Patrizia e Angelo Gobbi

Patrizia e Angelo Gobbi

Patrizia Gobbi: Absolute Yachts un cantiere mai fermo, come il mare

Barca a motore

24/11/2022 - 15:00
advertising

Patrizia Gobbi: imprenditrice italiana figlia d’arte, conferma che la passione si trasmette di generazione in generazione. Suo papà Angelo fondò i Cantieri Nautici Gobbi alla fine degli anni ’60, scelta che si è dimostrata determinante per la sua famiglia, per cui le barche rappresentano ancora oggi una ragione di vita. Nulla nel tempo ha scalfito questo grande amore per la costruzione di yacht, neppure la cessione del cantiere ad Azimut, avvenuta nel 2001.

Un anno dopo, infatti Sergio Maggi e Marcello Bè - da sempre braccio desto e sinistro di papà Angelo - fondano Absolute Yachts: in breve tempo coinvolgono Patrizia Gobbi e suo padre in questa nuova avventura, destinata a diventare una storia da raccontare. Patrizia capisce subito che il nuovo cantiere ha potenziale, grazie alla grande voglia di fare dei suoi dirigenti e a uno spiccato DNA innovativo: basti pensare che il modello di 45 piedi equipaggiato con i piedi poppieri, è stato il primo sul mercato presentato con le grandi finestrature sul ponte inferiore. Il consenso del mercato non tarda a manifestarsi, occorre investire. Siamo alle porte della crisi del 2008 ma questo non scoraggia il neonato Team che investe in quello sarebbe diventato il terreno per la nuova sede.

Patrizia Gobbi e Cesare Mastroianni, assieme ad Angelo Gobbi

Paola Carini si unisce alla dirigenza e poco dopo anche Giuseppe Bertocci e Cesare Mastroianni. Ora la squadra c’è: sette menti, sette esperienze diverse, sette traini forti e determinati.

PressMare – Absolute Yachts: un’azienda 100% italiana, che in 20 anni di attività è stata capace di una crescita costante ed esponenziale tale da collocarsi tra i leader del mercato nautico. Quali sono i fattori chiave di questa affermazione?

Patrizia Gobbi - Sicuramente la cosa più importante è la squadra, perché quando si crede in un progetto e ci si crede tutti insieme, c’è la possibilità di costruire e porsi degli obiettivi molto molto importanti. La nautica è cambiata tanto in questi nostri primi 20 anni di attività, soprattutto dal punto di vista dell’industrializzazione. Mio padre fu uno dei primi, tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 a implementare le catene di montaggio nella nautica, che hanno avuto in breve tempo una evoluzione incredibile: sono stati introdotti i primi robot di verniciatura, i magazzini automatizzati e i processi lavorativi hanno subito una radicale trasformazione.

Il modernissimo cantiere Absolute Yachts di Podenzano

Ciò che ci permette di stare al passo con i cambiamenti e ancor più di essere così innovatori è proprio la nostra unione: la compattezza del gruppo è stata fin dal principio la nostra forza, quando alle porte della crisi economica abbiamo fatto i primi investimenti importanti, quelli che riguardano il complesso produttivo che è la nostra attuale sede a Podenzano. E oggi è la nostra spinta propulsiva. Lavorare tutti insieme e “fare squadra” sono aspetti irrinunciabili per noi, perché diversamente non perseguiremmo gli obiettivi, non supereremmo le difficoltà, non raggiungeremmo i risultati auspicati.

La percezione individuale di ciascuno di noi è diversa per sua stessa natura, ognuno porta sul tavolo problematiche e soluzioni differenti. Quindi la crescita passa sicuramente attraverso tutto questo, permettendoci di cogliere degli stimoli che a qualcuno potrebbero non pervenire mentre ad altri si, trasformandosi in continua evoluzione.

Absolute 56 FLY

PM – L’Emilia e Podenzano, la vostra terra e un animo “glocal” che favorisce una visione internazionale pur restando sempre ben ancorati alle origini…

PG - La parola “glocal” mi piace molto. L’importanza per un albero è avere delle radici forti e ben radicate per crescere verso il cielo e questo è qualcosa in cui crediamo profondamente. E poi devo dire che la nostra Emilia Romagna è da sempre popolata da persone riconosciute come concrete, intraprendenti, che vivono con uno spirito positivo e queste sono qualità che, ad essere sincera, appartengono a tutti noi di Absolute. Voglio ricordare che la nostra regione vanta aziende solide e sane e soprattutto si colloca al centro dell’Italia. Questo sicuramente a livello logistico è un nostro grande plus per molti aspetti, come la facilità e la velocità con cui possiamo reperire materiali, la semplificazione della logica dei trasporti, facilitati dalla centralità strategica di Piacenza, che rende agevole trasportare le nostre barche sia nel Tirreno che nell’Adriatico. E in ultimo c’è il Po! Non dimentichiamo che è una delle culle della nautica.

