Volvo Penta e Volvo Trucks contro la violenza e le discriminazioni sui luoghi di lavoro

Volvo Penta e Volvo Trucks contro la violenza e le discriminazioni sui luoghi di lavoro

Volvo Penta e Volvo Trucks contro violenza e discriminazioni sui luoghi di lavoro

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23/05/2023 - 08:36
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Volvo, con l'azione diretta di Volvo Penta e Volvo Trucks, in colaborazione con l'associazione Rea Reagire alla Violenza, ha organizzato Mi-Oppongo, workshop sulla prevenzione della discriminazione, molestie e violenze sui luoghi di lavoro.

Un appuntamento che ha avuto lo scopo di affrontare argomenti delicati e cogenti come la disparità di genere e le vessazioni che "l'altra metà del cielo" deve dolorosamente affrontare, in troppe occasioni. Spesso ancora a livello di quotidianità, a partire dal gap retributivo e gerarchico che ancora oggi riguarda gran parte delle aziende e dei luoghi di lavoro italiani e mondiali. 

Contro la violenza e la descirminazione di genere
Oggi è fondamentale iniziare a trattare e a relazionarsi in maniera attiva con le posizioni aziendali, con le logiche dell'impresa, intesa come struttura e organizzazione, che contribuisce a creare l'ambiente lavorativo. Per questo una multinazionale come la Volvo ha deciso di essere motore propulsivo: agire direttamente per affrontare e per contribuire a risolvere la questione che, per sua natura e per profonde radici culturali, ha bisogno di un lavoro immediato e costante. Un'attività che viaggia trasversalmente tra tutte le fasce di età della popolazione, sia per contribuire a migliorare le situazioni che attualmente condizionano in maniera negativa le donne che lavorano sia per aiutare lo sviluppo di una visione paritaria e perfettamente integrata delle due metà del genere umano, complementari per natura e attitudini, diverse per caratteristiche specifiche, equivalenti per valore.

Un panel di competenze e professionalità per combattere il gender gap
Nella conferenza moderata dalla giornalista Nathania Zevi a Milano il 18 maggio scorso, a illustrare le diverse chiavi di lettura e le questioni da trattare è stato un panel ricco di professionalità, competenze e spessore. Un qualificato gruppo di relatori attivi in questo ambito a vario titolo che ha illustrato, con un tono di voce giustamente a prevalenza femminile, le azioni da compiere, il comportamento da tenere e l'obiettivo da raggiungere.

Pia Picerno, Vicepresidente del Parlamento Europeo e cofondatrice di Rea, Giovanni Dattoli, Managing Director Volvo Spa, Silvia Belloni, avvocata, presidente e cofondatrice di Rea, 

Paola Cerullo, Avvocata, Lucilla Bottecchia, Psicologa e partner di Wise Growth, Giovanna Badalassi, Economista, Maria Silvia Sacchi, Giornalista, Family Business Forum e cofondatrice di Rea, Domenico Pietropaolo, Managing Director Volvo Penta Italia.

Giovanni Dattoli

Le parole di Nathania e l'obiettivo del workshop 
L'obiettivo della giornata e l'impegno della multinazionale svedese è dichiarato nelle parole introduttive di Zevi: «[...] Con voi, oggi, mano nella mano, si fa un passo molto importante e mi viene da dire per niente scontato. Non a caso, forse, voi di Volvo, con questo workshop aprite una strada, in Italia, anche perché avete nel vostro DNA più di qualcosa di scandinavo, una sintesi e una contaminazione che senz'altro ci aiuta.

In molte, troppe, occasioni, è stato compito unicamente di altre donne di difendere le donne. Contesti e circostanze che richiedono invece la forza unita e trasversale di uomini e donne, ma anche, e perché no, delle imprese, così come del dialogo con altre associazioni, della sinergia tra politica, tribunali, scienze e molto altro.

Oggi siamo qui per un workshop, e quindi per lavorare, come si dice “hands on”, per aprire uno spazio. Rea è infatti uno uno spazio di studio, perché spesso, per non dire sempre, è nella ignoranza, sia delle donne sia degli uomini, che sta la culla della violenza. E molto spesso un sinonimo di ignoranza è confusione, anche lessicale, perché nelle parole, lo diremo con Moretti, spesso sta il problema e così anche la possibile soluzione».

Da sinistra: Maria Silvia Sacchi, Giornalista, Family Business Forum e cofondatrice di Rea; Lucilla Bottecchia, Psicologa e partner di Wise Growth; Domenico Pietropaolo, Managing Director Volvo Penta, Silvia Belloni, avvocata, presidente e cofondatrice di Rea, Massimo Luksch, Human Resources Director Volvo Group Italia spa, Giovanna Badalassi, Economista, Paola Cerullo, Avvocata, Giovanni Dattoli, Managing Director Volvo Group Italia Spa.

