L'AC75 Patriot recentemente acquisito da American Racing Challenger Team USA per l'America's Cup 38

L'AC75 Patriot recentemente acquisito da American Racing Challenger Team USA per l'America's Cup 38

America’s Cup, nasce American Racing Challenger Team USA: Ken Read guida la nuova sfida americana

Sport

12/04/2026 - 12:40
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Ci sarà un team americano alla prossima edizione della America’s Cup. L’annuncio ufficiale di American Racing Challenger Team USA segna il ritorno degli Stati Uniti tra gli sfidanti, con una struttura che si presenta fin dall’inizio con caratteristiche diverse rispetto alle campagne del passato. A guidare il progetto è Ken Read, figura di riferimento della vela internazionale. Già timoniere delle campagne Stars & Stripes di Dennis Conner del 2000 e 2003, Read alterna oggi le attività di velista - in particolare è il tattico del WallyCento V di Komarek - e manager, essendo presidente di North Technology Group. Il team è sostenuto dal già citato imprenditore ceco Karel Komarek, che ha lanciato l'OPA su Ferretti Group, e dal britannico Chris Welch, manager specializzato nelle sponsorizzazioni sportive, con trascorsi anche in F1.

Ken Read a bordo del WallyCento V, armatore Karel Komarek – foto: Studio Borlenghi / North Sails

Secondo quanto riportato da Sailorz, la genesi del progetto è strettamente legata ai cambiamenti introdotti dal nuovo Partnership Agreement della Coppa America. Proprio questo elemento, secondo Read, ha rappresentato il vero punto di svolta: “Il nuovo accordo sta cambiando il gioco, rendendo la Coppa sostenibile, mentre in passato era caratterizzata da una forte discontinuità”.

Il manager americano sottolinea come la nuova struttura possa portare a una partecipazione più ampia, con sei o sette team già nella prossima edizione e una prospettiva di ulteriore crescita in futuro. Una dinamica che, sempre secondo Read, allontana il rischio di un ritorno a sfide di tipo Deed of Gift, considerate potenzialmente dannose per l’equilibrio del sistema. Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo team riguarda l’impostazione iniziale. American Racing Challenger Team USA, allo stato attuale, non è ancora una squadra sportiva completa. “Questa è una startup tecnologica. Non è ancora un team di vela”, afferma Read, chiarendo come le priorità siano oggi concentrate sulla costruzione della struttura organizzativa, sulla progettazione e sulla gestione degli asset.

Karel Komarek e Chris Welch, co fondatori di American Racing Challenger Team USA. La sfida è stata presentata dal Sail Newport Yacht Club

Tra le prime mosse operative, il team ha acquisito gli asset di American Magic, elemento considerato strategico per accelerare il processo di sviluppo. È stato inoltre siglato un accordo con American Magic Services per l’utilizzo della base di Pensacola, in Florida, che fungerà da centro di allenamento e sviluppo tecnico fino al trasferimento a Napoli. Sul piano tecnologico, il lavoro è già avviato sul monoscafo AC75 Patriot, con l’obiettivo di portarlo sulla linea di partenza in configurazione competitiva, nonostante i tempi ridotti dovuti all’ingresso tardivo nel ciclo della Coppa.

Il tema economico rappresenta uno dei cardini del progetto. Il team opererà all’interno del cost cap previsto dal regolamento, in linea con una visione che punta a superare il modello di spesa illimitata che ha caratterizzato alcune edizioni precedenti. Read evidenzia come il nuovo approccio renda la Coppa più attrattiva per sponsor e investitori, avvicinandola a modelli come quello della Formula 1, dove la gestione commerciale e la sostenibilità finanziaria sono parte integrante del progetto sportivo.

In questa logica, il ruolo del management non si limita alla performance in acqua, ma include la costruzione di un brand e di una piattaforma capace di generare valore nel tempo. La composizione dell’equipaggio non è, al momento, una priorità immediata. Il focus resta sulla struttura tecnica e organizzativa, mentre la selezione dei velisti verrà affrontata in una fase successiva.

L'America's Cup

Resta comunque centrale l’attenzione allo sviluppo della vela americana, con l’obiettivo di utilizzare il progetto anche come leva per ampliare la base di praticanti e aumentare l’inclusività dello sport. In questo contesto, viene citato il ruolo di Sail Newport come modello di integrazione tra attività sportiva e comunità.

Pur senza vincoli esclusivi sulla nazionalità dell’equipaggio, l’impiego di velisti statunitensi rappresenta un obiettivo dichiarato, in linea con una strategia di lungo periodo.

Sul piano sportivo, il team adotta un approccio realistico. L’ingresso tardivo nel ciclo in corso rende complesso puntare immediatamente alla vittoria, ma l’obiettivo dichiarato resta quello di conquistare la Coppa nel medio periodo. “Non è un progetto a breve termine”, sottolinea Read, evidenziando come l’iniziativa di Komarek e Welch sia impostata su una visione strutturale e continuativa.

Un’impostazione che riflette, più in generale, l’evoluzione della Coppa America verso modelli più stabili, industrializzati e sostenibili, nei quali la dimensione tecnologica e gestionale assume un peso crescente accanto a quella strettamente sportiva.

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