Alessandro Tirelli

Alessandro Tirelli

Absolute Yachts, nuova identità e nuovi yacht per il 2027

Barca a motore

10/09/2026 - 07:10

Absolute Yachts ha scelto il Cannes Yachting Festival 2026 per presentare non soltanto una nuova identità visiva, ma un riposizionamento complessivo del marchio, sviluppato negli ultimi sei mesi. A spiegare le ragioni dell’operazione è stato Alessandro Tirelli, nuovo CEO dell’azienda, partendo da un tema preciso: negli ultimi anni si era progressivamente ampliata la distanza tra ciò che Absolute è diventata attraverso i propri yacht e il modo in cui il brand continuava a raccontarsi. Qualità, lusso e affidabilità dei prodotti si erano evoluti più rapidamente della comunicazione, rimasta in parte legata alla fase storica nella quale il cantiere produceva fast open boat, precedente allo sviluppo dell’attuale gamma Navetta. Da qui la necessità di riallineare identità, prodotto e percezione del mercato.

Il processo è partito dall’analisi di quattro aree, sintetizzate nelle “4 C”: culture, clients, category e company. Sul piano culturale Absolute individua nel trasferimento intergenerazionale della ricchezza uno dei fenomeni destinati a modificare profondamente il mercato del lusso nei prossimi decenni. Nel corso della conferenza è stato evidenziato che, nei prossimi decenni, 124 trilioni di dollari di ricchezza passeranno da una generazione all’altra, contribuendo a modificare anche il profilo della clientela: dall’attuale fascia prevalente dei 55-65 anni a un pubblico più giovane, compreso tra 35 e 45 anni. Secondo l’analisi presentata dal cantiere, questa nuova generazione attribuisce al lusso valori differenti, legati al “quiet luxury”, al minimalismo, alla privacy e soprattutto all’esperienza. Anche lo yacht viene quindi interpretato non soltanto come bene, ma come strumento per creare connessioni con famiglia e amici, disconnettersi dal lavoro e dalla quotidianità, ed esplorare il mondo attraverso esperienze differenti.

È su questa trasformazione che Absolute ha costruito il concetto di “deeper luxury”. Non si tratta, nelle intenzioni del cantiere, di modificare il DNA aziendale, storicamente incentrato sul prodotto, quanto di rendere la comunicazione più aderente a caratteristiche già sviluppate negli yacht durante gli ultimi anni. Absolute continua infatti a sottolineare la progettazione interna e la produzione interamente italiana, insieme all’attenzione per spazi, luce, vivibilità e rapporto con il mare. L’evoluzione delle cabine armatoriali, collocate in posizioni studiate per aumentare il contatto visivo con l’esterno, le grandi finestrature prodiere definite internamente “bow eyes” e gli ambienti capaci di mettere in relazione interno ed esterno, vengono riletti come elementi di una medesima filosofia progettuale. La sintesi è il nuovo payoff “Absolute, a deeper experience”, che intende trasferire sul piano della marca un approccio al prodotto costruito dall’azienda nell’arco dei suoi 24 anni di attività.

Il manifesto presentato a Cannes sviluppa ulteriormente questo concetto contrapponendo l’idea di uno yacht concepito come barriera rispetto al mare a quella di una barca che cerca invece di ridurre le separazioni tra persone, ambiente e orizzonte. Spazi aperti, superfici vetrate e continuità tra aree interne ed esterne diventano quindi elementi funzionali a un lusso meno esibito e maggiormente legato all’esperienza individuale. Un’impostazione riassunta nell’idea di costruire yacht destinati a chi naviga “per vedere, non per essere visto”, concetto che collega direttamente privacy, esplorazione e rapporto con il mare.

Da questi presupposti nasce anche la nuova architettura visiva del marchio. Uno degli elementi centrali è “The Eye”, forma grafica ricavata proprio dai finestrini prodieri degli yacht Absolute e destinata a essere utilizzata come una sorta di occhio attraverso il quale mostrare e mettere in evidenza particolari del prodotto. Lo stesso riferimento entra nel nuovo logotipo: la “o” di Absolute riprende la geometria del “bow eye”, mentre la scelta di scrivere il nome interamente in minuscolo vuole sottolineare minimalismo e discrezione. Durante la presentazione Tirelli ha evidenziato come, secondo Absolute, si tratti dell’unico logo interamente lowercase nell’industria nautica. Il prodotto entra quindi direttamente nell’identità grafica, anziché rimanerne separato. 

