Ferretti FSD 195

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Ferretti, interrogazione parlamentare della Lega: il Governo valuterebbe il Golden Power sulla governance del gruppo

Editoriale

07/05/2026 - 09:24
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Ferretti, interrogazione parlamentare della Lega: il Governo valuterebbe il Golden Power sulla governance del gruppo. La notizia, anticipata questa mattina dal quotidiano economico Milano Finanza, porta ufficialmente il dossier Ferretti Group all’interno del confronto politico e istituzionale. Il deputato della Lega Alberto Gusmeroli ha infatti presentato un’interrogazione parlamentare urgente chiedendo al Governo quali iniziative intenda assumere, "anche mediante l’attivazione dei poteri speciali", per tutelare il patrimonio industriale e tecnologico del gruppo.

La novità non riguarda soltanto il contenuto dell’interrogazione, ma il fatto che il tema Golden Power venga ormai evocato apertamente in Parlamento in relazione a uno dei principali gruppi della nautica mondiale. Secondo quanto emerge dal documento, l’attenzione sarebbe concentrata sul possibile consolidamento del controllo effettivo da parte del socio cinese Weichai e sugli eventuali trasferimenti di tecnologie verso ecosistemi industriali extraeuropei.

Nel testo Gusmeroli sottolinea come Ferretti non sia soltanto un player della nautica di lusso, ma operi anche attraverso la divisione Security & Defence, attiva nella fornitura di unità navali ad alta velocità, sistemi di comunicazione e sensoristica destinati a marina militare, guardie costiere, Arma dei Carabinieri e forze di polizia. Un elemento che, secondo l’interrogazione, farebbe rientrare il gruppo nel perimetro dell’articolo 1 del decreto-legge n. 21 del 2012 relativo ai poteri speciali nei settori della difesa e della sicurezza nazionale.

Il riferimento politico e normativo si intreccia con la governance del gruppo in vista dell’assemblea del 14 maggio, chiamata a rinnovare il Consiglio di amministrazione. La sfida vede contrapposte la lista espressione di Weichai e quella del secondo azionista Alberto Galassi sostenuta da KKCG. Secondo Gusmeroli, il confronto potrebbe ridefinire gli equilibri di controllo del gruppo "in un caso che presenta evidenti analogie con il precedente Pirelli", dove il Governo è recentemente intervenuto attraverso il Golden Power.

Il riferimento è alla possibilità che un azionista, pur restando sotto le soglie automatiche di attivazione delle procedure più invasive, possa comunque esercitare un’influenza determinante attraverso la nomina degli amministratori e la gestione di un azionariato frammentato. Particolare attenzione viene posta anche sul tema del trasferimento tecnologico. Secondo quanto riportato, fonti pubbliche e comunicazioni di Weichai documenterebbero l’utilizzo di tecnologie sviluppate da Ferretti all’interno dell’hub nautico di Qingdao, presentato dal gruppo cinese come polo globale dell’equipaggiamento nautico e attivo anche nel segmento dei "public service vessels". Il nodo centrale, riguarderebbe quindi non soltanto la governance societaria ma anche il possibile trasferimento di know-how, software, sistemi di bordo e capacità ingegneristiche verso un ecosistema industriale extra-Ue. Il Governo, secondo quanto emerge dal quadro ricostruito, non avrebbe ancora assunto una decisione formale, ma manterrebbe aperta l’opzione dell’intervento attraverso i poteri speciali qualora il nuovo assetto del board consolidasse ulteriormente il controllo effettivo cinese sul gruppo.

Ferretti era già entrata nel radar strategico di Palazzo Chigi nel 2024, quando la Presidenza del Consiglio aveva aperto un’istruttoria Golden Power su un’operazione di buy-back, poi ritirata dalla società. Successivamente, il 3 marzo 2026, il Governo ha autorizzato senza condizioni l’OPA parziale di Azúr/KKCG, riconoscendo tuttavia la rilevanza strategica del gruppo. Nel frattempo il quadro normativo si è evoluto. La legge n. 4 del 2026 ha infatti ampliato la disciplina del Golden Power includendo esplicitamente anche la sicurezza economica e finanziaria nazionale tra i parametri che possono giustificare l’intervento pubblico, in linea con il più ampio orientamento europeo di controllo sulle tecnologie critiche e sulle filiere strategiche. Sul piano assembleare, il tema resta strettamente collegato al rinnovo del Consiglio del 14 maggio. Secondo quanto riportato nel dossier allegato alle liste, l’attuale governance vede il socio cinese esprimere sei consiglieri su nove. In questa prospettiva, un board stabilmente allineato agli interessi di Weichai potrebbe essere interpretato come un cambiamento significativo del controllo effettivo del gruppo.

Nel caso di un eventuale intervento governativo, le misure potrebbero non tradursi necessariamente in un veto, ma in prescrizioni specifiche relative alla governance, alla tutela della ricerca e sviluppo in Italia, ai trasferimenti di know-how, alla localizzazione dei dati e alla protezione della divisione Security & Defence.

Intanto, sul fronte assembleare, i proxy advisor ISS e Glass Lewis hanno espresso un orientamento favorevole alla lista KKCG.

©PressMare - riproduzione riservata

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