilibrio, eleganza e unicità.

Ogni finitura ha un’identità e racconta qualcosa. Per arrivarci abbiamo sperimentato molto, commesso errori, cambiato direzione e sviluppato tecniche nuove. L’obiettivo è sempre stato creare finiture capaci di fondersi con l’arredo e con l’architettura degli interni, diventando parte integrante del progetto e non un semplice elemento decorativo.

PM - Nel vostro lavoro il fallimento è parte del processo. C’è un errore o un esperimento andato male che vi ha insegnato qualcosa di decisivo?

FM - La ricerca e sviluppo è una componente fondamentale di Supermateria by Musilli, perché innovare materiali e finiture è il cuore di ciò che facciamo.

Per questo credo che, quando si cerca realmente di creare qualcosa di nuovo, lo “sbaglio” assuma un significato diverso. Sperimentare significa muoversi in un territorio nel quale non esistono ancora regole precise. Un risultato inatteso, quindi, non è necessariamente un errore: può diventare un’informazione e, a volte, persino l’inizio di una nuova ricerca.

Molti dei nostri materiali sono nati proprio così. Da una reazione che non avevamo previsto, da una texture diversa da quella immaginata o da un risultato che, sulla carta, avremmo potuto considerare sbagliato.

Invece di eliminarlo immediatamente, abbiamo imparato a fermarci e osservarlo con occhi diversi. Ed è proprio in alcuni di questi momenti che abbiamo scoperto qualcosa di unico.

La casualità può portare verso intuizioni estremamente interessanti, ma bisogna essere capaci di riconoscerle. Per noi la vera sperimentazione è proprio questa: non limitarsi a seguire un percorso lineare verso un risultato già stabilito, ma essere disponibili ad ascoltare ciò che la materia stessa suggerisce.

PM - Esiste un materiale, una tecnologia o un’intuizione che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di progettare nei prossimi anni?

FM - Nel nostro settore bisogna continuare a inventare. Non possiamo fermarci o accontentarci di ciò che abbiamo già realizzato, perché una delle caratteristiche del vero lusso è proprio la capacità di sorprendere senza ripetersi.

Per noi la natura rimane una fonte inesauribile di idee. La materia è davanti ai nostri occhi: bisogna saperla osservare. Una texture, una venatura, una reazione chimica, una superficie o l’incontro tra materiali differenti possono suggerire possibilità completamente nuove.

Il punto non è soltanto trovare un materiale nuovo, ma capire come trattarlo, trasformarlo o combinarlo in un modo che ancora non è stato esplorato. La natura continua a sorprenderci proprio perché offre possibilità quasi infinite a chi è disposto a osservare con curiosità.

Quando, partendo da questa osservazione e dalla nostra creatività, riusciamo a sviluppare un materiale o una tecnica nuova, cambia anche il nostro modo di progettare. Non evolve soltanto la superficie: evolve il linguaggio con cui immaginiamo un ambiente e il modo in cui pensiamo gli spazi.

Per questo considero il nostro lavoro un processo in continuo sviluppo. Non esiste un punto di arrivo definitivo: ogni materiale che scopriamo e ogni progetto che realizziamo aprono inevitabilmente la strada al progetto successivo.

Rebecca Gabbi 

©PressMare - riproduzione riservata

advertising
PREVIOS POST
Al via per Bluegame la stagione di saloni nautici più ricca di sempre
NEXT POST
Sun, Sail and Sunscreens: una guida alla protezione solare per chi va per mare