Cosa dicono e cosa fanno Volvo, Volvo Penta e Volvo Trucks
A seguito della giornata, PressMare ha incontrato Domenico Pietropaolo che ha spiegato le ragioni aziendali di questa scelta, ringraziandoci per aver aiutato a condividere l'iniziativa, così come PressMare tutta ringrazia Volvo, Rea e tutte le realtà coinvolte nel workshop, per essere così pronti a migliorare una situazione non più sostenibile.

«Oltre agli aspetti  più immediati e da risolvere subito», ha spiegato, «è fondamentale avvicinarsi alle nuove generazioni che hanno abbracciato un nuovo modo di pensare, meno attaccate agli schemi del passato. Dobbiamo essere diversi per avere appeal verso di loro per non essere vetusti ai loro occhi. I giovani, anche da questo punto di vista, sono molto più preparati di noi.Noi vogliamo pensare in modo alternativo e stimolare il cambiamento soprattutto per le nuove generazioni». 

Volvo è un'azienda di estrazione svedese, abituata ad avere la parità come valore e con un codice etico rigoroso. Sono diversi i punti in cui sono trattati uguaglianza, rispetto e collaborazione. «Per questo è importante condividere la visione dell'azienda ed esportarla fuori dalle nostre mura. Per questo siamo legati anche ad altre iniziative come il progetto pilota al liceo Parini di Milano, insieme all'associazione Rea, in cui due avvocati in due incontri con gli alunni spiegano cosa costituisce reato, la cultura del rispetto, il peso delle parole usate…», ha illustrato l'amministratore di Volvo Penta. In questo modo la tematica diventa nota e si diffonde. Si trasferisce nei giovani anche attraverso i social e quindi diventa generale. Per questo formare ed educare diventa importantissimo: è il modo per evitare che certi comportamenti siano ripetuti «soprattutto tra i giovani che saranno gli adulti di domani».

Pina Picerno, Vicepresidente del Parlamento Europeo e cofondatrice di Rea

Per aiutare le donne serve anche l'impegno e il cambiamento degli uomini 
Ancora più simbolicamente importante è l'impegno di Volvo tenendo conto della sua natura aziendale che ha a che fare con tutto ciò che è "motore" e quindi idealmente (soprattutto qua in Italia) legato al mondo maschile. E questo aspetto è stato evidenziato da Giovanni Dattoli: «Le nostre politiche di recruiting sono chiare, nella short list finale delle selezioni i due generi devono essere rappresentati sempre al 50%. Peraltro, per certe mansioni è molto difficile trovare donne sul mercato del lavoro, missione quasi impossibile per quanto riguarda la professionalità di meccanico. Lo sforzo che stiamo facendo è di comunicazione e di promozione di questa professione, anche attraverso partnership con scuole tecniche. Per altre posizioni invece ancorché difficile trovare le competenze ricercate nel genere femminile, mettiamo sotto pressione i nostri recruiter per cercare i giusti profili sul mercato».

Non a caso, la Volvo già nel 2019 si è classificata al quarto posto nella classifica del “Great Place to Work” for women.

Per condensare l'impegno di Volvo, riportiamo alcune delle parole di Pietropaolo: «Orgogliosamente facciamo parte di un'azienda che nel quotidiano dimostra grande sensibilità per determinate tematiche senza però sottolineare nessun tipo di questione legate al genere, parlando specificatamente di Volvo Penta, i grandi risultati degli ultimi anni lo dimostrano, e parliamo di un'azienda dove il presidente è Hellen Mellquist, ma diverse posizioni apicali sono presidiate da colleghe con track record e risultati straordinari.

Volvo Penta parte del mondo dell'inclusione
Nella nostra mission viviamo quotidianamente una profonda collaborazione tra noi e la società, vogliamo condividere certi virtuosismi che noi interiorizziamo giornalmente, con la società nella quale viviamo per estendere i vantaggi e le consapevolezze a ogni individuo. Questa è una sfida che Volvo ha raccolto da sempre, è nel nostro DNA la cultura del rispetto dell’inclusione e dell’uguaglianza. Faccio alcuni esempi concreti: neanche un mese fa abbiamo partecipato come partner all’evento WEmbrace Awards organizzato dalla Art4sport, la onlus di cui è testimonial Bebe Vio, che abbiamo supportato dal primo momento della fondazione, e dove è stato promosso un mondo più inclusivo e premiate quelle persone che con le loro azioni giornaliere mirano a includere chi dalla società viene considerato diverso collaboriamo con scuole per promuovere la sicurezza stradale abbiamo fatto delle donazioni di mezzi a sostegno forze statali impegnate nella protezione civile.

È vero che il codice etico e la cultura scandinava di fatto ci portano ad avere una grande attenzione al tema dell’uguaglianza e delle molestie sul mondo del lavoro, ma sono altresì numerose le attività che la Volvo svolge per allineare i linguaggi e i pensieri su queste tematiche e queste attività non sono solo previste per i colleghi di oggi, ma desideriamo condividere la filosofia di volvo con lavoratori di domani che oggi sono sui banchi di scuola.

Con questo progetto realizzato in collaborazione con Rea stiamo promuovendo la nostra cultura aziendale anche nelle scuole».

Giacomo Giulietti

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