Progetto Galileo, il superyacht di 82 metri attualmente in costruzione presso il cantiere The Italian Sea Group di Carrara
TISG, i sindacati parlano di oltre 400 milioni di debiti: “Situazione molto complicata”
Dopo il comunicato diffuso giovedì sera da The Italian Sea Group, con cui il gruppo aveva ammesso l’erosione del capitale sociale e illustrato le linee guida del percorso di continuità aziendale e risanamento, emergono ora ulteriori elementi dal confronto avvenuto venerdì 22 maggio tra azienda e organizzazioni sindacali.
Il dato che più colpisce è quello riferito dalla Fiom Cgil e confermato anche da altre sigle sindacali: l’indebitamento complessivo del gruppo sarebbe superiore ai 400 milioni di euro. Una cifra che, se confermata nei dettagli, contribuisce a delineare con maggiore chiarezza la dimensione della crisi finanziaria che sta attraversando il gruppo fondato e guidato da Giovanni Costantino. Secondo quanto riferito dai sindacati al termine dell’incontro, l’azienda avrebbe comunque ribadito che la situazione “è sotto controllo sia dal punto di vista finanziario che industriale”, confermando il percorso già illustrato nel tavolo del 30 marzo scorso e rilanciato nel comunicato societario del 21 maggio.
Il piano di riequilibrio continuerebbe a poggiare soprattutto sulla rinegoziazione delle commesse in corso con gli armatori. La Fiom Massa-Carrara sostiene che, sulle 17 commesse attualmente presenti in cantiere, sarebbero state chiuse soltanto due rinegoziazioni contrattuali, mentre il gruppo punterebbe a ottenere complessivamente tra 170 e 180 milioni di euro dagli accordi con i clienti. Secondo quanto riportato dal segretario provinciale della Fiom Cgil Umberto Faita, i due accordi già definiti avrebbero consentito di recuperare circa 5,6 milioni di euro, mentre le altre trattative sarebbero ancora aperte. Lo stesso Faita ha definito il quadro “molto complicato”, sottolineando come il successo del piano dipenda in larga misura dalla disponibilità degli armatori a rivedere le condizioni economiche delle commesse.
Sul fronte industriale, i sindacati evidenziano inoltre ritardi nella ripartenza produttiva rispetto alla pianificazione presentata a marzo. Secondo quanto emerso nell’incontro, sarebbero ripartite soltanto due commesse su diciassette, mentre per le altre quindici la ripresa delle attività sarebbe prevista tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Tra gli elementi emersi nel confronto vi è anche la conferma della volontà di alienare il sito ex Perini Navi di La Spezia. La Fiom parla apertamente di “messa in vendita” del cantiere spezzino, mentre la Fim Cisl Toscana Nord riferisce che il presidente Giovanni Costantino avrebbe parlato di una futura cessione del sito, precisando però che l’operazione non riguarderebbe i brand del gruppo. Secondo quanto riportato dai sindacati, vi sarebbero già cinque soggetti interessati all’acquisizione dell’area.
Diversa invece la posizione sul sito di Marina di Carrara. Faita riferisce infatti che, a una precisa domanda dei sindacati, l’azienda avrebbe escluso l’ipotesi di una vendita del cantiere principale. Nel corso dell’incontro sarebbero state fornite anche alcune indicazioni sull’attività industriale futura. Secondo quanto dichiarato dalla Fim Cisl Toscana Nord, il presidente Costantino avrebbe confermato la prevista posa della chiglia di un nuovo yacht da 88 metri nel mese di luglio e l’avvio della produzione di un modello Lamborghini di 30 metri. Sempre secondo quanto riferito dal sindacato, sarebbero inoltre stati firmati contratti relativi a due ulteriori yacht oggi in fase progettuale. L’azienda avrebbe inoltre confermato la volontà di mantenere attiva l’attività di refit, pur con un approccio più selettivo e maggiormente orientato verso il segmento new build, considerato strategico sotto il profilo industriale ed economico.
Sul piano occupazionale, i sindacati parlano di circa 700 dipendenti diretti tra Marina di Carrara e La Spezia, oltre a più di 1.500 addetti riconducibili all’indotto. Secondo quanto riferito durante il confronto, negli ultimi mesi sarebbero uscite dall’azienda 23 persone tra dimissioni e licenziamenti. Giovanni Costantino avrebbe però assicurato che, allo stato attuale, non sarebbero previsti ulteriori licenziamenti.
Resta centrale anche il tema dei tempi. La procedura di composizione negoziata della crisi dovrebbe concludersi il 16 luglio prossimo, anche se — come ricordato dai sindacati — la normativa consentirebbe una proroga ulteriore. Secondo la Fim Cisl, l’azienda starebbe valutando la possibilità di richiedere un’estensione del periodo di protezione per altri 120 giorni.
Le organizzazioni sindacali mantengono comunque una posizione prudente. Bruno Casotti, segretario della Fim Cisl Toscana Nord, ha sottolineato come alle rassicurazioni fornite dall’azienda dovranno necessariamente seguire “atti concreti”, ricordando le ricadute potenziali sull’occupazione diretta e sull’intera filiera dell’indotto.
Per martedì 26 maggio è stata convocata un’assemblea con i lavoratori per illustrare nel dettaglio quanto emerso durante il confronto con il management del gruppo.
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