Luca Dini protagonista alla tappa di Ancona di Vette e Onde Experience 2026
Alla tappa marchigiana di Vette e Onde Experience 2026 di Ancona, Luca Dini, designer fiorentino e fondatore dello studio internazionale LUCA DINI Design & Architecture, ha tenuto una lectio magistralis dedicata al rapporto tra architettura, yacht design e ospitalità.
Attivo da oltre trent’anni tra yacht design, architettura e interior design, Luca Dini ha sviluppato con il suo studio progetti in tutto il mondo, firmando numerosi superyacht e interventi architettonici di grande scala. Il suo lavoro si distingue per una visione che unisce eleganza formale, innovazione tecnologica e cultura del progetto italiano, contribuendo a ridefinire il linguaggio del design nautico contemporaneo.

Questa una sintesi del suo intervento:
Nautica e ospitalità
Negli ultimi anni la nautica sta entrando con forza nel mondo dell’ospitalità. Catene alberghiere, resort e residence stanno iniziando a considerare l’esperienza in barca come parte integrante del soggiorno, al pari dei servizi di hotellerie più tradizionali.
Nel nostro studio riceviamo sempre più richieste da gruppi internazionali che desiderano integrare lo yachting o la navigazione da diporto nell’offerta destinata ai propri ospiti, per costruire un’esperienza completa, immersiva, “a 360 gradi”.
In questo scenario, anche marina e porti turistici diventano elementi centrali del percorso di accoglienza. Si sta creando una fusione inedita tra ciò che accade lungo le coste e ciò che troviamo nei centri urbani: due mondi che per anni sono rimasti separati, quello dello yachting e quello dell’ospitalità, oggi si stanno avvicinando fino a sovrapporsi, generando una domanda di esperienze sempre più personalizzate e distintive.

Esperienze internazionali
Io vengo dal mondo dello yachting, ma quasi per caso mi sono trovato a lavorare in contesti che hanno intuito prima di me quanto fosse strategico unire le due prospettive: il mondo dello yachting a quello dell’ospitalità. Uno dei primi progetti è stato in Arabia Saudita, dove mi è stato chiesto di progettare un’isola nel Mar Rosso non con lo sguardo dell’architetto, ma con quello di chi arriva dal mare. La domanda chiave era:“Che cosa si aspetta di trovare un armatore quando approda su un’isola o entra in una marina?”. Da questa visione è nato un progetto costruito attorno all’esperienza dell’arrivo, dell’accoglienza e del rapporto tra mare e terra. Un percorso simile lo stiamo vivendo oggi in Albania, probabilmente il Paese europeo con la crescita più rapida. Con due mari e una costa quasi continua, l’Albania sta puntando moltissimo sullo sviluppo delle marine e su un’offerta turistica che unisca navigazione, territorio e ospitalità. L’obiettivo è proporsi come alternativa competitiva nel panorama mediterraneo. Paesi diversi, ma un’unica tendenza: una spinta fortissima verso la fusione tra esperienza marittima ed esperienza a terra, un modello che sta ridefinendo il concetto stesso di ospitalità contemporanea.

Il mare come laboratorio progettuale
Nello yacht design si concentrano alcune delle sfide più complesse dell’architettura contemporanea: l’equilibrio tra forma e funzione, l’integrazione tra ingegneria e artigianalità, la capacità di progettare spazi sofisticati in un contesto mobile e in costante dialogo con l’ambiente naturale.
Un approccio che trova nelle Marche un interlocutore privilegiato. Il territorio rappresenta infatti uno dei principali poli della cantieristica nautica internazionale, dove si incontrano competenze industriali, ingegneria navale e alta manifattura.
In questo contesto si inserisce anche il recente progetto Timeless Series sviluppato con ISA Yachts, una linea di imbarcazioni dai 42 agli 82 metri pensata per coniugare innovazione e classicità: yacht progettati per attraversare il tempo senza perdere identità, in cui ogni scelta formale e funzionale contribuisce a definire un’estetica riconoscibile e duratura.
Da qui nasce una filosofia progettuale in cui le linee si ispirano alla fluidità del paesaggio marino, mentre gli interni interpretano un’idea di eleganza senza tempo, profondamente legata alla tradizione del design italiano.
Anche la partnership tra lo Studio e M3 Monaco, società di consulenza internazionale specializzata nello sviluppo di marine, waterfront e destinazioni nautiche si inserisce in questo scenario in cui al centro c’è la necessità di creare destinazioni nautiche integrate, sostenibili e ad alte prestazioni, capaci di coniugare design, strategia e gestione degli asset nel lungo periodo. Un approccio che riflette la visione di Luca Dini, sempre più orientata a interpretare il mare come infrastruttura complessa e piattaforma evoluta per il turismo e l’ospitalità contemporanea.

