Sardegna, nautica e investimenti: dall'attrazione dei superyacht allo sviluppo della filiera industriale
A Milano il confronto promosso da BLegal e K&L Gates mette a fuoco le opportunità dell'isola tra turismo di alta gamma, portualità, refitting e nuovi investimenti internazionali.
La Sardegna non vuole essere soltanto una delle destinazioni nautiche più apprezzate del Mediterraneo. L'obiettivo è diventare un territorio capace di attrarre investimenti, sviluppare servizi per i superyacht e consolidare una filiera industriale nautica sempre più strutturata. È il messaggio emerso dall'incontro “Sardegna, nautica e investimenti”, organizzato il 15 giugno a Milano da BLegal insieme a K&L Gates, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, operatori dello yachting, imprenditori e investitori.
La crescita del turismo internazionale rappresenta oggi uno dei principali indicatori del cambiamento in corso. Lo ha evidenziato l'assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, illustrando dati che mostrano una Sardegna capace di superare quota 21,9 milioni di presenze turistiche e di attrarre una quota crescente di visitatori stranieri, oggi pari al 56% del totale. Secondo l'assessore, le direttrici strategiche della Regione sono tre: destagionalizzazione, delocalizzazione e internazionalizzazione. L'obiettivo non è aumentare ulteriormente la pressione nei mesi estivi, ma distribuire i flussi lungo l'intero anno e valorizzare territori che oggi restano ai margini dei principali circuiti turistici.
In questo quadro la nautica rappresenta uno degli asset più importanti per la crescita dell'isola.
Un contributo particolarmente interessante è arrivato da Francesco Orlando, Chief Operating Officer di Royal Yacht International, che ha osservato la Sardegna dalla prospettiva privilegiata del Principato di Monaco, uno dei principali hub mondiali dello yachting. Secondo Orlando, il brand Sardegna gode già di una notorietà internazionale straordinaria, ma continua a essere identificato quasi esclusivamente con la Costa Smeralda. Una concentrazione che, se da un lato testimonia il successo del nord-est dell'isola, dall'altro evidenzia ampi margini di sviluppo per il resto del territorio. Il manager di Royal Yacht International ha sottolineato come il turismo nautico di fascia alta ricerchi oggi soprattutto esperienze, intrattenimento, benessere e servizi esclusivi. Elementi che possono rappresentare nuove opportunità di investimento nelle aree comprese tra la Gallura e il sud dell'isola.
Una visione che trova punti di contatto con il percorso avviato dalla Regione e con il lavoro sviluppato dai territori.
Nel suo intervento Angelo Colombo, responsabile organizzativo della Fiera Nautica di Sardegna e rappresentante del Consorzio Industriale Provinciale Nord Est Sardegna (CIPNES Gallura), ha evidenziato come il futuro della nautica sarda non possa essere letto esclusivamente in chiave turistica. Accanto all'accoglienza degli yacht e ai servizi portuali, cresce infatti il ruolo della filiera industriale, del refitting, della manutenzione e della formazione professionale. La Sardegna sta investendo nella creazione di competenze specializzate attraverso percorsi universitari e academy dedicate alla nautica, mentre il sistema dei consorzi industriali sta lavorando per favorire nuovi insediamenti produttivi e attrarre aziende interessate a operare in prossimità dei mercati di utilizzo finale delle proprie imbarcazioni. L'isola può contare oggi sulla presenza di marchi consolidati e sull'arrivo di nuovi operatori nazionali che vedono nella Sardegna non solo una destinazione di navigazione ma anche una base operativa per costruzione, assistenza e servizi.
Sul tema della competitività territoriale si è concentrato l'intervento di Mattia Pilosu, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Sardegna, che ha richiamato l'attenzione sugli strumenti disponibili per attrarre capitali internazionali, dalla ZES Unica all'Investor Visa, evidenziando come la competizione globale si giochi sempre più tra territori capaci di offrire qualità della vita, certezza normativa, infrastrutture e opportunità di sviluppo.
L'incontro milanese ha così messo in evidenza una Sardegna che guarda oltre il tradizionale modello turistico stagionale. Una regione che punta a consolidare il proprio ruolo nel Mediterraneo attraverso una combinazione di turismo di alta gamma, nautica, industria, formazione e attrazione di investimenti.
Se la Costa Smeralda continua a rappresentare il principale polo di attrazione per i grandi yacht, la sfida dei prossimi anni sarà estendere questa capacità di attrazione all'intero territorio regionale. Perché il vero potenziale della Sardegna non risiede soltanto nelle sue coste, ma nella possibilità di trasformare la nautica in una filiera economica capace di generare occupazione, innovazione e sviluppo lungo tutto l'arco dell'anno.
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