Porto Montenegro, Andrea Eggers nuova CEO
Porto Montenegro, Andrea Eggers nuova CEO: Margason si concentra sul polo refit Adriatic 42
Andrea Eggers prende il posto di David Margason come CEO alla guida di Porto Montenegro. Per Adriatic Marinas il cambio al vertice non rappresenta però soltanto l’avvicendamento dell’Amministratore Delegato della marina di Tivat, ma definisce con maggiore precisione due direttrici di sviluppo complementari: Margason, che oltre a dirigere Porto Montenegro aveva già assunto responsabilità ai vertici di Adriatic 42, concentrerà la propria attività sulla crescita del polo di refit e riparazione per superyacht di Bijela; Eggers avrà invece il compito di accompagnare la nuova fase di Porto Montenegro, sempre più orientato verso un modello nel quale marina, residenze, ospitalità, retail e servizi costituiscono un’unica destinazione.
La scelta di Eggers è coerente con questa evoluzione. La nuova CEO arriva infatti dal settore immobiliare e dalla gestione di destinazioni commerciali e lifestyle, con quasi vent’anni di esperienza dirigenziale in importanti realtà europee. Il suo percorso professionale comprende gestione immobiliare, leasing, marketing, operations, ospitalità e destination management, competenze che assumono un peso crescente anche nella gestione delle moderne marina per yacht e superyacht. È proprio questo uno degli elementi che spiegano la nomina. Porto Montenegro non è più soltanto un’infrastruttura destinata all’ormeggio, ma il fulcro di un sistema nel quale le esigenze degli yacht, degli armatori e degli equipaggi si intrecciano con quelle di una destinazione costiera attiva durante tutto l’anno. Nato dalla riqualificazione di un’ex base navale a Tivat, il complesso dispone di oltre 500 posti barca e può accogliere yacht fino a 250 metri; alla marina si affiancano residenze, hotel, ristoranti, negozi e servizi, configurando un modello nel quale gestione portuale e sviluppo della destinazione sono strettamente collegati.

Sotto la guida di Eggers, Adriatic Marinas indica tra le priorità il rafforzamento del profilo internazionale di Porto Montenegro, insieme alla sostenibilità e all’innovazione. Una strategia che si estende oltre i confini della marina e punta a contribuire al posizionamento del Montenegro come destinazione per la nautica da diporto, il turismo e gli investimenti. La nuova CEO ha inoltre indicato proprietari delle residenze, armatori, residenti, ospiti, partner e comunità locale come componenti della stessa destinazione, delineando quindi un’impostazione nella quale lo sviluppo commerciale dovrà procedere insieme alla valorizzazione complessiva del territorio.
Parallelamente, il nuovo assetto consentirà a David Margason di concentrare maggiormente la propria attività su Adriatic 42. Il manager non arriva ora alla realtà di Bijela: mentre era alla guida di Porto Montenegro aveva infatti già assunto responsabilità ai vertici della struttura dedicata all’assistenza tecnica degli yacht. La riorganizzazione separa quindi più nettamente la responsabilità operativa sullo sviluppo della destinazione di Tivat da quella relativa alla crescita delle capacità di refit e riparazione nella baia di Cattaro.
Le due strutture svolgono funzioni differenti ma complementari. Porto Montenegro offre ormeggio, servizi portuali e l’insieme delle attività legate alla permanenza del superyacht, dell’armatore e dell’equipaggio; Adriatic 42 mette invece a disposizione un centro specializzato per refit e riparazioni che richiedono interventi tecnici oltre la normale manutenzione effettuabile in marina. La vicinanza delle due realtà consente quindi a un grande yacht di utilizzare Tivat come base operativa e, quando necessario, accedere alle capacità tecniche disponibili a Bijela senza dover lasciare la baia di Cattaro per gli interventi di maggiore consistenza.
È un’integrazione che amplia il ruolo del Montenegro rispetto a quello di destinazione prevalentemente stagionale. Per un superyacht la scelta di una base non dipende infatti soltanto dalle dimensioni dei posti barca o dalla disponibilità delle infrastrutture portuali, ma comprende collegamenti, assistenza tecnica, servizi per gli equipaggi, ospitalità, sicurezza, approvvigionamento e qualità complessiva della destinazione. Porto Montenegro opera già all’interno di questo modello, mentre Adriatic 42 aggiunge la componente tecnica necessaria a sostenere permanenze più lunghe e programmi operativi più articolati.
Con Eggers alla guida di Porto Montenegro e Margason maggiormente focalizzato su Adriatic 42, Adriatic Marinas distingue dunque sul piano gestionale due attività che rimangono strettamente complementari sul piano nautico. Da una parte lo sviluppo di Tivat come destinazione integrata costruita attorno alla marina; dall’altra il potenziamento delle capacità di refit e riparazione a Bijela. Insieme, le due strutture puntano a creare nella baia di Cattaro un sistema nel quale un superyacht possa trovare, in un’area relativamente circoscritta dell’Adriatico, ormeggio, servizi a terra, supporto operativo, manutenzione e refit.
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