The Italian Sea Group, il Tribunale ridefinisce le misure cautelari

Editoriale

30/07/2026 - 12:58
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The Italian Sea Group continua a vivere una fase oltremodo delicata del proprio percorso industriale e finanziario. Da settimane gli aggiornamenti sull’evoluzione della procedura di composizione della crisi si susseguono con cadenza quasi quotidiana e il nuovo provvedimento emesso dal Tribunale di Firenze rappresenta un ulteriore tassello nel complesso iter che dovrà portare alla definizione del piano di ristrutturazione.

Il provvedimento interviene sulle misure cautelari adottate nell’ambito del procedimento previsto dall’art. 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, modificando in modo significativo il quadro definito dal Tribunale il 6 luglio scorso. In quella fase, i giudici avevano concesso a TISG una serie di tutele temporanee per evitare che, durante la predisposizione del piano di ristrutturazione, clienti e soggetti garanti potessero intraprendere iniziative in grado di compromettere il tentativo di risanamento.

Con la nuova decisione, quelle tutele vengono meno. Gli armatori tornano quindi a poter esercitare i diritti previsti dai rispettivi contratti, ad esempio chiedendo la risoluzione del contratto nei casi consentiti o attivando altri rimedi previsti dagli accordi sottoscritti. Allo stesso tempo, vengono meno anche i limiti che impedivano di escutere le fideiussioni e le altre garanzie rilasciate a copertura delle commesse. In altre parole, qualora ne ricorrano i presupposti contrattuali, i beneficiari potranno nuovamente chiedere il pagamento ai soggetti che hanno prestato tali garanzie.

La ragione di questo cambio di impostazione risiede nell’evoluzione del piano di ristrutturazione. Secondo quanto riferisce la stessa società, il Tribunale ha ritenuto che le misure cautelari concesse a inizio luglio fossero giustificate quando l’obiettivo era cercare di preservare l’intero portafoglio ordini. Oggi, invece, il piano è stato modificato e non prevede più il completamento di tutte le commesse, ma soltanto di quelle considerate economicamente sostenibili e in grado di generare valore. Venendo meno questo presupposto, i giudici hanno ritenuto che non vi fossero più le condizioni per mantenere una protezione generalizzata nei confronti degli armatori.

Resta invece in vigore una tutela mirata a favore dei fornitori strategici impegnati proprio nelle commesse che TISG intende completare. Il Tribunale ha infatti autorizzato la società a pagare direttamente tali fornitori, anche se i relativi crediti sono stati ceduti a società di factoring, almeno fino a quando non saranno raggiunti accordi con queste ultime. L’obiettivo è evitare che i cantieri e la filiera produttiva si blocchino per mancanza di liquidità, consentendo di portare a termine gli yacht che il piano considera ancora sostenibili.

Dal punto di vista industriale, il provvedimento conferma quindi un cambiamento di approccio già emerso nelle ultime settimane: non il tentativo di salvaguardare indistintamente tutte le commesse in essere, ma una selezione di quelle considerate sostenibili nell’ambito del futuro piano di ristrutturazione. È un passaggio che contribuisce a delineare con maggiore chiarezza la strategia con cui la società intende affrontare la fase di rilancio.

Nel comunicato, The Italian Sea Group sottolinea inoltre che la decisione del Tribunale non modifica le misure protettive già confermate il 6 luglio, che restano pienamente efficaci, e ribadisce che il piano di ristrutturazione proseguirà secondo le linee guida già rese note, senza variazioni sostanziali rispetto all’impostazione scelta.

In fondo a questa pagina trovate il link per scaricare il comunicato rilasciato poco fa da The Italian Sea Group

©PressMare - riproduzione riservata

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