Allerta meteo oggi in Mediterraneo, i consigli di Gianfranco Meggiorin

Editoriale

17/08/2026 - 11:20

Il noto meteorologo, divulgatore e appassionato velista Gianfranco Meggiorin spiega come regolarsi rispetto a questa prima “rottura del tempo estivo”, che porta sul Mediterraneo un’instabilità diffusa e difficilmente prevedibile.

Tra oggi, lunedì 17 agosto, e domani, martedì 18, il Mediterraneo settentrionale entra nella fase più instabile. Le temperature superficiali del mare restano molto elevate, mentre diventano più frequenti le infiltrazioni di aria fredda: una combinazione che aumenta il rischio di fronti freddi, linee di instabilità e temporali potenzialmente violenti. Gianfranco Meggiorin, fondatore e CEO di Navimeteo Marine Weather Services, richiama in particolare l’attenzione sulla natura irregolare e fortemente localizzata di questi fenomeni. A distanza di poche miglia le condizioni possono essere molto diverse: una previsione generale, per quanto accurata, non è quindi sufficiente per assumere decisioni operative durante la navigazione o in rada. Alle previsioni deve essere affiancato il nowcasting, cioè il controllo dell’evoluzione meteorologica in tempo reale attraverso radar, immagini satellitari, rilevamento dei fulmini e osservazioni effettuate a bordo. L’errore più pericoloso, in una situazione di questo tipo, è affidarsi a una sola previsione o alla singola elaborazione di un modello, interpretandola come una certezza. 

Gli strumenti per seguire lo sviluppo del meteo sono ormai facilmente disponibili, ma devono essere utilizzati con metodo e continuità, imparando a riconoscere per tempo le situazioni potenzialmente critiche. In presenza di instabilità occorre soprattutto essere pronti a modificare il programma di navigazione. Una particolare attenzione va riservata agli ancoraggi. Raffiche improvvise, rapidi salti di vento e temporali localizzati possono trasformare in pochi minuti una rada apparentemente sicura in una situazione difficile. Come osserva Meggiorin, anche la scelta di restare alla fonda deve essere considerata dinamica: controllare, valutare e, se necessario, prepararsi a un rapido spostamento. L’obiettivo non può essere prevedere ogni fenomeno con assoluta precisione, ma individuare con sufficiente anticipo gli scenari più pericolosi e adeguare di conseguenza le decisioni. All’evoluzione delle tecniche di monitoraggio deve infatti corrispondere un modo altrettanto aggiornato di pianificare e gestire la navigazione. In determinate circostanze la soluzione più sicura può essere quella di allontanarsi temporaneamente dalla costa, guadagnando spazio di manovra rispetto a fenomeni violenti ma spesso brevi e molto circoscritti. Qualche miglio al largo può offrire maggiori possibilità di scelta, minori vincoli e un margine di sicurezza più ampio, soprattutto in presenza di temporali intensi, linee di groppo o improvvisi rinforzi del vento. Il team di Navimeteo concentra la propria attività proprio su questi aspetti operativi, integrando previsione, nowcasting, monitoraggio continuo e supporto alle decisioni per rendere più sicura la navigazione.

Noi aggiungiamo che le innovazioni e opportunità offerte dalla tecnologia, per risultare efficaci vadano utilizzate come strumenti aggiuntivi e non sostitutivi dell’abilità marinaresca. In questo caso l’antico detto “La barca teme la terra, non il mare” è particolarmente attuale e veritiero.

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