Galileo è una linea di megayacht di 82 metri in acciaio e alluminio attualmente in costruzione da TISG
TISG, due strade per il futuro dei cantieri: Azimut Benetti punta sulla ripartenza, SRI Global sul rilancio dei marchi
Per The Italian Sea Group la partita non si gioca soltanto sul prezzo. Le due offerte vincolanti per l’intero complesso aziendale, quella di Azimut Benetti e quella di SRI Global, indicano due modi diversi di intendere il futuro dei cantieri: integrare le strutture in un gruppo già consolidato oppure rilanciare da capo i marchi storici. A rendere più nitido il quadro è un articolo di Raoul de Forcade sul Sole 24 Ore, che ricostruisce il piano con cui il gruppo guidato da Giovanna Vitelli intenderebbe rilevare le attività di TISG, la società fondata da Giovanni Costantino e oggi in concordato preventivo. L’articolo conferma l’identità dei due soggetti interessati all’intero perimetro, dopo le anticipazioni pubblicate da PressMare il 20 ottobre sull’offerta di SRI Global, valutata circa 260 milioni di euro, e la conferma arrivata ieri da Baglietto sul proprio interesse per il cantiere della Spezia.
Secondo il quotidiano economico, il progetto di Azimut Benetti si articolerebbe in due fasi. La prima prevede il riavvio immediato della produzione, con priorità alle commesse in portafoglio, agli armatori che hanno imbarcazioni in costruzione e ai dipendenti, indotto compreso. A favorirlo sarebbe una filiera già radicata sul territorio: circa l’85% dei fornitori di TISG lavora anche con Azimut Benetti, e il 70% del volume d’affari di Azimut, Benetti e Lusben, la divisione dedicata al refit, si sviluppa in Toscana. Una sovrapposizione che ridurrebbe i tempi di riorganizzazione delle forniture e di ripartenza delle commesse. La seconda fase, di più lungo periodo, punta all’espansione nelle grandi imbarcazioni custom, segmento in cui Benetti è già presente con una produzione consolidata, e al rafforzamento del refit attraverso Lusben. Le strutture produttive verrebbero specializzate: a Marina di Carrara le nuove costruzioni custom di grandi dimensioni, alla Spezia il refit affidato a Lusben, mentre a Terni resterebbe operativa la falegnameria Celi, dedicata ad allestimenti e arredi. Sul piano finanziario, Azimut Benetti dispone di oltre 500 milioni di euro di cassa propria e di un portafoglio ordini da circa 3 miliardi al 31 agosto, risorse che consentirebbero di sostenere acquisizione e sviluppo senza ricorrere a finanziamenti esterni.
Diversa l’impostazione di SRI Global Limited, holding riconducibile a Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, la cui offerta era stata anticipata da T24. I circa 260 milioni comprenderebbero sia le risorse per l’acquisizione degli asset sia quelle per il rilancio industriale, ma la ripartizione tra le due voci non è stata resa nota, e proprio questo dato sarebbe essenziale per misurare l’impegno economico destinato alla ripresa produttiva. Il progetto riguarda l’intero perimetro TISG, con Marina di Carrara, La Spezia e la falegnameria Celi di Terni, e l’assorbimento dei 485 dipendenti. Un ruolo centrale spetterebbe a Vincenzo Poerio, manager di lunga esperienza nei grandi yacht, già amministratore delegato di Benetti e oggi CEO di Tankoa Yachts.
