Sailing Yacht A di Andrey Melnichenko sequestrato all’Arsenale di Trieste

Superyacht

12/03/2022 - 08:23
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Sailing Yacht A, lo yacht a vela più grande al mondo del russo Andrey Igorevich Melnichenko – secondo Forbes a oggi numero 105 nella classifica dei più ricchi, con un patrimonio di 11,6 miliardi di dollari – è stato sequestrato ieri in serata a Trieste, "congelato" dalla Guardia di finanza nell'ambito delle misure prese nei confronti dei magnati russi inseriti nella black list dell'Unione europea.

Lo yacht, più conosciuto come A, iniziale dell’armatore, era arrivato all’Arsenale di Trieste nel mese di novembre per interventi di manutenzione straordinaria fra i quali il rifacimento dell’intero, immenso ponte, e in più, pare, lavori anche sotto la carena: pinne, eliche, e timone. Varata nel 2017 dal cantiere Nobiskrug, a Kiel, in Germania, è lunga 142,81 meri, larga 24,88, ha una stazza di 12.600 e l’albero maestro, il più alto dei tre che compongono il suo rig, è lungo 100 metri.

Difficile stabilire l’attuale valore di A, visto che si tratta di uno dei cinque yacht naviganti finora firmati dall’archistar Philippe Starck, che ha progettato anche gli interni, e ciò dà sicuramente un taglio diverso alla valutazione. Si stima che fu acquistato per una cifra attorno ai 500 milioni di euro. A di Andrey Melnichenko è una goletta tanto fuori dagli schemi quanto controversa nei giudizi: molti la definiscono la più bella altri la più brutta al mondo. Indubbiamente, farsela realizzare è stato un bel colpo per la visibilità che ha concesso all'oligarca russo Andrey Melnichenko, imprenditore con oltre 100.000 dipendenti. Secondo Forbes, il suo primo business è stato aprire una catena di “cambio valuta”, negli anni '90, poi negli ultimi 15 anni ha investito circa 23 miliardi di dollari in banche, nell’industria dei fertilizzanti, Eurochem, e del carbone, SUEK.

Due dei cinque yacht disegnati dall’archistar Philippe Starck: entrambi si chiamano A. Foto Artemare

Al crescere della notorietà non è però corrisposta la scalata alla classifica stilata del magazine americano, visto che nel 2018 risultava al numero 88 e oggi al 105.

L’architettura navale di Sailing Yacht di Andrey Melnichenko, è firmata da Nobiskrug e Dykstra Naval Architects, ma dei dettagli del progetto si sa poco, se non che ha una doppia motorizzazione MTU  20V 4000 M73L diesel da 3.650 kW (4.895 HP complessivi), coadiuvata due motori elettrici da 4.300 kW per navigare anche a macchine spente nei parchi marini. La potenza è tale da spingerlo fino alla velocità massima di 21,0 nodi, di crociera 16,0 kn. Vanta un'autonomia massima di 5.320,0 miglia.

Il rig, come detto, è a tre alberi in fibra di carbonio, prodotti a Portsmouth da Magma Structures, mentre le vele, sempre in fibra di carbonio per complessivi 3.747 m2, sono dell’americana Doyle Sailmakers.

Al suo interno, sulla chiglia, pare ci sia una “finestra” con un vetro di 30 cm di spessore, che funge da osservatorio subacqueo.

Attualmente naviga sotto bandiera dell'Isola di Man.

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