Callegari al Monaco Yacht Show accelera il rilancio
Il rilancio dello storico marchio Callegari, avviato dal gruppo Recchia di cui fa parte anche Aviorec, società che realizza componenti aerospaziali in carbonio, ha avuto un momento importante al recente Monaco Yacht Show, dove il produttore di maxi rib ha esposto il nuovo Callegari 48 full carbon.
A Port Hercule Press Mare ha intervistato il sales manager di Callegari, Giampaolo Capponi.
PM - Siete a Monaco con una barca importante, l’ammiraglia già vista a Cannes e a cui dovrebbero seguire anche gommoni della stessa linea ma più piccoli. Come mai questa scelta?
GC - Dovevamo ripartire con il brand Callegari, che per anni è stato il riferimento della nautica tubolare, dei gommoni. Pensiamo che il marchio è nato nel 1906, l'azienda ha poi iniziato a produrre i primi gommoni negli anni Settanta, quindi, insieme a Zodiac in Francia, è stata il leader del settore. Oggi chi ha acquisito Callegari è un gruppo industriale che lavora con materiali compositi, costruendo pale per gli elicotteri e altri componenti. La ‘mamma’, chiamiamola così, è la Aviorec che ha trasmesso questa influenza, questo DNA costruttivo del materiale composito. Quindi la scelta è stata di ripartire con un nuovo prodotto e da un'imbarcazione che avesse contenuti grandi, importanti, e il materiale di costruzione è proprio una caratteristica del cantiere.

PM – Quindi anche i prossimi modelli saranno realizzati in carbonio?
GC – Sì, per avere efficienza totale e fare leva su economie, di scala e di produzione. Pensiamo che un 48 piedi come questo ha un peso complessivo fra scafo, coperta e hardtop intorno ai 3500 kg e, completo di tutto, resta intorno alle 10 tonnellate. Questo ci consente di avere delle ottime performance anche solo con due motori da 600 cavalli, che ci fanno viaggiare a velocità di crociera di 36-37 nodi e arrivare a una massima di 47 nodi: in pratica siamo pari ad altri competitor, che però hanno tripla o anche quadrupla motorizzazione. Questo infine porta anche a dei consumi ridotti e costi di gestione minori.
PM – Qual è la filosofia del cantiere?
GC - Questo 48 la esprime bene, per le scelte estetiche e di design che sono state fatte. L’idea è proprio quello di proporre un mezzo elegante, spazioso, che non vuole confondersi con modelli di tipo militare o sportivo. Gli spazi esterni sono molto generosi e ancora più quelli interni, dove abbiamo due cabine, una matrimoniale a prua e due letti a poppa con letti grandi, oltre a un bagno e un locale doccia separati. La priorità, quindi, è offrire comfort e la vivibilità di bordo

PM - Voi avete presentato il 48 già a Cannes, che riscontri avete avuto lì e a Monaco?
GC - Siamo molto soddisfatti perché abbiamo avuto già contratti firmati. In pratica abbiamo abbracciato due tipologie di utenti: innanzitutto quegli armatori che per scelta cercano gommoni con questi spazi e poi gli armatori delle navi da diporto che vogliono una chase boat elegante ma con l'elemento in più delle cabine, che diano vivibilità per il comandante e l'equipaggio. Questo chiaramente porta dei grandi benefici sui megayacht perché si ricava ancora più spazio per le cabine degli ospiti.
PM - Parlando invece dei prossimi prodotti in uscita, su cosa state lavorando?
GC - Innanzitutto diciamo che per il 48 per il 2027 abbiamo una previsione di avere quattro unità in acqua, vendute. Poi stiamo completando il nuovo 7 metri, modello entry level, il 9 metri e il nuovo 11 metri della serie T, il tender technical. La gamma poi si completerà con il 13 metri e il 20 metri, quindi sei modelli in totale.

PM – E per le misure più piccole?
GC – Per quel segmento abbiamo fatto l'acquisizione di Geniuss, che è specializzata nei tender più piccoli fino a 4,20 metri e anche lì andremo a portare il nostro know-how e la nostra tecnologia. Così beneficeremo del brevetto Geniuss, che porta il motore dentro al tender: insieme alla leggerezza del materiale composito forma un’abbinata perfetta.
Riccardo Masnata
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