La Cassazione annulla parzialmente la condanna a Pasquale "Lino" Siclari, ex patron di Aicon SpA
Apprendiamo da fonti di stampa siciliane, che la quinta Sezione penale della Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento parziale della sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Messina il 29 gennaio 2025, nei confronti dell’architetto e imprenditore Pasquale “Lino” Siclari, 65 anni, già patron della Aicon Spa. Ricordiamo che la società, attiva come cantiere costruttore di unità da diporto, approdò a Piazza Affari ad aprile 2007 e successivamente fu dichiarata fallita a ottobre del 2012.
L’annullamento della sentenza riguarda in modo specifico le presunte condotte di bancarotta impropria collegate al reato societario contestato nel capo “B” dell’imputazione. Per questi aspetti la Suprema Corte ha disposto il rinvio a una diversa sezione della Corte d’Appello di Messina, che dovrà riesaminare la vicenda.
Diversamente, i giudici di Cassazione hanno rigettato le restanti argomentazioni contenute nel ricorso presentato dalla difesa. Nell’attuale fase processuale, Siclari è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese legali sostenute dalle parti civili costituite.
Non sono state invece riconosciute spese alla parte civile rappresentata dal fallimento della Aicon S.p.A.
La vicenda giudiziaria trae origine dalla sentenza del Tribunale di Barcellona del 13 marzo 2023, successivamente riformata in parte dalla Corte d’Appello di Messina nel gennaio 2025. In quell’occasione, la pena era stata rideterminata in sei anni e sei mesi di reclusione, con il riconoscimento di una provvisionale pari a 220.000 euro, oltre rivalutazione monetaria.
Si resta in attesa del nuovo pronunciamento che, come detto, sarà affidato a una diversa sezione della Corte d’Appello di Messina, come disposto dalla Cassazione.
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