Stassi Anastassov
Ferretti Group: la prima uscita pubblica di Anastassov tra innovazione, governance e focus USA
MILANO – Prima ancora dei numeri del primo trimestre 2026, Stassi Anastassov ha sentito il bisogno di spiegare chi è e soprattutto quale idea abbia del business nautico. La sua prima conferenza da amministratore delegato di Ferretti Group non è stata infatti la classica presentazione finanziaria scandita da margini, ordini e guidance, ma quasi un discorso programmatico rivolto agli investitori internazionali del gruppo. Un passaggio non secondario, perché il nuovo CEO arriva da mondi molto diversi rispetto allo yachting — Procter & Gamble e Duracell soprattutto — e una parte del mercato voleva capire se la scelta di affidare Ferretti a un manager esterno alla nautica avrebbe portato discontinuità o meno.
La risposta di Anastassov è stata costruita attorno a un concetto preciso: i marchi iconici non vivono di rendita. "Ho sempre gestito brand molto forti, a volte iconici. Ma non ne sono mai stato il fondatore. Sono sempre stato un custode", ha spiegato. "Il mio compito è prendere un’azienda e lasciarla a chi verrà dopo in condizioni migliori".
Il riferimento alla nautica è arrivato subito dopo. Anastassov ha citato Carlo Riva, Norberto Ferretti, Alberto Galassi e Piero Ferrari come le figure che hanno contribuito a costruire il Ferretti Group contemporaneo, definendoli apertamente le persone "sulle cui spalle" oggi si trova a lavorare. Ed è interessante notare come il nuovo CEO abbia scelto di costruire il proprio ingresso nel gruppo non sul tema della rottura, ma su quello della continuità. Più volte ha insistito sulla solidità della governance, ricordando come Ferretti abbia mantenuto negli ultimi anni una struttura manageriale stabile e coerente, elemento che considera fondamentale per garantire esecuzione e affidabilità.
Anastassov ha raccontato di aver trascorso le prime 48 ore incontrando dipendenti, manager, fornitori e partner, ponendo sempre le stesse tre domande: qual è il ruolo ricoperto, cosa venga fatto concretamente e soprattutto quale sia la responsabilità esclusiva di ciascuno. Dietro questo approccio emerge una cultura manageriale molto orientata alla chiarezza organizzativa e all’accountability individuale, tema sul quale il nuovo amministratore delegato è tornato più volte nel corso dell’intervento.
Ma il passaggio più significativo della conference call è probabilmente arrivato quando Anastassov ha cercato di spiegare cosa rappresenti davvero Ferretti nella sua visione industriale. "Ferretti non è una borsa o un accessorio di lusso, ha osservato - è una macchina sofisticata sulla quale le persone portano le proprie famiglie in mare, affrontando vento, sale, tempeste e condizioni difficili". Una frase che in qualche modo sintetizza l’intero approccio del nuovo CEO: meno retorica del lusso e più attenzione alla sostanza industriale del prodotto. Non a caso Anastassov ha parlato a lungo di engineering, materiali, durabilità, qualità costruttiva, connettività e affidabilità tecnica, quasi a voler spostare il baricentro del racconto aziendale dal solo brand value alla capacità concreta di costruire yacht complessi e tecnologicamente avanzati. Anche la metafora utilizzata durante la call va letta in questa direzione. Anastassov ha descritto Ferretti come un iceberg: sopra la linea dell’acqua ci sono i marchi, il design, il teak lucido, la qualità percepita e l’immagine iconica di Riva o Pershing; sotto la superficie, invece, ci sono processi industriali, supply chain, acquisti, engineering e controllo dei costi. Ed è proprio quella parte "invisibile" che, secondo lui, finanzia la capacità di continuare a innovare. Qui emerge anche uno dei temi chiave della nuova gestione: la crescita dovrà essere profittevole. Anastassov ha escluso esplicitamente sia la rincorsa ai volumi facili sia politiche di taglio costi che possano impoverire il prodotto o il valore del marchio. "Le grandi aziende devono saper far crescere contemporaneamente top line e bottom line", ha spiegato, lasciando intendere una strategia molto focalizzata su efficienza operativa e marginalità.
Sul piano strategico, le indicazioni più concrete hanno riguardato soprattutto gli Stati Uniti. Anastassov ha definito il mercato americano una priorità assoluta, spiegando che il cliente statunitense presenta aspettative diverse rispetto a quello europeo e che l’offerta del gruppo dovrà evolversi anche in funzione di queste esigenze. Grande attenzione anche alla tecnologia e al rischio di obsolescenza accelerata. "Non vogliamo avere ciò che è migliore oggi, ma ciò che sarà migliore domani", ha detto il manager, introducendo un altro tema destinato probabilmente a diventare centrale nella narrativa futura del gruppo: la necessità di anticipare l’evoluzione tecnologica piuttosto che inseguirla. Nel ragionamento è entrata inevitabilmente anche la sostenibilità, interpretata però con un approccio molto pragmatico. Anastassov ha parlato di performance sostenibile, materiali innovativi ed emissioni, evitando però toni ideologici e insistendo soprattutto sulla necessità di sviluppare soluzioni durevoli e industrialmente solide.
Molto personale, infine, la chiusura del suo intervento. Anastassov ha raccontato la storia della propria famiglia emigrata dalla Bulgaria negli anni Sessanta "senza nulla, se non il talento e la capacità di lavorare duramente", indicando proprio nell’etica del lavoro il proprio principale punto di riferimento manageriale.
Per spiegare concretamente questo approccio, il nuovo CEO ha raccontato di essersi già detto pronto a prendere un volo intercontinentale per incontrare personalmente un cliente indeciso e trasformare una possibile trattativa in un ordine confermato. Un aneddoto che, più dei grandi slogan manageriali, restituisce probabilmente il tono che Anastassov vuole dare alla propria gestione: molto diretta, operativa e focalizzata sull’esecuzione.
E proprio l’ultima frase pronunciata durante la call sembra chiarire bene il livello di ambizione con cui il nuovo amministratore delegato intende affrontare questa fase. "Non ho mai avuto come obiettivo essere bravo quanto i concorrenti", ha detto agli investitori. "L’obiettivo è essere migliori".
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