S&S Swan. A Legend, torna il libro dedicato agli Swan di Sparkman & Stephens
S&S Swan. A Legend, torna il libro dedicato agli Swan di Sparkman & Stephens
A dieci anni dalla prima edizione torna Sparkman & Stephens Swan. A Legend, il volume curato da Matteo Salamon dedicato alle barche nate dall’incontro tra Sparkman & Stephens e Nautor’s Swan. In uscita il prossimo 5 novembre, la seconda edizione non è una semplice ristampa: mantiene integralmente il testo pubblicato nel 2016, ma passa da 288 a 404 pagine attraverso un importante ampliamento dell’apparato storico, fotografico e tecnico. Un lavoro che accompagna quello svolto da oltre venticinque anni dalla S&S Swan Association per conservare e condividere la conoscenza di una generazione di barche che appartiene ormai alla storia dello yachting.
Gli S&S Swan furono costruiti dal cantiere finlandese tra il 1967 e il 1989 su progetto dello studio newyorkese fondato nel 1929 da Olin e Rod Stephens. Sono yacht concepiti innanzitutto per navigare e regatare in altura, in anni nei quali affidabilità, qualità marine e capacità di affrontare condizioni difficili erano parte imprescindibile del progetto. Le loro linee, oggi immediatamente riconoscibili, hanno superato le mode e molti esemplari continuano a navigare e regatare dopo mezzo secolo. È attorno a queste barche che Matteo Salamon, armatore prima dello Swan 38 Only You, del 1976, e successivamente dello Swan 47 Vanessa, del 1985, ha creato oltre venticinque anni fa la S&S Swan Association, che oggi mette in contatto più di 600 armatori in oltre venti Paesi, diventando una rete attraverso la quale scambiare documentazione, informazioni tecniche ed esperienze di restauro e manutenzione.

Nella vicenda personale di Salamon c’è inoltre un punto d’incontro non banale tra la sua professione e la passione per gli Swan. Gallerista milanese specializzato nella pittura italiana antica e nel disegno, nel proprio lavoro è abituato a confrontarsi con temi quali l’autenticità, la provenienza, la ricerca documentaria e, soprattutto, il rispetto dell’originale quando si interviene per conservarlo. Trasferito alla nautica, questo metodo significa studiare come una barca sia stata progettata e costruita prima di restaurarla, distinguendo ciò che può essere aggiornato da quanto invece ne costituisce il carattere e l’identità. “Il mio approccio alla nautica è lo stesso che ho nel mondo dell’arte: rispetto incondizionato per l’opera, conoscenza profonda e interventi minimi”, spiega Salamon. È anche in questa prospettiva che va letto il lavoro della S&S Swan Association e, oggi, l’ampliamento del libro: non soltanto raccontare queste barche, ma raccogliere conoscenze che rischierebbero altrimenti di disperdersi con il passare delle generazioni.
Uno degli interventi più significativi della nuova edizione riguarda proprio le immagini. Le fotografie dedicate ai singoli modelli provengono ora dall’archivio di Bert Richner, uno dei fotografi che documentarono gli Swan negli anni in cui quelle barche erano fresche di varo. A custodire oggi l’archivio di Richner è James R. Taylor, a sua volta noto fotografo e profondo conoscitore di barche classiche. Le immagini sono state pubblicate senza restauri digitali, conservando anche i segni lasciati dal tempo. Una scelta che va oltre l’aspetto editoriale: recuperare e rendere nuovamente visibile il lavoro di Richner significa preservare insieme alla storia delle barche anche quella di chi le ha fotografate, mentre il lavoro di Taylor nel conservare quell’archivio restituisce valore a una documentazione che altrimenti rischierebbe di andare dispersa. È quindi un’operazione di cultura nautica che mette insieme la passione per gli S&S Swan e quella per la fotografia di due autori appartenenti a generazioni diverse.
L’altra novità di particolare interesse riguarda la documentazione progettuale. Con l’autorizzazione del Mystic Seaport Museum, che conserva l’archivio originale di Sparkman & Stephens Inc., vengono pubblicati per la prima volta i Plan Lists relativi agli S&S Swan, gli indici dei disegni originali compilati e aggiornati nello studio newyorkese per oltre trent’anni da Howard Pierce, l’archivista di Sparkman & Stephens. I Plan Lists hanno anche un'utilità concreta per chi oggi possiede o restaura queste barche: permettono di identificare il disegno originale di interesse e di richiederne copia al Mystic Seaport Museum. Un patrimonio rimasto accessibile grazie alla scelta di Olin J. Stephens di affidare al museo l’archivio dello studio affinché potesse essere conservato e consultato nel tempo.
A questo materiale si aggiungono tre capitoli inediti. Alan Gilbert, per ventisette anni Chief Engineer di Sparkman & Stephens a New York e testimone diretto dell’epoca nella quale queste barche furono progettate, firma con la collaborazione di Juan Corradi The Special and Desirable Characteristics of Classic Swans as Offshore Yachts, dedicato alle soluzioni progettuali e costruttive che stanno alla base della robustezza, della sicurezza e delle qualità marine degli S&S Swan. Il noto sail designer Guido Cavalazzi affronta invece i piani velici originali e la loro evoluzione, mentre Salamon raccoglie in un nuovo capitolo quanto emerso in oltre venticinque anni di confronto con ex tecnici Nautor, restauratori, armatori e specialisti, mettendo ordine nelle peculiarità costruttive delle diverse barche e negli interventi necessari per conservarle il più possibile fedeli al progetto originario.

È quest’ultimo aspetto a rendere oggi il volume particolarmente interessante. Gli S&S Swan stanno raggiungendo un’età nella quale il semplice mantenimento dell’efficienza non è più sufficiente: prima di intervenire occorre conoscere materiali, tecniche costruttive e soluzioni adottate all’origine, soprattutto perché alcune competenze appartengono a persone che hanno lavorato direttamente su quelle barche e rischiano inevitabilmente di perdersi. Sparkman & Stephens Swan. A Legend prova quindi a fissare sulla carta una parte di questa memoria tecnica, integrandola con quella progettuale e fotografica.
La nuova edizione raccoglie complessivamente 404 pagine, 203 tra disegni, piani e documenti originali, 162 imbarcazioni illustrate e 68 S&S Swan presentati con tavole dedicate. Anche l’impostazione grafica del volume del 2016 è stata mantenuta, mentre la copertina è realizzata in brossura, tela e alluminio.
Giuliano Luzzatto
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