Contemporary Barge: Gian Paolo Nari porta il linguaggio dello yacht nei canali d’Europa
Un progetto di 19,90 metri per 4,85 metri, concepito per muoversi tra navigazione interna e mare. The Contemporary Barge nasce da un'idea dello yacht designer Gian Paolo Nari e di Lorenzo Cappugi, consulente e surveyor, con l'obiettivo di reinterpretare una tipologia storicamente funzionale attraverso il linguaggio dello yacht contemporaneo. Cantieri Navali di Termoli è stato successivamente coinvolto nel progetto come possibile partner per la costruzione delle unità.
Una barge capace di attraversare i canali europei, raggiungere il centro di una capitale e, allo stesso tempo, lasciare le acque interne per affrontare la navigazione costiera. È intorno a questa idea che nasce The Contemporary Barge.
Il concept prende forma dall'incontro tra le competenze di Gian Paolo Nari, yacht designer con una lunga esperienza nell'exterior styling e nei progetti custom, e quelle di Lorenzo Cappugi, consulente e surveyor. L'obiettivo iniziale è stato quello di ripensare la barge partendo non soltanto dal design, ma anche dagli aspetti tecnici e operativi che ne determinano concretamente le possibilità di utilizzo.
In una fase successiva è stato coinvolto Cantieri Navali di Termoli, individuato come possibile partner per l'eventuale costruzione. Il cantiere porta nel progetto la propria esperienza nella realizzazione di unità in acciaio e alluminio, dai mezzi commerciali ai grandi yacht.
Il punto di partenza è una tipologia nautica molto lontana dallo yacht convenzionale. Le barge sono storicamente imbarcazioni nelle quali funzionalità, capacità di carico e compatibilità con la navigazione interna hanno prevalso sul design. Nari ha scelto di lavorare proprio su questa caratteristica, applicando a una piattaforma essenzialmente razionale un linguaggio derivato dallo yacht design contemporaneo.
Un approccio coerente con l'esperienza del designer, attivo da anni nello yacht design e nell'exterior styling di progetti custom e autore, tra gli altri, dell'exterior design dell'explorer yacht Akula di 59 metri.
L'obiettivo è andare oltre il concetto tradizionale di yacht, combinando la solidità delle costruzioni navali con modernità, comfort, design ed eleganza Made in Italy.

19,90 x 4,85 metri: le dimensioni diventano parte del progetto
Uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Nari è meno evidente osservando semplicemente i rendering: le dimensioni non derivano soltanto dalla ricerca di spazio a bordo.
I quattro concept sviluppati nella prima fase sono impostati su una lunghezza fuori tutto di 19,90 metri e una larghezza di 4,85 metri, con un pescaggio a pieno carico di 1,20 metri e un air draft indicativo di 3,40 metri dalla linea di galleggiamento all'hardtop. Quote che, insieme al controllo delle proporzioni complessive, sono state individuate per mantenere il progetto compatibile con la sagoma Freycinet e con la navigazione sulla rete dei canali europei.
È un vincolo che diventa elemento progettuale.
La possibilità di personalizzazione rimane ampia, ma dimensioni, pescaggio, altezza e configurazione dell'imbarcazione devono essere definite anche in relazione agli itinerari nei quali la barge sarà chiamata effettivamente a operare. È un principio che fa parte della filosofia stessa del progetto: i vincoli dimensionali e architettonici della navigazione sui canali entrano direttamente nella definizione dell'imbarcazione.

Dal canale al Mediterraneo
È qui che The Contemporary Barge si allontana maggiormente dall'immagine della tradizionale houseboat.
Secondo le specifiche progettuali fornite da Nari, scafo e carena in acciaio sono concepiti in funzione di una certificazione CE in categoria C/B, con l'obiettivo di permettere un utilizzo misto tra acque interne e navigazione marittima.
Il principio è poter attraversare, per esempio, la Francia utilizzando la rete fluviale e successivamente uscire in Mediterraneo, continuando la navigazione lungo costa o affrontando brevi traversate, come quella verso l'Isola d'Elba.
Anche la propulsione segue questa impostazione. La configurazione attualmente allo studio prevede un sistema ibrido elettrico in serie, diesel-elettrico o full-electric, con due motori elettrici da 80 kW e un generatore/range extender da 45 kW. La velocità di crociera prevista è compresa tra 7,5 e 8,5 nodi, con una massima indicativa di 10,5 nodi. Batterie di trazione, pannelli fotovoltaici sul tetto e collegamento alla rete elettrica da terra completano l'architettura energetica prevista.
Il passaggio dall'acqua interna al mare non rappresenta quindi un utilizzo marginale, ma uno degli elementi sui quali è stato impostato il progetto. Anche il comunicato ufficiale insiste su questa evoluzione: la barge non viene più concepita esclusivamente per fiumi e acque interne, ma come una piattaforma nautica capace di estendere il proprio campo di utilizzo anche alla navigazione marittima.