Absolute 48 Coupé

PM - Le vostre barche sono apprezzate in tutto il mondo: quali sono le principali differenze che riscontrate nelle diverse aree geografiche di riferimento e come riuscite a gestire la vostra produzione industriale, per soddisfare una clientela così eterogenea? Ci sono margini di customizzazione?

PG - Partiamo dal presupposto che oltre l’80% della nostra produzione è destinata al mercato estero.

In Absolute vivere il mare è sinonimo di vivere nel comfort, sotto ogni aspetto. Molto spesso si sente parlare di “diversità”, nelle sue varie sfumature: biodiversità, esigenze diverse… Noi abbiamo approcciato questo argomento al contrario, ossia siamo sempre andati a cercare le affinità che accomunano i vari mercati. Ciò ha permesso di includere nei nostri prodotti le risposte a tante richieste diverse riguardanti l’utilizzo delle imbarcazioni: gli ambienti a disposizione sono ad esempio dotati di estrema versatilità. E in questo la pandemia ha rappresentato una particolare situazione che ci ha spinto a vedere ogni mercato cosa richiedeva, come lo richiedeva e quindi dare una soluzione unica. Questo vale soprattutto per gli ultimi modelli, che sono stati pensati con ampi spazi da vivere con estrema flessibilità.

Absolute Navetta 64

Prevediamo in partenza nella lista degli optional a disposizione degli armatori, tanta possibilità di scelta e di diversificazione. Ragione per cui non riceviamo particolari richieste di personalizzazione ma piuttosto delle configurazioni e delle “composizioni” abbastanza diverse: c’è chi ama avere la televisione ovunque e chi sulla barca non la vuole affatto, ad esempio. Probabilmente ciò dipende dal fatto che offriamo in partenza tante alternative. Unica eccezione sui modelli più grandi, come la nostra ammiraglia - la 75 Navetta - per la quale possiamo accogliere qualche nuova richiesta. 

PM – A proposito di pandemia, negli ultimi anni avete visto cambiare i desiderata degli armatori? E se sì, in che misura e con quali differenze nei vostri mercati di riferimento?

PG - Sicuramente lo yacht è stato visto come un momento di allontanamento dalla folla ancorché l’abitudine di vedere più imbarcazioni l’una attaccata all’altra che si godono l’aperitivo, nessuno l’ha persa! Tuttavia, si è sicuramente accentuato il bisogno di avere un mondo esclusivo, più riservato con la possibilità di una bella stiva e una cambusa nutrita. Gli yacht Absolute sono per loro stessa natura concepiti per lunghe crociere e di conseguenza una famiglia può vivere a bordo il tempo desiderato in modo molto confortevole. La ricerca di privacy e tempo negli ultimi anni ha accomunato molti dei nostri clienti e anche persone che fino a poco tempo fa usufruivano del noleggio o del charter e invece oggi hanno preferito optare per qualcosa di proprio. In questo senso la pandemia ha inciso senza dubbio in maniera significativa.

Absolute Navetta 64

PM – Negli ultimi anni il settore nautico ha vissuto un chiassoso fervore: il boom di richieste di imbarcazioni, le problematiche negli approvvigionamenti di materiali e componenti, l’incertezza degli andamenti del prossimo futuro. Come avete vissuto questa situazione così particolare e come avete gestito e affrontate l’instabilità che ha comportato?

PG - Gli ultimi anni segnano un’epoca storica che non ha eguali, perché quello che abbiamo vissuto tra pandemia e guerra – una guerra diversa da quelle che hanno visto segnare in passato i nostri territori, oltretutto abbastanza vicina a noi – ha davvero dell’incredibile. Io parto sempre dall’idea che la parola “crisi” non debba mai essere vista solo come qualcosa di negativo ma anche come uno sprono a cambiare e migliorare. Su questa convinzione, in Absolute abbiamo evoluto notevolmente la nostra logica organizzativa, le nostre politiche di approvvigionamento, estremizzando la nostra flessibilità. Quest’ultimo è un fattore a mio avviso molto molto importante. La condivisione dei programmi tra i responsabili dei vari reparti, tante riunioni, essere pronti a rivedere i programmi dall’oggi al domani: tutto questo è stato fondamentale ma lo è stato anche e ancora una volta, non mi stancherò mai di dirlo, il confronto con la squadra come supporto per prevenire le difficoltà e adeguarci al mondo che cambia. Essere un albero rigido non aiuta; una canna flessibile, pur oscillando quando il vento soffia forte, poi si raddrizza. Non nego che anche noi, come tanti abbiamo sofferto questa situazione, la stiamo gestendo e ci rimbocchiamo le maniche.

