Videoworks vede premiata la strategia di internazionalizzazione e guarda al refit

Servizio

06/11/2026 - 11:50

All’ultimo Monaco Yacht Show Press Mare ha intervistato Maurizio Minossi, CEO di Videoworks, azienda anconetana leader nel settore della progettazione e installazione di tecnologie audio-video, sistemi di entertainment, illuminazione e soluzioni IT a bordo degli yacht.

PM – Facciamo una fotografia oggi dell'azienda e della sua presenza al Monaco Yacht Show

MM - Partiamo con una valutazione che ci fa molto piacere: sui circa centodieci superyachts che sono in esposizione a Montecarlo, ben ventidue hanno installate a bordo nostre tecnologie e soluzioni.

PM – E’ un record per voi questo?

MM - Dipende anche dalle contingenze e dagli anni, però è una base di partenza sostanziale per dire che comunque l'azienda, a nostro avviso, ha iniziato un percorso di internazionalizzazione in modo corretto. Noi siamo nati, e fondamentalmente a livello di proprietà restiamo, un'azienda italiana, però oggi ci proponiamo nel mondo dei superyachts a livello globale, grazie anche alle nostre società controllate negli Stati Uniti e in Olanda.

 

PM – Come funziona la commissione degli ordini nel segmento superyachts per un’azienda come la vostra?

MM - Dipende molto dalle modalità che utilizza l'armatore, soprattutto sulle barche più grandi: in genere arriva già con un pacchetto progettuale di specifiche e di disegni già predeterminato.

PM – Da chi?

MM - Sui prodotti bespoke l'armatore, che per definizione è già di suo un bravo imprenditore, è sempre seguito da consulenti e broker molto professionali. Prima di tutto mette insieme il team dedicato al design, degli esterni e degli interni, e tutta la parte di project management. Fatta questa prima valutazione, poi decide dove andare a costruire la nave: in Italia, sul Tirreno o in Adriatico, in Turchia, in Olanda ecc. Per noi come azienda l'idea è quella di essere presenti in tutti i principali poli costruttivi ed essere un interlocutore a livello globale, quindi intercettare queste opportunità fin dall'inizio.

PM – Su questo aspetto siete partiti molto in anticipo, aprendo anni fa la prima controllata in Olanda: si può dire che ci avevate visto lungo

MM - Sì esatto, siamo partiti con l'Olanda, poi gli Stati Uniti e per terzo il mercato turco. Adesso il passaggio successivo è quello di essere un player con esperienza e propositività anche nel mondo del refit e dare servizi agli yacht già in navigazione: parliamo di gestione del traffico Internet, servizi di manutenzione, gestione della sicurezza ecc. Vogliamo essere un operatore che non solo è partner del cantiere nella fase di costruzione, ma che riesce a seguire le barche anche dopo la consegna.

 

PM - Voi fornite un'ampia gamma di servizi oramai, quali sono quelli più richiesti e più interessanti in prospettiva futura? 

MM - In termini di volumi il servizio più importante è sicuramente il supporto tecnologico e la connessione a Internet. Per quanto ci siano grandi operatori leader di mercato, come Starlink, secondo me c'è spazio per un'azienda che eroga servizi differenti come la nostra. A mio avviso oggi per una nave, esclusi i problemi di sicurezza di passaggeri ed equipaggio, la mancanza di Internet è il problema principale, anche più dei problemi a motori o timoneria.

PM – E la cybersecurity?

MM – Questo tipo di supporto sta diventando sempre più importante. Le navi da diporto innanzitutto vogliono un assesment completo del loro stato dell'arte, soprattutto su sistemi non fatti da noi, attraverso penetration test e altre prove che noi facciamo per valutare la sicurezza delle reti a bordo. Quando poi troviamo vulnerabilità o aspetti da sistemare cerchiamo di innalzare i livelli di cybersecurity.

PM - Dal punto di vista dei segmenti di mercato quali sono quelli più interessanti?

MM - Sicuramente le barche di alluminio seriali da 50 metri, che in genere si basano su una piattaforma nautica, ma anche di allestimento interno, piuttosto omogenea.

 

PM - Sono anche quelle che vi danno forse più soddisfazione dal punto di vista dei margini?

MM – Dipende, perché il margine finale si valuta dopo la garanzia e noi siamo un'azienda che fornisce 12-24 mesi di garanzia, quindi è molto importante dare supporto anche dopo l'avvenuta installazione.

PM - Parlando di nuove tecnologie e attività di ricerca e sviluppo, quanto viene gestito internamente e quanto invece con partner esterni con cui collaborate?

MM - Noi come scelta operativa strategica abbiamo deciso di tenere all'interno dell'azienda tutta la parte di sviluppo applicativo software. Anche i progetti su cui stiamo lavorando ora con uso di IA sono frutto del nostro lavoro: abbiamo partner scientifici, come l'università di Pisa, che ci guidano nella parte scientifico-algoritmica ma lo sviluppo è nostro.

PM – Immaginiamo che tenderete a mantenere questo controllo

MM - Sì, assolutamente, soprattutto l'IA diventa un aspetto centrale e resta sotto controllo nostro. In questo salone invece abbiamo un partner giapponese, Coton, azienda di sound design, con cui abbiamo presentato una nuova collaborazione dedicata all’integrazione del suono nel progetto degli yacht, attraverso l’Immersive Audio Experience. E’ una soluzione che porta l’audio oltre la dimensione dell’ascolto, rendendolo parte integrante dell’ambiente e della sua atmosfera.

PM - Che tipo di riscontri avete avuto al Monaco Yacht Show?

MM – E’ un salone che secondo me ha confermato due tendenze specifiche. Innanzitutto una domanda ancora robusta soprattutto per i superyacht di taglia grande, diciamo sopra i 500 GT, su cui abbiamo ancora diversi progetti in build con consegne attorno al 2031-2032.

PM - E l’altra?

MM – La seconda sono le numerose richieste di contatti per attività di refit. Si tratta di cantieri che, a differenza del new build che ormai è focalizzato fondamentalmente sulle tre grandi aree Italia-Olanda-Turchia, hanno una collocazione geografica più varia. C'è naturalmente tutta la cintura mediterranea ma anche diversi operatori che stanno lavorando bene a Dubai, Abu Dhabi ecc.

Riccardo Masnata

©PressMare - riproduzione riservata

PREVIOS POST
Papillon Milano 1990: dagli eventi agli yacht, il lusso dell’ospitalità si costruisce prima del servizio
NEXT POST
Associazione Italiana Skipper a Pisa: nuovo titolo UD2C, contratti e confronto diretto con il charter