I gozzi: vale la pena di parlarne ancora
I gozzi: vale la pena di parlarne ancora
Recentemente ho scritto una presentazione del gozzo, che ha avuto un seguito inaspettato perché è stato letto ed apprezzato da centinaia di lettori, evidentemente delusi dalle riviste cartacee di oggi, sulle quali non troverete mai una riga sulle barche più piccole, e figurarsi poi dei gozzi, oneste barche in origine da lavoro e, ormai da anni, da diporto. Concludo oggi questo argomento facendo alcune note che non si trovano mai leggendo le riviste nautiche, e neanche quelle di una volta: cerco in questa maniera di completare l’argomento parlando dei particolari sempre interessanti quando si va a vedere un gozzo, forse anche per comprarlo.
Cominciando dalla vela faccio notare che alcuni gozzi, oltre al motore, hanno un albero non troppo alto, che è anche facilmente ribaltabile in coperta, o sfilabile. Questa è un’ottima soluzione per una barca che può essere armata a vela latina (quella triangolare con il boma e la pennola), a volte con un corto bompresso per un fiocco.
Questo è un armo leggero con poca vela, ma assai pratico, perché anche chi non ha nessuna esperienza di vela capisce come funziona, anche per evitare di scuffiare. Naturalmente non bisogna guardare troppo attentamente i gozzi a vela che partecipano alle regate a loro dedicate, perché, pur di vincere, sono capaci di tirar fuori delle vele parecchio grandi - e poco maneggevoli - al punto che oltre a grandi vele queste barche hanno normalmente equipaggi da regata numerosi. No! Chi vuole una barca con una vela simpatica e pratica non deve pensare a correre, ma ad avere un aiuto per andare in crociera o comunque in vacanza, senza dover chiamare troppi amici per tenere in piedi la barca.
Ricordiamoci che quando navighiamo per diporto non partecipiamo a una regata, ma utilizziamo il gozzo soltanto per andare in giro e tornare a casa se il vento aumenta troppo.
I REMI
I gozzi ne hanno sempre 2 o 4 e li usano quando non c’è più vento o si deve rientrare all’ormeggio, oltre ad essere utilissimi quando il motore si rifiuta di funzionare e il vento è un po' troppo forte per le vostre abitudini.
I remi sono anche utili se piove perché se ne possono incrociare due e tenerli insieme con una semplice legatura, sulla quale appoggerete la pennola (che regge la parte alta della vela) e , mettendoci sopra un telo, avrete trovato un ottimo sistema per difendervi dalla pioggia, se siete ormeggiati. Si ottiene così una capanna buona anche per la notte, come fanno i pescatori francesi e come ho fatto io.
ALETTE DI ROLLIO
Dette anche chigliette, spesso se ne trovano sotto in carena, non lontane dalla chiglia e servono anche per poter tirare a terra la barca a lasciarla sulla spiaggia. Utili, ma non tutti i gozzi ce l’hanno.
PARABORDO
Non risparmiate! Ce ne vogliono almeno tre per lato, lunghi e poco gonfi, coperti con una calza per non graffiare le barche vicine all’ormeggio. Non osate farli diventare duri come fanno molti, perché allora tanto varrebbe proteggere le murate con dei pezzi di tronco d’albero!
MOTORE
È un altro elemento utile da non dimenticare mai. Nelle barche più piccole è un fuoribordo, anche di bassa potenza, in quelle più grandi è un entrobordo diesel. Una volta l'anno fate venire il meccanico motorista per un controllo con una breve uscita in mare, ricordando che un motore è un ottimo mezzo per levarsi dai guai se c’è mare o troppo vento.
Bottazzo
È un paracolpi che non va montato all’altezza del capodibanda, che non è particolarmente forte e non resiste agli urti, ma corrisponde ad un dormiente all’interno dello scafo, che è poi quel dormiente che tiene i banchi di voga e che deve essere forte, per resistere agli urti.
ANCORA E CATENA
A bordo ci deve essere sempre un ancorotto, possibilmente non di quelli a ombrello, perché spesso si chiudono da soli e l’ancorotto non riesce più a trattenere la barca.
GLI SCALMI
Sono quei pioli o cilindri di legno duro, tipici dei gozzi, perché a questi vanno legati con uno stroppo i remi, quando servono. Sui gozzi non si usano montare delle scalmiere ed è meglio non farlo perché sono delle forcelle che trattengono i remi, che invece devono poter essere sfilati rapidamente.
MEZZOMARINAIO
Sembra inutile a qualcuno, ma invece utilissimo perché serve sia per reggere un tendalino se necessario, ma anche per spingervi lontani dalle banchine.
Naturalmente conviene portarsi dietro anche due torce (uno non basta mai) e, se possibile, una tromba con la bomboletta a pressione da utilizzare quando notate che, navigando, una barca sembra che voglia venirvi addosso, come mi è già capitato.
CONCLUSIONI
Se volete qualche chiarimento potete telefonarmi al 335/7021640. Il mio servizio di consulenza telefonica gratuito esiste ed è pubblicato dal 1974. Mica da un giorno! Se mi chiamate, sono sempre disponibile per le vostre telefonate che devono essere chiare e possibilmente sintetiche!
A presto,
Arch. Gino Ciriaci, consulente tecnico nautico.
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