Yachting, la qualità come infrastruttura del mercato

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Da ISYBA
22/02/2026 - 18:54

È stato un confronto concreto, tecnico e strategico quello promosso da ISYBA con il convegno “Il valore del confronto”, ospitato al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo di Roma. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati progettisti, rappresentanti della cantieristica, comandanti di superyacht, armatori, esperti di compliance e istituzioni, chiamati a discutere in modo operativo dei fattori che incidono direttamente sulla qualità delle transazioni nel mercato dello yachting.

Dal dibattito è emersa con chiarezza la consapevolezza che il comparto stia attraversando una fase di crescente maturità, in cui la complessità tecnica, industriale e normativa richiede standard più elevati e un presidio professionale sempre più strutturato. Il confronto ha evidenziato come la qualità non sia un elemento accessorio, ma una vera infrastruttura del mercato: nasce a monte, nella progettazione, si consolida nella costruzione, si misura nella gestione operativa e si riflette nella trasparenza delle compravendite, nella tutela del valore dell’imbarcazione nel tempo e nella sua rivendibilità.

In questo scenario, il broker nautico è stato riconosciuto come lo snodo professionale che connette le esigenze del cliente, le competenze tecniche e il quadro normativo, contribuendo a ridurre le aree di ambiguità, ad aumentare l’affidabilità delle informazioni e a costruire condizioni di mercato più solide. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’ISYBA, Massimo Malaspina, che ha richiamato l’obiettivo di qualificare l’intero mercato attraverso standard professionali più elevati: «Il nostro obiettivo non è soltanto rappresentare una categoria, ma contribuire a qualificare l’intero mercato. Non possiamo più permetterci l’improvvisazione o l’opacità: la credibilità del comparto passa attraverso professionalità riconoscibili, procedure chiare e responsabilità ben definite». Malaspina ha inoltre sottolineato il valore del confronto come strumento per costruire un linguaggio comune tra progettisti, cantieri, comandanti, armatori e istituzioni, riducendo le aree di ambiguità che possono generare contenziosi o perdita di valore.

Il convegno ha messo al centro la necessità di ricomporre l’intera filiera, dal momento in cui un’unità viene concepita e progettata fino a quando viene costruita, venduta, gestita e utilizzata in mare. È infatti emerso che la qualità, la tutela delle parti e la sicurezza non dipendono mai da un solo attore, ma dalla coerenza dell’intero percorso.

Nel corso della mattinata, il convegno ha sviluppato un percorso tematico dedicato ai principali fattori che incidono sul valore dell’imbarcazione e sull’affidabilità delle transazioni. La sessione dei progettisti, con Giovanni Ceccarelli (Ceccarelli Yacht Design), Alessandro Nazareth (Vallicelli Design), Marco Amadio (architetto e yacht designer) e Franco Gnessi (Dynaship Yacht Design), ha messo in evidenza come l’affidabilità e il valore nascano davvero “a monte”: engineering, pesi, impiantistica, prestazioni reali, vincoli normativi e limiti d’impiego devono essere chiariti fin dall’inizio per rendere la trattativa più trasparente e proteggere tutte le parti. Anche sul tema della sostenibilità è emersa una linea netta: non slogan, ma scelte misurabili, integrate nel progetto con trade-off espliciti e calibrate non solo sulle caratteristiche costruttive dell’unità, ma anche sul suo reale utilizzo da parte dell’armatore.

A seguire, l’intervento sul project management sportivo con Furio Benussi, project manager del Progetto ARCA, ha mostrato quanto la progettazione e il metodo siano decisivi quando l’obiettivo è trasformare un concept in performance reale, attraverso l’integrazione tra competenze, prove, iterazioni e controllo dei dettagli. Sul versante della cantieristica è stato inoltre richiamato un tema chiave: rendere replicabili le buone pratiche, affinché leadership e innovazione non restino casi isolati ma diventino processi trasferibili lungo la filiera, con benefici in termini di fiducia, riduzione dei contenziosi e allineamento delle aspettative.

Guido Matteini, mediatore marittimo e surveyor, è intervenuto sugli aspetti connessi alla valutazione tecnica e al ruolo del comandante oggi, tema approfondito anche dai comandanti di superyacht Camilla Megan Rothe e Mario Salani, con il contributo dell’avvocato Michael Tirrito (AssoYacht) sul versante della gestione operativa e professionale a bordo. Dal confronto è emersa una sintesi chiara: il comandante è sempre più un manager dell’unità, chiamato a governare rischi, programmazione, manutenzione, equipaggio e controllo dei costi. Tra i segnali di una gestione “sana” sono stati indicati il rispetto delle procedure anche sotto pressione, la manutenzione pianificata, un reporting chiaro, la cultura della sicurezza e la capacità di prevenire le situazioni in cui si è più tentati di saltare i passaggi, insieme alla necessità di un adeguato supporto da parte di manager e consulenti professionisti.

Ampio spazio è stato dedicato al nodo “armatore e compliance”, con gli interventi di Marco Stellin (KPMG Advisory S.p.A.) e del Tenente Colonnello Vincenzo Casaregola (Guardia di Finanza), incentrati sul corretto inquadramento dell’asset, sui presidi di conformità e sulla trasparenza dei processi come fattori abilitanti per la credibilità del mercato. È emerso con forza che la compliance non rappresenta un vincolo burocratico, ma una forma di protezione: in un contesto in cui crescono responsabilità, rischi di non conformità e possibili contenziosi, la risposta non è rallentare il business, bensì costruire controlli interni essenziali e solidi, con ruoli chiari, deleghe definite, evidenze documentali e verifiche periodiche.

La presenza delle istituzioni e, in particolare, della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, ha infine richiamato un principio condiviso: la sicurezza in mare non è un tema “a valle”, ma il risultato di scelte e comportamenti lungo tutta la filiera. In chiusura, il segretario generale dell’ISYBA, Marco Viganò, ha richiamato il ruolo dell’Associazione quale piattaforma stabile di dialogo con le istituzioni e con la filiera industriale, sottolineando che il confronto avviato a Roma rappresenta un passo ulteriore verso una sempre maggiore strutturazione della professione del mediatore nautico.

Il convegno ha così ribadito la volontà di ISYBA di consolidare il proprio ruolo di interlocutore istituzionale del brokeraggio nautico, non solo come organismo di rappresentanza, ma anche come presidio della professionalità e come punto di connessione tra le diverse fasi della filiera. Il confronto avviato a Roma ha confermato quanto il broker possa essere determinante nel favorire un linguaggio comune e pratiche verificabili, promuovendo la trasparenza tecnica e documentale nelle trattative, rafforzando la cultura della due diligence e della tracciabilità e contribuendo a trasformare i temi emersi in strumenti operativi condivisi. Se l’obiettivo è un mercato più solido, la sfida indicata dal convegno è rendere le buone pratiche ripetibili, senza affidarle esclusivamente all’iniziativa del singolo.

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