È qui che le due operazioni divergono davvero. SRI Global dovrebbe investire non solo nelle strutture e nel completamento delle commesse, ma anche nel riposizionamento di Admiral, Perini Navi, Picchiotti e Tecnomar: un patrimonio di storia e competenze tecniche il cui recupero richiederebbe di ricostruire innanzi tutto la fiducia degli armatori ma anche dei broker che devono vendere le barche. Azimut Benetti porterebbe invece in dote marchi già affermati, una rete commerciale strutturata e che va a mille, e un’organizzazione industriale operativa, per cui TISG rappresenterebbe soprattutto un ampliamento della capacità produttiva. Il primo modello potrebbe preservare identità importanti per la cantieristica italiana e un’offerta differenziata, il secondo promette sinergie immediate su approvvigionamenti, organizzazione e continuità delle commesse. La differenza si riflette anche sul piano economico: secondo quanto risulta a PressMare, l’offerta di Azimut Benetti sarebbe sensibilmente inferiore a quella di SRI Global, ma i due importi non sono omogenei, perché la cifra di SRI comprende il budget destinato al rilancio di TISG e dei suoi marchi, che il piano di Azimut Benetti, fondato su insegne già affermate, non richiederebbe nella stessa misura. Detratta quella quota, la distanza potrebbe ridursi in modo considerevole, anche se finché non sarà nota la ripartizione dei 260 milioni il confronto resta una stima.
Le conseguenze della scelta vanno oltre il perimetro societario. I fornitori di carpenteria, impiantistica, propulsione, elettronica e allestimenti hanno bisogno di continuità produttiva, certezza dei pagamenti e un portafoglio ordini credibile; resta da chiarire come verrebbero gestite le posizioni creditorie pregresse. Gli armatori con una nave in costruzione cercano un interlocutore in grado di garantire consegna, rispetto delle specifiche e assistenza post-vendita, mentre per i nuovi clienti la solidità del costruttore pesa direttamente su commesse da diverse decine di milioni. Quanto ai lavoratori, il mantenimento dei livelli occupazionali dichiarato nelle offerte è soltanto un punto di partenza: la tenuta dell’occupazione dipenderà dalla capacità dell’acquirente di garantire carichi di lavoro stabili nel medio e lungo periodo.
Le prime reazioni delle organizzazioni sindacali contribuiscono a delineare le differenze tra i due progetti. Dopo aver incontrato prima Vincenzo Poerio, per SRI Global, e poi Marco Valle, CEO di Azimut Benetti, i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno espresso un giudizio particolarmente positivo sul piano di quest’ultimo. Come riportato il 21 ottobre da Blue Economy, Bruno Casotti, Umberto Faita e Giacomo Saisi ne hanno sottolineato la concretezza: avvio immediato di nuove costruzioni a marchio Benetti e delle attività di refit Lusben, con una prospettiva di saturazione produttiva dei cantieri per i prossimi cinque anni. Una valutazione coerente con quanto le stesse sigle chiedevano nei giorni precedenti, cioè evitare lo smembramento di TISG e privilegiare progetti in grado di garantire, oltre ai posti di lavoro, commesse, investimenti e continuità industriale. Dalle dichiarazioni pubbliche finora disponibili non emerge una preferenza formale per uno dei due acquirenti dell’intero gruppo, ma l’apprezzamento per il progetto Azimut Benetti è un segnale che pesa nel clima in cui maturerà la decisione.
Le offerte vincolanti arrivate entro il 19 ottobre sono cinque: due per l’intero complesso e tre per singoli asset. Tra queste ultime c’è quella di Sanlorenzo, tramite Polo Nautico Carrara, per il cantiere della Spezia, a cui si affianca quella di Baglietto, confermata ieri dal costruttore a BOATPro di Boat International. Secondo quanto riferito in precedenza da T24, anche Fincantieri sarebbe interessata allo stabilimento spezzino. La selezione spetta al consiglio di amministrazione di TISG, affiancato dagli advisor Meti Corporate Finance e KPMG Advisory e sotto la supervisione dei commissari giudiziali, e dovrà pesare il prezzo insieme alle risorse effettivamente destinate alla ripartenza, alla sostenibilità dei piani, alle garanzie per gli armatori e alle prospettive occupazionali. Più che sulla cifra nominale, la scelta si giocherà sulla credibilità del progetto industriale e sulla solidità delle garanzie che lo accompagnano.
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