Absolute 60 Fly

PM – Vi avvalete di una fitta rete di concessionari, distribuiti in Asia, in America, addirittura in Oceania, oltre che in Europa. Che ruolo giocano i vostri dealer nell’ottica dell’ascolto dei mercati?

PG - I nostri dealer hanno un ruolo importantissimo. Sanno che con noi possono parlare di tutto. Per quanto mi riguarda la parola “ascolto” è davvero molto bella, non solo per l’importanza del suo significato ma anche semplicemente come suono… Da tranquillità e cattura sempre la mia attenzione. I nostri dealer, che sono ormai diffusi in circa 30 paesi del mondo, sono stati selezionati in primis per la loro professionalità nel seguire il cliente nella fase di vendita ma ancor più nella fase successiva, quella del cosiddetto after sale, al momento cioè dell’effettivo utilizzo della barca da parte del cliente. Devo dire che sono tutti muniti di notevole entusiasmo e una grande passione per la nautica; sono dei veri e propri utenti e di conseguenza sono in grado di trasmetterci quelle che sono le esperienze degli armatori, siano essi claim, complimenti o una semplice condivisione di impressioni e osservazioni, cosa per noi molto molto preziosa.

Absolute, il dipartimento yacht design

PM – Come mai i vostri yacht non portano la firma di qualche blasonato designer del panorama internazionale?

PG - Perché per noi l’anima è più importante di una firma. Il nostro “essere noi” è ciò che ci contraddistingue. Crediamo in quello che facciamo e ci dedichiamo completamente ai nostri yacht, senza perdere mai di vista un aspetto molto molto importante: produrre una imbarcazione non è come costruire una casa, è decisamente più complesso e difficile. Ci sono tanti più impianti e tecnologie e la struttura non è in fondo così vasta! Quindi per ottenere un prodotto assolutamente funzionale, occorre che la progettazione lavori in assoluta sincronia con la produzione, senza interferenze.

Absolute 56 Fly

PM – “Beyond the limits”, come voi stessi affermate. La vostra azienda guarda sempre oltre la prua: ci vogliono determinazione, lungimiranza e coraggio per mantenere una costante spinta innovativa senza togliere smalto alle preziose origini artigianali che vi caratterizzano…

PG - Beyond the limits forever! - sorride entusiasta, ndr -. Una frase semplice ma piena di significato. Essere arrivati fin qui, rappresentare quello che siamo oggi è la riprova di essere costantemente beyond the limits. Noi abbiamo da sempre fortemente voluto non solo i nostri prodotti, che sono quelli che vede il mercato ma soprattutto una organizzazione interna. È ciò che ci permette di proiettarci in avanti poggiando su solide basi e seguire gli stimoli verso nuovi obiettivi. Senza organizzazione non c’è miglioramento: anche se non si sta sbagliando, non si sta facendo qualcosa di più. In quest’ottica sono felice di annunciare che recentemente abbiamo ottenuto l’autorizzazione per costruire un nuovo capannone, una nuova area di 3800 mq che saranno completati con impianti innovativi che popolano già in parte un’area costruita nel 2019. E questo dimostra ancora la nostra attitudine a spingerci oltre i nostri limiti, oltre il nostro orizzonte.

Sicuramente occorrono determinazione, lungimiranza e coraggio e ancora una volta voglio riallacciarmi al discorso della squadra, tanto quella interna quanto la rete di vendita. Quando abbiamo aperto il mondo alla Navetta noi ci credevamo molto. Abbiamo condiviso la nostra idea con i concessionari, c’è stato tanto dialogo e dall’idea primordiale siamo passati ai fatti e abbiamo avuto successo. Il progetto si è ispirato alle pilotine dei famosi anni ’60, quelle che popolavano i laghi e il nostro Po, fino al mare. Abbiamo fatto una rivisitazione sulla scia di questa ispirazione e ancora oggi la Navetta è un prodotto che non ha concorrenti. Quindi si, ci vuole coraggio, deve essere consolidato e poi bisogna partire: perché se si salpa da qualche parte si arriva sempre!

PM – Fino a che metratura si spingerà la vostra produzione?