Il nuovo logo di Absolute
Il nuovo logo di Absolute

È stata ridefinita anche la palette cromatica. Il “Deep Blue”, colore sviluppato specificamente per il marchio, richiama il mare che le grandi vetrate, i pozzetti e i flybridge portano visivamente all’interno dell’esperienza di bordo; a questo si affianca “Absolute Light”, tonalità più chiara e calda pensata per evocare la luce naturale che entra negli ambienti. Nella nuova comunicazione il Deep Blue verrà utilizzato soprattutto per la fotografia di prodotto, mentre Absolute Light caratterizzerà maggiormente le immagini lifestyle e i momenti legati alla vita a bordo, mantenendo come ulteriore riferimento il tema della privacy. Anche il precedente simbolo del marchio è stato rielaborato, mantenendo il riferimento alla navigazione verso nord. La nuova identità è già applicata al sito web, completamente rinnovato nei contenuti e nell’impostazione grafica, insieme a una nuova area cloud destinata alla rete e agli interlocutori del cantiere.

Il cambio di linguaggio non rimane però confinato alla comunicazione. Absolute lo collega direttamente alla prossima evoluzione della gamma, che nel 2027 vedrà arrivare due modelli considerati rappresentativi della nuova fase del marchio. Il primo sarà il 62 Fly, previsto per la primavera 2027 e chiamato a sviluppare ulteriormente il concetto di open cockpit introdotto nel 2022 con il 60 Fly. Quel modello aveva aperto la poppa attraverso una grande terrazza sul mare, riducendo le barriere tra armatore, ospiti e ambiente esterno; cinque anni dopo il 62 Fly ne propone un’evoluzione con superfici ancora maggiori.

Secondo i dati anticipati a Cannes, il 62 Fly avrà un flybridge di 30 metri quadrati, indicato da Absolute come il più grande del segmento, mentre l’open cockpit supererà i 15 metri quadrati. La configurazione aperta della zona poppiera permetterà inoltre all’armatore di organizzare questo spazio con un elevato grado di flessibilità. Un’altra peculiarità riguarderà il layout sottocoperta: Absolute dichiara che il modello sarà l’unico yacht nel segmento dei 60 piedi a proporre due cabine armatoriali. Alla tradizionale master cabin si affiancherà infatti una VIP concepita come una vera seconda master, con dimensioni e livello delle finiture comparabili alla suite principale.

Ancora più significativo per l’evoluzione della gamma sarà l’arrivo, previsto per settembre 2027, della Absolute Vedetta 84, nuova ammiraglia per la quale il cantiere ha scelto di introdurre una denominazione differente rispetto alle famiglie Fly, Coupé e Navetta. Il termine Vedetta richiama la figura che, dall’alto di una nave, osserva l’orizzonte e consente all’equipaggio di prepararsi a ciò che si trova sulla rotta. Absolute ha voluto così collegare il nome ai concetti di esplorazione e controllo dell’orizzonte, ma anche all’architettura stessa dello yacht: il Vedetta 84 sarà infatti un wide body RPH, Raised Pilothouse, con posizione di governo rialzata.

Sebbene la presentazione sia stata volutamente limitata nelle anticipazioni tecniche, Tirelli ha aggiunto alcuni elementi: il Vedetta 84 avrà cinque cabine, configurazione definita poco comune su uno yacht di circa 80 piedi, e un grande garage in grado di accogliere due water toys. Il CEO ha inoltre riferito che sarebbero già in corso trattative per due unità con clienti Absolute, pur senza che il progetto sia stato ancora mostrato compiutamente al mercato, facendo anche riferimento ai limiti legati alla capacità produttiva disponibile.

La prospettiva sul 2027 non ha comunque oscurato le novità portate a Cannes. Absolute si presenta infatti al salone con 11 yacht esposti, rappresentativi di quasi tutta la gamma, e con tre anteprime mondiali: Navetta 50, Navetta 58 Andromeda e Navetta 66. Un impegno di prodotto che il cantiere colloca in un momento di mercato definito particolarmente impegnativo, confermando la scelta di rispondere alle difficoltà attraverso innovazione e rinnovamento dell’offerta. Con il 62 Fly atteso nella primavera 2027 e il Vedetta 84 programmato per settembre dello stesso anno, la nuova identità presentata a Cannes assume quindi una funzione che va oltre il rebranding: costruire un linguaggio comune tra prodotto, comunicazione e sviluppo futuro della gamma, puntando su una concezione del lusso meno legata all’esibizione e maggiormente incentrata sull’esperienza di bordo, sulla privacy, sull’esplorazione e sul rapporto diretto con il mare.

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