Mercury Verado 600 i nuovi fuoribordo top di gamma del costruttore americano, copyright PressMare

Fuoribordo Mercury Verado 600: tanti cavalli e tanta tecnologia

Motori marini

15/11/2021 - 13:22
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Verado 600 è stato l'indiscusso protagonista dello stand Mercury Marine ma, in termini di motori marini, dello stesso Salone Nautico di Genova, dove è stato portato al debutto per il mercato italiano. Il V12 da sette litri e mezzo, foriero di 600 cavalli di potenza era presente con tutti i suoi principali componenti in bella mostra. Prima fra tutti la trasmissione powershift a due stadi e il piede sterzante.

Nessun dubbio, quindi, nel definire il nuovo top di gamma Mercury come vedette del Salone con il suo design squadrato e monolitico sviluppato su un’altezza di oltre due metri e mezzo. Un "obelisco tecnologico" all’interno del quale si cela un V12 aperto a 60 gradi da sette litri e mezzo, che eroga 600 cavalli di potenza, la cui massa molto contribuisce ai 572 chili accreditati al motore dal costruttore americano. Peso cui concorrono, peraltro, anche una trasmissione automatica powershift a due marce di produzione Zf e un piede brandeggiabile su un arco di ben 90 gradi, 45 a destra e altrettanti a sinistra.

Se l’architettura del blocco termico per quanto raffinata e al momento esclusiva non rappresenta una novità tecnica assoluta, diversi sono i discorsi per trasmissione piede, gruppi che aprono nuove frontiere nel settore delle propulsioni fuoribordo. La trasmissione del Verado 600 permette, in effetti, di disporre di un primo rapporto da quasi tre punti a uno che opera in fase di accelerazione e di un secondo rapporto di due punti e mezzo a uno che agisce in crociera. Così strutturato il piede realizza una forte coppia motrice quando il motore ruota ai bassi regimi, salvo poi allungare il rapporto in automatico quando l’imbarcazione naviga in planata. Il passaggio da un rapporto all’altro è gestito da una specifica centralina e nel caso di installazioni multiple ogni motore opera con il rapporto di trasmissione ritenuto ottimale dalla sua centralina, senza essere condizionato dai rapporti in essere negli altri motori.

Altrettanto interessante da un punto di vista tecnico ma anche spettacolare alla vista, il piede brandeggiabile, contenuto probabilmente resosi necessario per evitare che nel far sterzare l’intero motore ciò desse origine a sollecitazioni dinamiche anomale sugli specchi di poppa e a ingombri laterali difficili da gestire. Facendo ruotare solo il piede i cinque quintali del motore restano sempre fermi al loro posto, permettendo anche di avvicinare fra loro più unità nel caso si volesse dar seguito a installazioni plurime. I piedi, tra l’altro, operano grazie a eliche controrotanti di progettazione originale Mercury con l’elica primaria a tre pale e la controrotante a quattro, configurazione utilizzata anche sui piedi poppieri MerCruiser “Bravo III”. Abbinata a caratteristiche geometriche delle due eliche diverse fra loro, tale soluzione permette di ottimizzare i flussi d’acqua e quindi le spinte.

Da segnalare le attenzioni poste dalla Casa per minimizzare le rumorosità: assolve a tale compito un sistema di isolamento acustico che garantisce emissioni sonore inferiori del 30 per cento rispetto a quelle dei fuoribordo di alta gamma, e la facilità di gestione indotta dal sistema di comando elettronico “Digital Throttle &Shift”. Questo opera per via drive by wire e integra sia un monitor che funge da interfaccia uomo-motore sia la funzione “Active trim automatic” che delega al computer di bordo l’onere di trovare l’assetto di navigazione migliore, per realizzare le prestazioni volute dall’armatore con i minimi consumi di carburante.

Jacopo Oldani

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