PG - Bella domanda! Il nuovo capannone avrà già dimensioni rilevanti proprio per permetterci molto più agevolmente di produrre imbarcazioni maggiori. Sicuramente ci sono dei vincoli soprattutto per il trasporto, quindi se prenderemo in considerazione questo sviluppo dovremo anche dirigerci di più verso l’Adriatico e non verso il Tirreno per problematiche logistiche legate alla viabilità delle traiettorie verso la Liguria. Vedremo, c’è tanto nell’aria e altrettanta voglia di fare.

L'Integrated Structural System di Absolute Yachts

PM – La vostra azienda sfrutta ben 48.000 mq di capannoni, all’interno dei quali vengono pensati, ideati e costruiti gli yacht Absolute, fino al varo. La vostra tecnologia si chiama ISS (Integrated Structural System). Vuole raccontarci di cosa si tratta e perché un modello produttivo “verticale” rappresenta una scelta vincente?

PG - Prendiamo un puzzle tridimensionale, fatto di migliaia di pezzettini che si incastrano e che noi osserviamo dall’esterno, che compongono una struttura. Proviamo a immaginare la stessa costruzione con tutti i suoi componenti dall’interno: appare come una fitta ragnatela dove al posto dei fili ci sono una serie di paratie progettate e realizzate al dettaglio che separano le cabine dalle toilette, dalla sentina, dal soffitto… L’ISS è proprio la struttura della barca; è creata in un ambiente dedicato partendo da pannelli prevalentemente con base di legno ma con caratteristiche meccaniche totalmente differenti: quelli per creare i pavimenti devono essere particolarmente resistenti, quelli che devono suddividere gli ambienti devono essere insonorizzati e permetterci di far passare alcuni cavi e così via. Questa struttura, che è solo la compartimentazione interna dell’imbarcazione, viene creata “a pavimento”; un passo dopo l’altro tutto viene sigillato insieme da persone che lavorano in condizioni ottimali su una superficie piana, non all’interno di una barca! È una struttura solida molto ben strutturata e agevole da produrre. Ma non è tutto: mentre laminiamo la carena e la coperta, contemporaneamente viene costruito il corpo della barca, fino al momento dell’assemblaggio.

Riunione tecnica, si pensa agli Absolute del futuro

Il prodotto è nostro, tutto viene realizzato internamente in modo “verticale”, eccezion fatta per le componenti esterne, come motori, GPS, frigoriferi, che naturalmente acquistiamo dai nostri fornitori. Ma noi seguiamo direttamente tutte queste attività fino al varo e la consegna al cliente tramite il concessionario e in alcuni casi gestiamo il varo direttamente all’armatore. Questo avviene prevalentemente sul Tirreno, nella nostra base di Varazze; saltuariamente anche in Adriatico.

PM – Il vostro cantiere adotta misure e tecnologie eco friendly, come le geotermie, una attenta gestione dei materiali di risulta e i pannelli solari. Come si evolverà in termini di sostenibilità la vostra produzione?

PG - La sostenibilità è sicuramente interesse di tutti e la dobbiamo e vogliamo sempre tenere in considerazione. Negli ultimi anni le tecnologie si sono molto evolute e ci hanno dato dei grossi supporti. Vendiamo un prodotto che è a contatto con il mare e quindi ancor più è importante essere sensibili a questi aspetti. La parte più tangibile della nostra attenzione a riguardo della sostenibilità è nei reparti di lavoro che sono decisamente confortevoli per le nostre maestranze. Geotermie, controllo delle temperature, aspirazione di eventuali sostanze e il relativo filtraggio… Tutto è suffragato da impianti molto importanti. Anche il nuovo capannone che menzionavo prima sarà dotato di pannelli solari e sarà collegato all’impianto di geotermia. Tutte le nostre strutture vantano un particolare soffitto costruito per ricevere molta luce naturale rispetto a quella artificiale. Sicuramente questo ha rappresentato un investimento importante ma ha una duplice valenza, perché giova sia alle persone che al risparmio energetico.

Il sistema di aspirazione del cantiere Absolute

Per quel che riguarda il prodotto il nostro ufficio tecnico ha sempre un occhio di riguardo alla sostenibilità: quasi tutte le imbarcazioni montano pannelli fotovoltaici. È una prima direzione ma stiamo valutando e studiando numerose ulteriori opzioni per il prossimo futuro.

