Napoli Boat Show
Al via il Napoli Boat Show: visione mediterranea e modello boutique sul mare
È stata inaugurata ieri a Marina di Stabia la prima edizione del Napoli Boat Show, in programma dal 18 al 22 marzo nel Golfo di Napoli. Un evento che, fin dal debutto, si propone con un posizionamento chiaro: non un salone nautico tradizionale, ma un format “boutique” centrato sulle barche in acqua, sulle prove in mare e su un pubblico selezionato.
PressMare ha incontrato Fabio Piantedosi, ideatore e presidente del Napoli Boat Show, ed Enrico De Gregorio, direttore commerciale, per approfondire genesi, scelte strategiche e prospettive di sviluppo.
PressMare - Presidente, lei insiste molto nel definire il Napoli Boat Show un “evento” e non una fiera. Perché?
Fabio Piantedosi - Perché abbiamo voluto differenziarci. Non volevamo replicare un modello espositivo tradizionale, ma costruire qualcosa di più curato. Abbiamo selezionato gli espositori, anche rinunciando a qualcuno, per mantenere una coerenza qualitativa. L’obiettivo è avere aziende importanti e, progressivamente, coinvolgere sempre di più i cantieri direttamente, non solo attraverso i dealer.
PM - Questo approccio si riflette anche nel pubblico, qual è il target?
FP - Sì. Abbiamo introdotto un biglietto d’ingresso a 25 euro proprio per selezionare il pubblico. Vogliamo un visitatore realmente interessato, non solo un grande afflusso numerico. È una scelta precisa: meno quantità, più qualità nelle relazioni commerciali.

PM - Dal punto di vista operativo, qual è stata la leva principale per attrarre espositori anche fuori dal territorio?
Enrico De Gregorio - La leva è stata molto concreta: la possibilità di fare prove in mare in modo semplice e immediato. Qui non ci sono slot rigidi, ogni azienda gestisce le uscite in autonomia. Questo riduce le complessità tipiche di altri saloni e rende l’evento più efficace dal punto di vista commerciale.
PM - Possiamo dire che le prove in acqua effettuabili “ad libitum” sono il vero elemento distintivo?
EDG - Senza dubbio. È la nostra caratteristica principale. Tutti possono uscire dal marina e testare le barche senza vincoli organizzativi stringenti. È un vantaggio percepibile immediatamente da clienti ed espositori.
PM - Quanto pesa il contesto geografico in questo modello?
EDG - Pesa molto. Qui si esce dal porto e in pochi minuti si è tra Sorrento, Capri e Positano. È un asset naturale che rende l’esperienza unica e rafforza la proposta dell’evento.

PM - Il Napoli Boat Show nasce con un’ambizione che supera il territorio locale?
EDG - Assolutamente. Noi siamo un porto del Mediterraneo e dobbiamo lavorare su quel bacino. L’obiettivo è attrarre aziende e visitatori da tutta l’area mediterranea. Quest’anno la componente internazionale è ancora limitata, ma il percorso è già tracciato per le prossime edizioni.”
PM - Presidente, il vostro modello integra anche altri settori oltre alla nautica. Con quale logica?
FP - L’idea è quella di un evento esperienziale. Abbiamo coinvolto moda, food, beverage, media. Ci saranno momenti come il ‘Sunset’ del venerdì sera, con apertura fino alle 22, eventi a bordo e attività per gli espositori con i propri clienti. Non si viene solo a vedere le barche, ma a vivere un contesto più ampio.
PM - Questo approccio richiama il concetto di “lusso diffuso”…
FP - Sì, è proprio questo. Un ecosistema in cui la nautica dialoga con altri settori di alto livello. Anche le attività gastronomiche, con chef e show cooking, vanno in questa direzione.”

PM - Come si inserisce il Napoli Boat Show nel contesto degli altri eventi nautici locali?
FP - Io credo nella collaborazione. Napoli ha bisogno di fare sistema. Eventi diversi possono essere complementari: ad esempio, uno più orientato alle barche a terra e uno alle barche in acqua. L’importante è creare massa critica e portare valore al territorio.
PM - Il rapporto con le istituzioni locali com’è stato, come hanno reagito alla vostra iniziativa?
FP - Abbiamo trovato grande disponibilità. Il Comune, le forze dell’ordine, gli esercenti delle strutture turistiche, tutti hanno supportato il progetto. C’è la volontà di far crescere questa iniziativa e trasformarla in un elemento strutturale per Castellammare.
PM - Siamo alla prima edizione. Che tipo di fase state vivendo?
FP - È l’anno zero. Non siamo perfetti, ma abbiamo costruito un progetto in pochi mesi e oggi siamo soddisfatti del risultato. Il vero bilancio lo faremo a fine evento, guardando numeri e qualità del pubblico.
PM - Guardando avanti, quali sono gli obiettivi?
FP - Il primo è diventare un punto di riferimento nel Mediterraneo, poi crescere a livello nazionale e internazionale. La location ci consente anche di ampliare gli spazi. E guardiamo con interesse alle possibili sinergie con eventi come la Coppa America.”
Con oltre 200 brand presenti, imbarcazioni in acqua e prove dinamiche nel Golfo di Napoli, il Napoli Boat Show si presenta quindi come un progetto che punta a costruire un’identità distinta nel panorama fieristico. Un modello che combina selezione dell’offerta, esperienza in mare e integrazione con altri segmenti del lusso, con l’obiettivo dichiarato di evolvere da evento locale a piattaforma mediterranea.
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