Nasce così un oggetto nautico difficile da inserire nelle categorie tradizionali. Non vuole sostituire un motoryacht nelle sue prestazioni, né essere semplicemente una casa galleggiante. Punta piuttosto sulla possibilità di utilizzare la stessa piattaforma in ambienti profondamente diversi.
Un “attico galleggiante” nel centro della città
È probabilmente questa caratteristica a spiegare meglio il concept immaginato da Nari e Cappugi.
Una barge di questo tipo può essere considerata come una sorta di attico galleggiante, capace di diventare una residenza privata temporanea o permanente all'interno di città attraversate da grandi vie d'acqua.
Parigi e Londra rappresentano due esempi immediati del tipo di utilizzo immaginato: l'armatore o un executive potrebbe disporre di una propria base sull'acqua, mantenendo contemporaneamente la possibilità di spostarla e utilizzarla come vera imbarcazione.
Il progetto è inoltre pensato per poter essere vissuto e gestito direttamente dall'armatore, senza la necessità di mantenere permanentemente a bordo un equipaggio professionale. L'autonomia dell'armatore e la possibilità di scegliere direttamente itinerari, tempi e modalità di utilizzo sono tra gli elementi caratterizzanti della nuova interpretazione della barge.
Il GA racconta una casa prima ancora di una barca
Il piano generale sviluppato per uno dei concept rende evidente questa impostazione.
La zona abitativa principale si sviluppa sul ponte inferiore attorno a un grande living centrale con salone e zona pranzo, affiancato dalla cucina. La zona notte comprende due cabine, con la cabina armatoriale collocata verso prua.
Uno degli elementi più insoliti è proprio il rapporto tra master cabin e prua: dalla zona armatoriale si raggiunge una lounge esterna privata, creando una separazione netta rispetto alle grandi aree comuni del ponte superiore.
A poppa trovano invece posto gli apparati tecnici e l'engine room, concentrando la componente impiantistica in un'area distinta dagli spazi residenziali.
La timoneria è collocata su un livello rialzato verso poppa, una scelta legata soprattutto alle esigenze della navigazione fluviale e alla necessità di disporre di una buona visibilità durante le manovre e nei passaggi più stretti.
Sopra, il ponte di coperta diventa quasi interamente una grande terrazza. Zona dining, divani, chaise longue e ampie superfici libere trasformano il sun deck nella principale area open-air dell'imbarcazione.
La larghezza di 4,85 metri produce un effetto molto diverso da quello normalmente percepito su uno yacht di circa 20 metri: la superficie disponibile viene utilizzata con una logica più vicina a quella dell'architettura residenziale che alla tradizionale suddivisione degli spazi nautici.
Sul sun deck anche la predisposizione per un eVTOL
Nari introduce nel concept anche un elemento volutamente proiettato verso un possibile scenario futuro.
Una delle configurazioni studiate prevede sul ponte superiore uno spazio predisposto per l'appontaggio di un drone passeggeri/eVTOL, immaginando una futura integrazione tra la barge e nuove forme di mobilità urbana.
Non significa trasformare oggi una barge in una piattaforma aeronautica operativa: il rendering introduce piuttosto un'ipotesi progettuale. Se queste tecnologie entreranno effettivamente nei sistemi di mobilità delle grandi città, una residenza galleggiante potrebbe diventare uno dei nodi di un sistema di trasporto multimodale tra acqua, terra e aria.
È un elemento visionario, ma coerente con l'idea alla base del progetto: utilizzare una tipologia profondamente legata alla storia della navigazione europea per immaginare modalità di utilizzo molto più contemporanee.
Una piattaforma custom, non una barca standard
The Contemporary Barge nasce come una piattaforma custom, nella quale exterior styling, interni, distribuzione degli spazi, modalità di utilizzo e caratteristiche di navigazione possono essere adattati alle esigenze del singolo armatore.
Cantieri Navali di Termoli, coinvolto successivamente come possibile partner costruttivo, mette a disposizione la propria esperienza nella costruzione di unità in acciaio e alluminio, mentre il design trasferisce su questa base tecnica un linguaggio più vicino allo yachting contemporaneo.
La solidità dell'acciaio rimane uno degli elementi centrali, accompagnata dalla volontà di integrare nel progetto soluzioni coerenti con i nuovi paradigmi della navigazione sostenibile e della nautica green.
Il risultato non è quindi semplicemente uno yacht con forme da barge, né una barge resa più lussuosa.
L'idea è utilizzare i vincoli della navigazione interna europea come parametri per progettare una nuova tipologia di imbarcazione, capace di essere contemporaneamente mezzo di navigazione, spazio residenziale e piattaforma mobile.
Non una casa galleggiante adattata alla navigazione, quindi, ma un'imbarcazione progettata per trasformare la navigazione stessa in una nuova forma dell'abitare.
Filippo Ceragioli
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