Azimut Yachts e Assets Group: alle Maldive gli yacht entrano nei resort creando un nuovo potenziale modello di lusso

Superyacht

16/09/2026 - 19:24
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Una flotta di 18 yacht Azimut dedicata, un nuovo Service Centre a Malè e un progetto che punta a trasformare la navigazione in parte integrante dell’esperienza di soggiorno di lusso. È questo il risultato dell’accordo siglato tra Assets Group, sviluppatore globale di destinazioni ed itinerari su misura, e Azimut Yachts, brand leader nella produzione di yacht congiuntamente ad Azimut\Benetti Group.

L’intesa è stata ufficializzata il 13 settembre all’interno della rinomata cornice del Cannes Yachting Festival, a bordo del Grande 44M, l’ammiraglia della linea che ha fatto il suo debutto mondiale proprio in occasione del salone. Al centro dell’operazione c’è una flotta dedicata di 18 yacht che saranno destinati agli ospiti di due resort di ultra-lusso maldiviani: il Waldorf Astoria Maldives Ithaafushi e il Rosewood Ranfaru Maldives.

La differenza rispetto al tradizionale business della nautica risiede soprattutto nella destinazione d’uso finale delle imbarcazioni, gli yacht non vengono concepiti semplicemente come beni acquistati da un armatore o come unità da inserire nel charter tradizionale, ma tramite questa operazione entrano direttamente all’interno dell’offerta dei resort diventando parte dell’esperienza proposta agli ospiti.

Questo passaggio si inserisce in una convergenza tra nautica e hospitality di lusso che è già in corso e che negli ultimi anni ha visto diversi brand alberghieri sviluppare la propria presenza in mare. Azimut, peraltro non è nuova al mondo del charter, infatti nel 2024 il brand ha lanciato l’Azimut Charter Club, pensato per offrire esperienze di charter a bordo di yacht Azimut attraverso una rete di dealer e partner. Questa partnership maldiviana segue però una strada diversa, non si limita a facilitare l’accesso al charter, ma porta il prodotto nautico direttamente dentro l’offerta dell’operatore hospitality.  Lo yacht diventa quindi un componente del soggiorno al pari della villa, dei ristoranti o delle attività disponibili all’interno della specifica destinazione.

È proprio questo aspetto a rendere l’operazione interessante anche dal punto di vista industriale, per Azimut infatti significa utilizzare il prodotto attraverso un canale che va altre alla vendita tradizionale e il charter rivolto direttamente al consumatore. In questo modo il marchio entra così nell’esperienza del cliente attraverso un canale completamente diverso da quello tradizionalmente utilizzato per la vendita o il charter.

Marco Valle, CEO di Azimut\Benetti Group, ha del resto indicato nell’accordo un’espansione del modello di business verso nuovi canali di distribuzione oltre ad un’opportunità di rafforzare il posizionamento di Azimut nell’ultra-luxury hospitality.

Alle Maldive questa formula trova un contesto particolarmente favorevole. In un arcipelago nel quale il mare rappresenta il principale elemento di connessione tra le isole, la disponibilità di una flotta dedicata permette di trasformare gli spostamenti in un’esperienza privata e personalizzata, estendendo il soggiorno oltre i confini fisici del resort.

Delle 18 imbarcazioni previste, 15 appartengono alla linea Magellano, la serie Azimut emblema dell’anima cruising ed esplorazione. La flotta sarà affiancata da un nuovo Azimut Service Centre a Malè, che garantirà assistenza locale con il supporto del team italiano del brand e di Azimut Yachts Maldives powered by Elite Yachts.

Per Assets Group l’operazione si inserisce nella strategia di sviluppo dei propri resort nell’Oceano Indiano, mentre per Azimut rappresenta invece un test su una strada diversa da quella intrapresa da alcuni grandi brand dell’hospitality. Mentre realtà come Four Seasons e Ritz-Carlton hanno costruito proprie piattaforme dedicate allo yachting, il gruppo italiano porta i propri yacht all’interno di un’offerta alberghiera già esistente. La direzione è opposta, ma il punto di arrivo è simile, fare del mare un’estensione dell’esperienza di lusso.

È proprio qui che l’accordo potrebbe assumere un significato ancora più ampio per la nautica. Non è ancora possibile definirlo un vero game changer, ma l’operazione è interessante in quanto mostra un’altra possibile direzione per i cantieri, quella di utilizzare l’hospitality come canale attraverso cui portare il proprio prodotto direttamente al cliente finale. Se la formula maldiviana dovesse funzionare, resort e gruppi alberghieri potrebbero avere un nuovo strumento per arricchire la propria offerta, mentre i cantieri potrebbero raggiungere una platea più ampia senza affidarsi esclusivamente alla vendita diretta o al charter tradizionale.

Per ora la sperimentazione parte da 18 Azimut yachts e due resort, ma la vera partita sarà capire se questo modello resterà un’operazione legata alle Maldive o se potrà diventare una forma replicabile in altre destinazioni, rendendo il confine tra yachting ed hospitality sempre più sottile.


 

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