Karl Komarek
Ferretti, KKCG rilancia dopo il no del Tribunale: acquisizioni e produzione in Italia
Il Tribunale di Bologna ha respinto il ricorso cautelare, ma KKCG non sembra disposta a ridimensionare le proprie ambizioni su Ferretti Group. A meno di ventiquattr'ore dall'ordinanza con cui la giudice Roberta Dioguardi ha lasciato invariati gli equilibri di governance usciti dall'assemblea del 14 maggio, il gruppo di investimento ceco controllato da Karel Komárek torna a farsi sentire con un comunicato diffuso a pochi minuti dalla sentenza. Ribadisce la volontà di proseguire il contenzioso, ma dedica ampio spazio a una strategia di sviluppo industriale per Ferretti. È il dato più interessante della nota: la partita non si esaurisce nella contestazione dei diritti di voto dell'azionista cinese Weichai, ma riguarda anche le scelte con cui valorizzare uno dei principali gruppi della cantieristica nautica italiana.
KKCG Maritime, che attraverso Azúr detiene il 23,23% del capitale, ricorda che il procedimento di merito resta aperto, con le prime udienze fissate a novembre, e annuncia che continuerà a sostenere le proprie ragioni nelle sedi competenti, valutando tutte le opzioni legali e regolamentari. Una posizione prevedibile: il ricorso mirava a modificare gli equilibri del voto assembleare, escludendo le preferenze espresse da Ferretti International Holding, società riconducibile a Weichai e titolare di circa il 39,5% del capitale.
KKCG sostiene che la decisione cautelare non si pronunci sulla fondatezza delle contestazioni, rinviate al giudizio di merito. È vero che l'ordinanza non chiude la controversia, ma il Tribunale ha esaminato le argomentazioni della ricorrente ed escluso il fumus boni iuris - letteralmente apparenza di buon diritto - per ciascuno dei motivi di invalidità prospettati. Come riferito oggi da PressMare, la giudice ha ritenuto non configurabile l'obbligo di notifica Golden Power invocato da KKCG, ha giudicato insufficienti gli elementi addotti a sostegno di patti parasociali non dichiarati e ha respinto anche la contestazione sul presunto abuso del diritto di voto.
Gli elementi di maggior interesse per il settore si trovano nella seconda parte della nota. KKCG ribadisce di considerare Ferretti un investimento di lungo periodo e indica quattro aree di intervento: consolidamento della base industriale italiana, acquisizioni strategiche, espansione internazionale ed efficienza operativa.
Il riferimento alle acquisizioni è il più significativo. Il gruppo ceco dichiara di voler esplorare l'acquisto di marchi complementari e di aziende del comparto in grado di generare valore, ma non indica obiettivi, dimensioni delle operazioni o risorse da destinare. Sarebbe prematuro leggere la dichiarazione come l'annuncio di operazioni già allo studio; resta però il segnale che, per l'azionista ceco, la crescita passa anche dal consolidamento industriale, in una fase in cui i gruppi del settore rafforzano la presenza lungo la filiera.
Sul fronte produttivo, KKCG afferma di voler preservare il patrimonio industriale di Ferretti: il know-how specialistico, le competenze tecnologiche e la filiera nazionale della fornitura. Non è un dettaglio, perché il valore del gruppo non risiede solo nei marchi, ma nelle competenze progettuali e costruttive dei cantieri e nella capacità di realizzare imbarcazioni e superyacht di elevata complessità tecnica. Il messaggio è rivolto anche a chi guarda con attenzione alla presenza di un azionista industriale cinese in una delle principali realtà italiane del settore: KKCG si presenta come investitore europeo di lungo periodo e lega questa identità alla tutela delle attività produttive nazionali, una scelta comunicativa che si inserisce nel confronto sulla governance.
Per migliorare la competitività, il gruppo punta poi su altre due leve. La prima è l'integrazione verticale, con un maggiore controllo di alcune attività della filiera e una più rigorosa allocazione del capitale, in un'azienda che deve coordinare fornitori, processi complessi e consegne distribuite su più anni. Presidiare direttamente lavorazioni o componenti strategici comporta però investimenti, immobilizzazione di capitale e nuove responsabilità industriali: la convenienza dipende dalle attività coinvolte e dalle economie di scala ottenibili. La seconda è lo sviluppo internazionale, con servizi agli armatori lungo l'intero ciclo di vita dello yacht, da assistenza e manutenzione al refit, che potrebbero generare ricavi meno legati alla vendita di nuove unità. In entrambi i casi il comunicato indica una direzione senza precisare investimenti, obiettivi economici o tempi.
Le parole di Kamil Zeman, Executive Director di KKCG Maritime, chiariscono il posizionamento. “Abbiamo investito in Ferretti perché crediamo nella forza dei suoi brand, nelle sue capacità industriali e nelle sue persone”, afferma il manager, indicando nei risultati operativi la base su cui costruire nuove opportunità di crescita. Zeman insiste anche su una governance solida e trasparente, ritenuta essenziale per sostenere gli investimenti: è il punto di raccordo tra la contestazione giudiziaria delle delibere e la proposta industriale, presentate come elementi di un'unica visione. La nota si chiude con la disponibilità a collaborare con il management di Ferretti e con gli altri stakeholder, un'apertura che convive con la conferma del contenzioso e che andrà verificata nei comportamenti dei prossimi mesi.
Per il momento, gli equilibri societari non cambiano. Weichai resta l'azionista di riferimento e la governance eletta a maggio rimane in carica. KKCG conserva una partecipazione rilevante, ma non ha la maggioranza per tradurre da sola le proprie indicazioni in decisioni operative: le priorità illustrate sono una proposta dell'azionista, non un piano industriale approvato da Ferretti Group. Il comunicato sembra voler evitare che il rigetto del ricorso venga letto come un arretramento, e prova a qualificare la presenza di KKCG nel capitale con proposte che riguardano direttamente l'industria nautica.
Resta da capire se queste indicazioni diventeranno materia di confronto tra gli azionisti o resteranno espressione di due visioni contrapposte. Singolarmente, acquisizioni, investimenti nella produzione italiana, integrazione verticale e servizi possono trovare spazio nella strategia di un costruttore internazionale; la differenza sta nel trasformarli in programmi sostenibili, con risorse, tempi e ritorni misurabili. Per Ferretti la questione non è solo chi abbia ragione in tribunale, ma se il confronto tra i due principali azionisti produrrà un contributo concreto allo sviluppo dell'impresa o continuerà ad assorbire energie in una competizione per gli equilibri societari. Il giudizio di merito comincerà a novembre; il comunicato suggerisce che la discussione sul futuro industriale del gruppo andrà avanti a prescindere dai tempi della giustizia.
Fabio Petrone
Il comunicato stampa integrale di KKCG Maritime è scaricabile dal link in fondo alla pagina.
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