PM – Quando si parla di grandi aziende vien da pensare a una realtà impersonale, fatta di tecnologie e automazione dei processi. In Absolute invece il fattore umano un valore ce l’ha, al punto che il prodotto finale è una responsabilità di tutti e frutto di un gioco di squadra…

PG - Avere una Direzione composta da sette persone esprime la nostra volontà di dare e preservare il valore dei rapporti umani. Ciascuno di noi dirigenti è a contatto con uno specifico team che porta avanti dei propri obiettivi. Siamo disponibili all’ascolto di tutti, perché crediamo che l’individualità porti degli stimoli sempre nuovi e differenti: questo per noi è un fattore imprescindibile! Non dimentichiamo che i nostri yacht sono prodotti artigianali e i materiali che li compongono sono pregiati e delicati. Occorre una certa sensibilità per gestire una simile realtà.

PM – Parliamo di lei: Patrizia Gobbi lavora da quasi 30 anni nello yachting. Come è cambiato il suo mestiere nel tempo e come riesce a conciliare i due mestieri, quello di imprenditrice e quello di mamma?

PG - Il mio ruolo mi porta a dei ritmi intensissimi e ad adeguarmi ai cambiamenti e non è mai facilissimo conciliare l’attività di mamma con quella di imprenditrice. Tuttavia, mio figlio Gabriele ha un carattere molto aperto e io l’ho sempre portato con me: in ufficio, alle riunioni, ai saloni nautici… Ogni occasione è stata un’opportunità per fargli vivere il mio mondo. Sono fiera di questo, perché ritengo che sia assolutamente indispensabile che i giovani di oggi percepiscano e comprendano tutto ciò che di diverso li circonda, per la loro crescita e la loro maturazione. La tecnologia ci porta all’apertura e quindi ci vogliono spirito critico e sensibilità. Faccio del mio meglio per trasmettere tutto questo a Gabriele, che fortunatamente ha sempre accolto con entusiasmo i miei insegnamenti.

Absolute Navetta 75

PM – Da armatrice di un Absolute, qual è la sua crociera ideale?

PG - Il vero armatore è mio papà. Nei momenti di tempo libero navighiamo su una delle nostre Navette. Sicuramente la mia vacanza preferita è una crociera nel Mediterraneo: è un mare con delle bellezze naturali mozzafiato, culla di una storia incredibile che ci permette di apprezzare le culture che l’hanno caratterizzata, sia quelle europee che africane, oltre alle contaminazioni degli altri paesi… Abbiamo un panorama e una ricchezza incredibili che non si smetterebbe mai di scoprire ed esplorare.

PM – Being Absolute: difficile trovare qualcuno che non vi conosca ma come gli spiegherebbe in poche semplici parole cosa significa “essere Absolute”?

PG - È riuscire a fare di sé l’anima del mare. Il mare è sempre in movimento, ha dei colori diversi, c’è la schiuma, la calma, la turbolenza… Questo è l’Absolute: mai fermo, sempre pronto a muoversi e a cogliere il momento. Concreto ma con una grande anima. È qui che lavoro e famiglia non hanno una linea di confine.

Absolute 56 Fly

PM – Un’ultima curiosità: ce l’ha un sogno nel cassetto? E se riguardasse una barca… quale vorrebbe realizzare?

PG - È proprio quello che ho pocanzi descritto: una bella crociera nel Mediterraneo! Le persone che come me sono innamorate e devote al proprio lavoro difficilmente scelgono di ritagliarsi del tempo per sé. Per realizzare questo sogno mi dovrò concedere una bella vacanza lunga diversi mesi. Sono una persona empatica, sono molto “di pelle” e pensare di poter essere a contatto con il mare, oltre che con diversi luoghi e civiltà, è qualcosa di incredibile. È decisamente questo il mio sogno nel cassetto e riguarderà senz’altro una barca, una delle nostre. Amo molto la Navetta 64 ma tra le mie preferite c’è anche la 60 Fly che è un vero gioiello. Tra le caratteristiche che una barca dovrebbe avere in vista della mia crociera dei sogni c’è sicuramente un bel pozzetto, una terrazza poco distante dall’acqua come quelle dei nostri nuovi Absolute, un plus davvero importante che abbiamo studiato e siamo riusciti a offrire ai nostri armatori. Adoro stare all’aria aperta e vivere il mare e pensare di farlo così da vicino, usufruendo di queste aree a bordo del mio yacht mi emoziona. Il nostro ufficio tecnico è una fucina di idee e visto che i posti barca non li ho ancora prenotati, aspetterò qualche altra novità in arrivo così starò con il fiato sospeso come voi!

Priscilla Baldesi

 

 

advertising
PREVIOS POST
Masiero presenta sull'autonomia energetica dei porti turistici
NEXT POST
Galata Museo del Mare: nuovo allestimento multimediale per la sala dell'Idrografico