TISG replica sul caso CMR
TISG replica sul caso CMR: contestazioni per 7,48 milioni
The Italian Sea Group interviene sul caso CMR Group e contesta quella che definisce una ricostruzione "a senso unico" della crisi del fornitore. In una lettera ai commissari giudiziali Niccolò Abriani, Riccardo Forgeschi e Manuela Olastri, TISG richiama denunce ed esposti presentati alla magistratura e quantifica in circa 7,48 milioni di euro le operazioni contestate nei rapporti con CMR. La società sostiene che la vicenda del fornitore non dimostri, da sola, una responsabilità della committente nella crisi del cantiere.
La presa di posizione segue le notizie sulla liquidazione giudiziale di CMR e sulle ricadute occupazionali. NoiTV riferisce che l’azienda, descritta come operativa in regime di monocommittenza per TISG, contava 133 dipendenti a inizio anno e ne manterrebbe oggi poco più di cinquanta. Il servizio riporta anche le denunce sindacali sui contributi non versati. TISG contesta che la liquidazione possa essere presentata come il primo fallimento prodotto dalla crisi del cantiere e sottolinea che il dato occupazionale indica una riduzione già avvenuta nel corso dell’anno.
Nella propria ricostruzione, TISG richiama la relazione KPMG del 22 luglio, le denunce del 26 marzo e del 5 maggio e una memoria depositata alla Procura di Genova il 23 agosto. Secondo la società, CMR attraversava difficoltà già nell’autunno 2025, dopo il blocco degli anticipi da parte del factor e quando mancavano risorse per stipendi e oneri. TISG colloca queste criticità prima della scoperta dei fatti interni contestati e dell’avvio delle procedure di crisi. La cronologia resta quella proposta dall’azienda, da confrontare con gli atti e con le altre ricostruzioni.
La lettera concentra l’attenzione sui rapporti con gli ex dirigenti TISG Filippo Menchelli, Marco Carniani, Marco Figara e Francesca Marchetti. Secondo la società, il 26 novembre e il 10 dicembre 2025 CMR ricevette complessivamente 750.000 euro senza ordini, lavorazioni verificabili né autorizzazione dell’amministratore delegato. TISG afferma che le somme avrebbero dovuto sostenere stipendi e obblighi fiscali e chiede di chiarirne la destinazione, anche alla luce delle contestazioni sindacali sui contributi che sarebbero mancati già da gennaio.
Tra gli elementi citati compare una chat del 25 novembre attribuita all’ex direttore finanziario Marco Carniani: "Il problema è il DURC ma glielo farò falsificare". L’amministratore delegato Giovanni Costantino precisa nella lettera di non sapere se il proposito sia stato attuato. La frase, come le altre circostanze riportate da TISG, non dimostra da sola che il documento sia stato falsificato.
La cifra di circa 7,48 milioni comprende, secondo la società, 1,562 milioni di pagamenti ritenuti eccedenti rispetto alle attività svolte, 2,203 milioni di fatture senza ordini o stati di avanzamento, 2,415 milioni di ordini considerati fuori procedura e 553.000 euro di ulteriori fatture prive di ordine e verifica delle lavorazioni. Con i 750.000 euro di anticipi, TISG arriva al totale indicato. Si tratta del valore delle operazioni contestate dall’azienda, non di un danno accertato in sede giudiziaria.
La lettera menziona inoltre un presunto divieto di rivolgersi direttamente a Costantino e l’assunzione di tre figli di dipendenti TISG incaricati dei controlli. Uno, secondo la ricostruzione aziendale, avrebbe ricevuto compensi senza lavorare. TISG rimette anche questi elementi agli accertamenti della magistratura. La società sostiene che CMR avesse una propria organizzazione, negoziasse le ore, fatturasse gli extra e ritirasse il personale quando riteneva di non essere pagata.
TISG chiede a CGIL e FIOM-CGIL "serietà", alla stampa verifiche e ai commissari giudiziali tutela della procedura. La società afferma che il cantiere lavora e che le commesse 606 e 614 avanzano verso la consegna. Avverte inoltre che alimentare sfiducia mentre gli investitori valutano le offerte può mettere a rischio il valore aziendale, con possibili conseguenze per lavoratori e creditori. Dopo aver ricevuto undici offerte non vincolanti, TISG ha fissato al 19 ottobre il termine per quelle vincolanti.
La priorità indicata dalla società resta la continuità aziendale, con la tutela del lavoro, delle commesse e dell’indotto, degli interessi dei creditori e delle condizioni per il rilancio del cantiere. La liquidazione giudiziale di CMR e le sue ricadute occupazionali restano distinte dalle contestazioni di TISG sui rapporti con il fornitore e sugli ex dirigenti. Gli accertamenti spettano alla magistratura. Anche commissari giudiziali, creditori, potenziali investitori e stampa attendono gli sviluppi della vicenda.
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